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Bellezza e piacere: un incontro fra due donne e un viaggio al femminile per ritrovare sé stesse


Bellezza e piacere: un incontro fra due donne e un viaggio al femminile per ritrovare sé stesse Immagine

Silvia Turchi e Antonella Angerame: quando la bellezza diventa un percorso di rinascita al femminile

Chi ha letto i precedenti articoli su Silvia Turchi di Face the Aging sa già la sua storia: oggi operatrice olistica, con alle spalle vent’anni da manager, fino a dirigere uno stabilimento di una multinazionale. Una vita performante, tutta d’un pezzo — finché non si è accorta che quella vita non le corrispondeva più, e questo si rifletteva anche in ciò che vedeva allo specchio: non si riconosceva più.

Da lì è nata Face the Aging, la sua pratica somatica del viso per donne dopo gli anta: ginnastica facciale, automassaggio e ascolto, per tornare a guardarsi senza critiche e indossare con orgoglio i segni della propria vita. Perché il viso non mente: racconta quello che portiamo dentro, e prendersene cura è un modo concreto di tornare a sé.

Oggi però non parleremo solo di lei, ma di una bella collaborazione tra due donne che hanno fatto rete. C’è una donna con cui, negli ultimi mesi, Silvia ha scoperto di condividere molto più di una collaborazione: Antonella Angerame.

Scopriamo chi è Antonella

Antonella Angerame è filosofa, counselor femminile e coach di sessualità consapevole.

Da oltre dieci anni accompagna le donne a tornare vive nel loro corpo: lavora con il Metodo IWAY — una via di integrazione delle coscienze che unisce scienza e spiritualità — e con pratiche e strumenti corporei ed energetici come lo yoga ovarico, la ciclicità femminile e i minerali vaginali. Insegna anche nella Scuola di Counseling Psico-Energetico IWAY, che ha cofondato con il formatore e scrittore Antonio Origgi.

Ma Antonella, come Silvia, sa cosa significa arrivare a questo lavoro passando prima dall’interno.

Per vent’anni ha vissuto in un corpo che funzionava senza sentire: una relazione che la faceva sentire al sicuro ma non amata davvero, un desiderio tenuto a bada, un’energia femminile sepolta sotto strati di controllo e paura. A quarant’anni ha avuto il coraggio di scegliere diversamente.

“C’era un momento della mia vita in cui avevo tutto: lavoro, relazioni, stabilità. Ma dentro mi sentivo vuota, come se avessi perso il contatto con il mio corpo. Ho capito che non bastava capire cosa non funzionava. Dovevo sentire. Entrare nel corpo, respirarlo, lasciarlo parlare.”

Quella svolta — il coraggio di saltare nell’ignoto a 40 anni — è diventata la sua missione: offrire alle donne gli stessi strumenti che avevano cambiato la sua vita, in meno tempo e con più consapevolezza di quanta ne avesse avuta lei.

Oggi il suo lavoro ha un nome preciso: aiutare le donne a sentirsi vive nel corpo, a riaprirsi al piacere e a ritrovare il desiderio — nella relazione con sé stesse prima, e con il compagno poi.

 

Il percorso Libera & Sensuale

Libera & Sensuale è un gioiellino nato all’interno del percorso lungo “A tuo Piacere” — il cammino trasformativo di cinque o sei mesi che Antonella guida in profondità su corpo, piacere, femminilità e relazione.

Ma Libera & Sensuale ha una sua vita autonoma: è un percorso breve, altamente trasformativo, pensato per le donne che vogliono iniziare a conoscere questo lavoro e fare i primi passi fondamentali nel ritorno a sé stesse, al corpo e al piacere — senza doversi subito impegnare in un lungo cammino. Si rivolge a chi non riesce più a concedersi di provare piacere — spesso senza nemmeno accorgersene.

Donne che si sentono spente, contratte, sempre nella testa. Madri, professioniste, spesso in relazioni stabili… che però non si sentono più vive. Come dice Antonella:

“Non è mai troppo presto o troppo tardi per iniziare. Ma diventa urgente quando senti che stai sopravvivendo, non vivendo.”

Antonella le accompagna in quattro incontri — due individuali e due di gruppo — attraverso un lavoro integrato su corpo, emozioni e inconscio. Si lavora con il respiro, con il movimento, con il dialogo con le parti interne tramite il Metodo IWAY, e con uno strumento che viene dalla tradizione taoista millenaria: la yoni egg di giada, che ogni partecipante riceve in dono al primo incontro.

La giada è una pietra che calma il sistema nervoso — il vero prerequisito del piacere — e scioglie le tensioni accumulate nella pelvi, creando un ponte concreto tra il cuore e il grembo.

L’approccio di Antonella non è mai prestazionale: non si tratta di fare di più o di meglio. Si tratta di smettere di lottare contro sé stesse, di imparare ad ascoltare quello che il corpo ha cercato di dire — spesso per anni.

Perché quando una donna torna a sentirsi, cambia tutto: il modo di stare con sé, di amare, di camminare nel mondo.

Perché Silvia e Antonella lavorano insieme

Quando Silvia e Antonella hanno iniziato a confrontarsi, si sono accorte di parlare alle stesse donne. Donne capaci, che hanno costruito tanto, e che a un certo punto si sono perse di vista.

Silvia lo vede sul viso: la tensione, la rigidità, lo sguardo che si spegne.

Antonella lo vede nel corpo e nel piacere negato. Ma la radice è la stessa, perché quando le donne smettono di amarsi, smettono di “concedersi” nel senso più ampio del termine: bellezza, piacere, tempo, cura.

E spesso questo si vede in modo molto fisico: una mascella stretta, un ventre che trattiene, un piacere che si spegne senza che nessuno abbia detto esplicitamente “no”. Il corpo porta il conto di quello che non ci siamo concesse.

Ecco perché i loro due percorsi non si sovrappongono: si completano. Il lavoro di Silvia porta le donne davanti allo specchio senza paura; quello di Antonella le riporta dentro il proprio corpo senza vergogna. Due strade diverse verso lo stesso punto: tornare a casa, a sé stesse.

Un aperitivo in rosa, a settembre — nel segno dell’alchimia

Da questa affinità è nata una bella iniziativa: incontrarsi dal vivo. Una domenica di settembre — la data precisa arriverà presto — organizzeranno un aperitivo in rosa, un pomeriggio tra donne per conoscersi di persona, brindare insieme e scoprire da vicino i loro due percorsi.

La scelta di settembre non è casuale. L’autunno è la stagione dell’archetipo della Donna Alchemica e Selvaggia: quella parte di ogni donna che non ha bisogno di fare di più, ma di sentire di più.

Quella che conosce il suo istinto animale, usa il fuoco trasformativo per portare alla luce ciò che chiede di essere vissuto. La fase luteale del grande ciclo femminile, quando le emozioni si fanno più vive, i sensi più acuti, il corpo più selettivo. Quando non sopportiamo più ciò che non è autentico.

“L’elemento di questa stagione è il fuoco alchemico: quello che brucia ciò che non serve più e scalda ciò che sta per nascere.”

Niente palcoscenici, niente vendite pressanti: una chiacchierata sincera con un bicchiere in mano, tra donne che hanno voglia di ritrovarsi.

La location sarà lo studio fotografico di una professionista e una chef si occuperà dei finger food, a ulteriore conferma della volontà di creare una rete di genuina collaborazione tra donne.

Se leggendo queste righe avete sentito anche solo un piccolo richiamo — quella sensazione di esservi messe da parte per troppo tempo — questo invito è per voi. Scrivete a Silvia per i dettagli: vi terrà aggiornate appena sarà fissata la data. I posti saranno limitati, perché l’idea è di creare un incontro intimo, dove ognuna abbia spazio.

Perché alla fine il messaggio è lo stesso: non siete da aggiustare. Siete già intere. Avete solo bisogno di ritrovare la strada di casa.

A cura di Marzia Lazzerini


Silvia Turchi  · Face the Aging

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 Antonella Angerame  · Counselor Femminile IWAY · Coach di Sessualità Consapevole 

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