Official Partner

ANPI Milano, la memoria come impegno per il presente e il futuro: l’intervista a Primo Minelli


ANPI Milano, la memoria come impegno per il presente e il futuro: l’intervista a Primo Minelli Immagine

Il presidente dell’ANPI di Milano e provincia racconta la storia dell’associazione, il rapporto con le nuove generazioni e l’importanza di difendere i valori della Costituzione. Dalla memoria della Resistenza alla lotta contro l’indifferenza, con uno sguardo alle sfide della democrazia contemporanea.

La nascita dell’ANPI e il valore della memoria

L’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia nasce durante la fase ancora incompiuta della Liberazione, quando una parte del Paese è già stata liberata mentre il Nord Italia è ancora occupato.

A raccontarne le origini è Primo Minelli, presidente dell’ANPI di Milano e della provincia. L’associazione, spiega, nasce innanzitutto con il compito di riunire e organizzare le diverse formazioni partigiane e, successivamente, di mantenere viva la memoria della lotta partigiana.

Si tratta di una funzione particolarmente importante in un Paese che, per vent’anni, aveva conosciuto una narrazione storica fortemente condizionata dal regime fascista. L’ANPI si pone quindi anche l’obiettivo di restituire alla società una memoria diversa, legata alla Resistenza e alla nascita della Repubblica democratica.

La memoria, dunque, non viene intesa soltanto come conservazione del passato, ma come strumento per comprendere il presente.

Dalla memoria alla difesa della Costituzione

Oggi l’ANPI non si limita a custodire la memoria della Resistenza. L’associazione continua a svolgere un ruolo attivo nella società civile, con particolare attenzione alla difesa dei valori costituzionali.

Per Minelli, uno degli obiettivi principali è impedire quella che considera una possibile riscrittura della storia della Resistenza e del fascismo. Parallelamente, l’associazione guarda alle nuove generazioni, cercando di trasformare la memoria storica in uno strumento utile per costruire il futuro.

Al centro di questa prospettiva c’è la Costituzione italiana, considerata il risultato politico e civile della lotta antifascista.

L’obiettivo dell’ANPI è quindi quello di far vivere la Costituzione attraverso la sua conoscenza, la sua applicazione e la sua difesa, soprattutto in una fase storica caratterizzata da profonde incertezze.

La Casa della Memoria: un luogo aperto alla città

Un ruolo significativo in questo percorso è ricoperto dalla Casa della Memoria di Milano, che Minelli definisce la casa delle associazioni dell’antifascismo.

Lo spazio rappresenta un punto di incontro per discutere sia della storia sia del futuro dell’antifascismo. Al suo interno vengono organizzate mostre, incontri e dibattiti, con una particolare attenzione alla partecipazione degli studenti delle scuole superiori.

L’attività rivolta ai giovani viene concepita a 360 gradi: da una parte la trasmissione della conoscenza storica, dall’altra la volontà di proporre messaggi legati al futuro e alla speranza.

Anche in questo caso, il riferimento centrale rimane la Costituzione.

Il rapporto con le scuole e le nuove generazioni

Uno dei temi centrali dell’intervista riguarda il rapporto tra ANPI e mondo della scuola.

Secondo Minelli, i programmi scolastici spesso non arrivano ad affrontare in maniera sufficientemente approfondita la storia della Resistenza, del fascismo, della nascita della Repubblica e della Costituzione. In questo contesto, l’associazione cerca di costruire un rapporto diretto con gli istituti scolastici e con gli studenti.

L’obiettivo è parlare ai ragazzi utilizzando un linguaggio adeguato alla loro età e alla loro sensibilità, raccontando non soltanto la storia della Resistenza, ma anche il percorso che ha portato alla costruzione della democrazia italiana.

Prima della pandemia, racconta Minelli, l’ANPI di Milano e dell’hinterland era riuscita a incontrare tra i 36 e i 38 mila studenti. Dopo l’interruzione provocata dall’emergenza sanitaria, l’attività con le scuole è ripartita progressivamente.

Il coinvolgimento delle giovani generazioni rimane uno degli impegni prioritari dell’associazione.

Perché l’antifascismo è ancora attuale

Nel corso dell’intervista emerge poi una riflessione sul rapporto tra antifascismo e società contemporanea.

Per Minelli, l’antifascismo non può essere considerato un tema appartenente esclusivamente al passato. Al contrario, alcune dinamiche politiche e sociali contemporanee dimostrerebbero, secondo il presidente dell’ANPI milanese, la necessità di continuare a mantenere alta l’attenzione.

Minelli cita, a titolo di esempio, il dibattito sulla presenza di realtà neofasciste nella vita pubblica e alcuni episodi che, a suo giudizio, mostrerebbero un ritorno di atteggiamenti di intimidazione o delegittimazione nei confronti di chi parla di Costituzione e antifascismo.

Il riferimento alla storia di Milano assume in questo contesto un significato particolare. La città fu infatti teatro di alcune delle pagine più drammatiche della repressione fascista e dell’occupazione nazista.

Per l’ANPI, ricordare quelle vicende significa anche interrogarsi sui rischi che possono derivare dalla perdita della memoria storica.

Democrazia, libertà e Costituzione

Mantenere vivi i valori antifascisti significa, secondo Minelli, difendere innanzitutto la democrazia.

La democrazia, osserva, è un sistema complesso, caratterizzato dal confronto, dal dissenso e dalla possibilità per tutti di esprimere le proprie opinioni. Proprio questa complessità può renderla talvolta faticosa e conflittuale, ma rappresenta anche la sua principale forza.

Il principio fondamentale è che, nonostante i suoi difetti, la democrazia rimane il sistema che garantisce le libertà individuali e collettive.

Il rischio da evitare è quello di pensare che la democrazia e le libertà conquistate siano irreversibili. Il riferimento è alla celebre riflessione di Primo Levi sulla possibilità che ciò che è già accaduto possa nuovamente accadere.

La memoria diventa quindi una forma di prevenzione: conoscere il passato serve a riconoscere i segnali che potrebbero mettere in discussione i principi democratici.

Costruire un fronte antifascista e combattere l’indifferenza

Guardando al futuro, Minelli individua alcune sfide fondamentali per l’ANPI.

La prima è quella di mantenere unito un fronte antifascista capace di coinvolgere associazioni e forze politiche che si riconoscono nei valori dell’antifascismo.

La seconda riguarda invece il rapporto con le nuove generazioni e la necessità di contrastare quella che Minelli definisce una crescente antipolitica.

In una società sempre più complessa, la semplificazione dei problemi rischia, secondo il presidente dell’ANPI milanese, di alimentare l’individualismo e di allontanare i cittadini dalla partecipazione democratica.

Un dato particolarmente preoccupante è quello dell’astensionismo elettorale. Una parte significativa della popolazione, osserva Minelli, non si reca più alle urne, segnale di una profonda sfiducia nei confronti della politica.

Pur riconoscendo le responsabilità della politica nell’aver contribuito ad allontanare i cittadini dalla partecipazione, l’ANPI individua una parola chiave: indifferenza.

Il riferimento è al Binario 21 della Stazione Centrale di Milano e alla parola scelta da Liliana Segre per indicare uno dei grandi pericoli della società contemporanea.

Combattere l’indifferenza significa, in questa prospettiva, tornare a considerare la partecipazione alla vita pubblica come una responsabilità individuale e collettiva.

La guerra e il rischio di considerarla normale

L’ultima parte della riflessione di Minelli si concentra sulle guerre contemporanee.

Il presidente dell’ANPI sottolinea come, fino a pochi anni fa, fosse difficile immaginare che la guerra potesse tornare a essere considerata da alcuni come una possibilità normale della politica internazionale.

Le immagini provenienti da Gaza e Kiev, osserva, dovrebbero invece ricordare concretamente quali siano le conseguenze della guerra sulle popolazioni.

Per Minelli, immaginare il futuro come basato sulla forza significa ignorare le conseguenze umane dei conflitti. Anche questa riflessione viene ricondotta ai valori di pace, libertà e democrazia che l’ANPI considera parte integrante della propria missione.

L’ANPI Milano: memoria e impegno civile

Al termine dell’intervista vengono ricordati i riferimenti dell’ANPI di Milano e provincia.

L’associazione ha sede in via Federico Confalonieri 14, a Milano, e mantiene attivi diversi canali di comunicazione, tra cui il sito web e i profili social.

Il messaggio che emerge dall’intervista con Primo Minelli è quello di un’associazione che non considera la memoria come un esercizio rivolto esclusivamente al passato.

La Resistenza, la nascita della Repubblica e la Costituzione vengono infatti presentate come elementi ancora strettamente legati alle sfide del presente: dalla partecipazione democratica al rapporto con le nuove generazioni, dalla lotta all’indifferenza alla difesa dei valori costituzionali.

In questa prospettiva, ricordare non significa soltanto sapere ciò che è accaduto, ma assumersi la responsabilità di ciò che può accadere domani.

A cura di Marzia Lazzerini


 

https://anpimilano.com/

milano@anpi.it

 

Potrebbe interessarti