Gli incidenti stradali rappresentano oggi uno dei più gravi problemi sociali, sanitari ed economici del nostro Paese. Secondo il Rapporto ISTAT 2024, in Italia si sono registrati:
• 3.030 morti (circa 8 al giorno)
• oltre 230.000 feriti (640 al giorno, di cui 47 con invalidità permanente)
Il tasso di mortalità è di 51,4 decessi ogni 100.000 abitanti, superiore alla media europea di 44,8. La Svezia si conferma il Paese più sicuro, con un tasso di 20,2. Questo dato, purtroppo, risulta costante negli ultimi anni.
Gli incidenti stradali sono la prima causa di morte tra i giovani e si verificano con maggiore frequenza nei centri urbani. Le vittime superano di gran lunga quelle causate da omicidi, violenze o incidenti sul lavoro.
Dal punto di vista economico, i costi diretti dell’incidentalità sono stimati tra i 18 e i 24 miliardi di euro, circa l’1% del PIL italiano e un decimo della spesa sanitaria nazionale.
Le cause e le possibili soluzioni: un problema complesso e multifattoriale
La sicurezza stradale non può essere affrontata con soluzioni semplici: richiede l’intervento di professionisti formati e l’uso di strumenti scientifici e analitici. In Italia operano agenzie ministeriali come l’ANFISA e centri universitari specializzati, tra cui il CeSCAM dell’Università di Brescia, diretto dall’ingegnere Maternini, che studia da anni la riduzione dell’incidentalità.
Gli studi mettono in evidenza due fattori strutturali principali:
• inadeguatezza delle infrastrutture, spesso vecchie e adattate nel tempo
• mancata applicazione di norme già esistenti per la progettazione di strade sicure
Un esempio, secondo l’ingegnere Maternini, è quello delle rotatorie: la maggior parte in Italia non rispetta gli standard vigenti. Solo di recente sono state introdotte figure professionali specializzate, i Controllori della Sicurezza Stradale, capaci di verificare e progettare strade realmente sicure.
Ingegneria comportamentale: strade che “educano” il guidatore
Un approccio innovativo per ridurre i rischi è quello dell’Ingegneria Comportamentale, che interviene non solo con sanzioni (es. autovelox), ma anche con modifiche fisiche e percettive che inducono il guidatore a rallentare:
• restringimenti ottici
• bande sonore trasversali
• cambiamenti di pavimentazione
• isole spartitraffico
Il fattore umano e la salute del conducente
La prima causa di incidenti resta la distrazione, ma anche la salute del guidatore gioca un ruolo fondamentale. La Società Italiana di Oftalmologia Legale segnala che il 25% degli incidenti è legato a problemi visivi e che il 40% della popolazione ignora di avere deficit alla vista.

Educare i giovani: il ruolo della cultura della sicurezza
Secondo l’Ingegnere Riccardo Gozio, presidente del G.RO.C. – Gruppo Community Rotary Safety Road for Life Italia, la prevenzione passa anche attraverso la formazione culturale. Da anni il gruppo porta nelle scuole progetti di sensibilizzazione, nominando i ragazzi più attivi “Alfieri della Sicurezza” che diventano a loro volta “Ambasciatori della Sicurezza”.
Il principio è semplice ma potente: i messaggi sulla sicurezza hanno maggiore impatto quando a trasmetterli sono giovani ai loro coetanei.
Conclusione
Gli incidenti stradali sono un problema sociale, economico, etico e culturale troppo spesso sottovalutato. L’Europa, con la direttiva 2019/136, ha fissato obiettivi ambiziosi: dimezzare le morti entro il 2030 e raggiungere “zero vittime” entro il 2050.
In Italia esistono oggi competenze, centri di ricerca e associazioni che lavorano con serietà per ridurre questo fenomeno. È però necessario un cambio di passo: prendere coscienza della gravità del problema e sostenere con decisione le azioni correttive già disponibili.
A cura di Marzia Lazzerini