Nel mondo della crescita personale, spesso ci si imbatte in metodi rigidi o in promesse di trasformazioni istantanee. Ma cosa succede quando il coaching incontra l’autenticità, l’empatia profonda e la spiritualità? L’intervista rilasciata a Storytime – Evoluzione Radio dalla coach e scrittrice Francesca Bisogno ci regala una prospettiva rinfrescante e profondamente umana su come affrontare i cambiamenti della vita.
Attraverso il suo libro, “Tutta un’altra storia”, Francesca ci accompagna in un viaggio fatto di piccoli passi, in cui fede, umanità e coaching si fondono per aiutarci a ritrovare noi stessi.

L’approccio di Francesca Bisogno al coaching è tutt’altro che accademico e distante. Come lei stessa si definisce, è una “campionessa di caos interiore”. Lontana dall’immagine del formatore perfetto e incrollabile, si rivede nella figura del guaritore ferito: è proprio grazie ai propri limiti, alle proprie “paturnie” e al proprio vissuto che riesce a sviluppare una potente carica empatica verso gli altri. Comprendere i propri limiti è il primo passo per accogliere e capire davvero quelli altrui.
Spesso, il ruolo del coach non è quello di inventare soluzioni magiche, ma di aiutare le persone a riscoprire risorse che possiedono già. Francesca lo definisce ironicamente come un “far riscoprire l’acqua calda”: la consapevolezza che le potenzialità che cerchiamo disperatamente all’esterno, in realtà, le abbiamo già utilizzate in passato e albergano dentro di noi.
Il cambiamento non è quasi mai un’esplosione improvvisa, ma una costruzione paziente. Nel suo libro, Francesca racconta come abbia dovuto imparare ad abbandonare il “pensiero magico” del volere tutto e subito. Rallentare è fondamentale.
Per superare la nostra famigerata comfort zone o i momenti di blocco, Francesca suggerisce di partire dall’osservazione del nostro dialogo interiore: cosa ci stiamo dicendo? A cosa stiamo legando il nostro valore? Un concetto chiave che propone è l’allenamento del “mentre”. Invece di aspettare di stare perfettamente bene per agire, è fondamentale imparare a fare passi diversi e formulare pensieri nuovi mentre proviamo dolore o scoraggiamento, accompagnando il processo con azioni pratiche e quotidiane.
Uno dei temi più affascinanti esplorati nell’intervista e nel libro è l’unione tra sviluppo personale e fede. Apparentemente, spiritualità e fragilità umana potrebbero sembrare mondi distanti. Tuttavia, Francesca spiega che contare solo sulle nostre forze umane rischia di portarci allo scoraggiamento e all’autoinganno.
La spiritualità offre una bussola diversa e concretissima. Sapere che esiste un Dio che ci ama per come siamo ci aiuta a guardare la nostra vita sotto una luce nuova, permettendoci di trasformare persino i nostri limiti in talenti. Non a caso, alla fine di ogni capitolo del suo libro, si trova la sezione “Quattro chiacchiere con Lui”: un dialogo intimo che invita il lettore a deporre paure, rabbia e dubbi nelle mani di un Dio “friendly”, che non è un giudice severo, ma un alleato fedele.
Il cuore di “Tutta un’altra storia” è profondamente legato a Maura, la migliore amica di Francesca fin dai tempi dell’adolescenza, a cui il libro è dedicato. Maura ha affrontato la malattia con amore e fede incondizionata, insegnando a Francesca l’importanza di amare sé stessi e gli altri accettandosi completamente.
Questo ricordo diventa un invito per tutti noi a guardare le nostre relazioni con occhi nuovi, domandandoci sempre: cosa mi sta donando questa persona? Fare circolare l’amore, dirsi le cose belle e riconoscere l’impatto positivo che gli altri hanno sulla nostra vita è un potente motore di felicità.
Il blog, in cui scrive di più temi, con anche ottica di fondo cosching e spiritualità: www.albastellata.it
Email: albastellata@hotmail.com
TikTok: https://vm.tiktok.com/ZNRnJcwjP/
Facebook: facebook.com/francesca.bisogno.148
Instagram: instagram.com/francesca_bisogno__
A cura di Spampinato Giusy M.Luisa