Le Costellazioni Aziendali si basano su alcuni approcci teorici: l’approccio fenomenologico nella conduzione; la sospensione del giudizio e da schemi mentali limitanti; il funzionamento della nostra mente che secondo le neuroscienze lavora per immagini e l’approccio sistemico per cui ogni evento è multifattoriale e interconnesso.
Un esempio per chiarire questi punti: chiudete gli occhi e pensate a voi stessi insieme al vostro capo e ad un collega. Poi provate a rispondere a queste domande: dove eravate? Come eravate disposti l’uno in relazione all’altro? Eravate seduti o in piedi?
Bene, avete visualizzato una costellazione sistemica in cui distanza e orientamento nello spazio forniscono molteplici informazioni sul tipo di relazione che in quel momento guida la comunicazione e i sentimenti fra le persone.

Le Costellazioni Aziendali ci consentono di osservare i movimenti sottili all’interno di un sistema organizzativo, di coglierne i blocchi profondi e spesso inconsci, e per questo difficili da individuare con interviste e questionari, che necessitano di essere sciolti per riattivare questo sistema di relazioni, fatto di empatia, comunicazione, leadership, collaborazione e gestione delle sfide quotidiane senza stress.
Sono come una scala che ci consente di salire nella sala comando, come lo zoom di un teleobiettivo che consente di vedere il dettaglio, mantenendo la visione di insieme.
Una Costellazione Aziendale assomiglia ad una rappresentazione teatrale: c’è un tema/focus e una domanda specifica, ci sono dei “rappresentanti” che si prestano a mettere in scena in maniera tridimensionale e plastica le “componenti” più varie di un’organizzazione e c’è uno spazio scenico che rende tutto osservabile dagli “spettatori/partecipanti”.
Non c’è dimensione o chiave di lettura delle relazioni che non possa essere messa in scena:
la capacità di collaborare creativamente di un team;
lo stile di leadership agito;
la comunicazione interna ed esterna;
le relazioni fra funzioni/aree;
le relazioni fra i dipendenti e con il management;
l’efficacia organizzativa dell’organigramma;
la gestione delle emozioni.
In linea generale si possono condurre Costellazioni Manageriali (nelle quali si osserva il rapporto tra funzioni e ruoli aziendali) e/o Costellazioni Organizzative (nelle quali possiamo osservare il rapporto tra l’organizzazione, le sue parti e gli obiettivi da raggiungere).

Sappiamo tutti che nella vita ci sono aspetti che a parole sono difficili da esprimere.
Per cogliere il senso compiuto di un lavoro costellativo bisogna fare una esperienza immersiva. Perché è nel qui e ora del sentire, del movimento, dell’intuizione, del percepito corporeo che si accumula il vero sapere, la vera saggezza, la nostra visione del mondo, non solo professionale, ma personale e spirituale.
Mettere in scena una Costellazione dei rapporti umani è una questione di sensibilità, di attenzione, di emozioni, sensazioni e intuizioni. Tutte cose che per la nostra attuale cultura organizzativa lasciamo fuori dalle sale riunioni e dalle nostre postazioni di lavoro.
Per questo motivo, portare questo strumento nelle aziende può essere un modo innovativo, vitale e creativo per facilitare l’evoluzione dei rapporti fra le persone, esaltandone le innate qualità percettive ed immaginative a favore di una razionalità logico-analitica che, lasciata sola, sta mostrando i limiti e l’inadeguatezza nel favorire il cambiamento veloce e imprevedibile di questi tempi.
Per avere maggiori informazioni sulle Costellazioni Aziendali, la professionista Fabiana Boccola – counselor biosistemico e formatrice aziendale, ideatrice del metodo “SentiCreaAgisci” – è disponibile tramite email, info@fabianaboccola.it, tramite profilo LinkedIn e Sito Web.
A cura di Spampinato Giuseppina M.Luisa