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Lipedema: cos’è, come riconoscerlo e le strategie per trattarlo con il Dott. Fulvio D’Angelo


Lipedema: cos’è, come riconoscerlo e le strategie per trattarlo con il Dott. Fulvio D’Angelo Immagine

Nel panorama delle patologie che colpiscono l’universo femminile, il lipedema occupa un posto significativo, sebbene sia ancora troppo spesso confuso con altre condizioni o semplicemente liquidato come un problema di natura estetica o di sovrappeso. Per fare chiarezza su questo tema, ai microfoni di Storytime – Evoluzione Radio è intervenuto il Dott. Fulvio D’Angelo, rinomato medico flebologo e vulnologo, che ha illustrato nel dettaglio le caratteristiche di questa manifestazione e i possibili percorsi terapeutici.

Che cos’è il lipedema e come si differenzia dal linfedema

Il lipedema è una manifestazione patologica costituzionale e cronica che colpisce quasi esclusivamente le donne, in particolare quelle di costituzione mediterranea (come italiane, spagnole, greche e tunisine). Si caratterizza per un aumento sproporzionato del numero e del volume delle cellule grasse (adipociti) localizzate principalmente nella zona dei glutei, delle cosce, talvolta delle gambe e, in alcuni casi, degli arti superiori.

Il Dott. D’Angelo ci tiene a fare un’importante distinzione: il lipedema non va confuso con il linfedema. Sebbene entrambi si presentino visivamente con arti inferiori ingrossati, la natura del problema è radicalmente diversa. Nel linfedema il liquido in eccesso è accumulato tra le cellule; nel lipedema, invece, il liquido è trattenuto all’interno delle cellule grasse stesse. Questa differenza strutturale spiega perché i massaggi tradizionali e le diete non abbiano effetto sul lipedema: schiacciando la cellula il liquido non si sposta (funziona come una spugna) e il grasso non risponde alle restrizioni caloriche.

I sintomi e il “paradosso” della dieta

Le donne affette da lipedema presentano spesso una marcata sproporzione corporea: possono indossare una taglia molto piccola per il tronco (ad esempio una 38 o 40) e una decisamente più grande per la parte inferiore (una 44 o 46). Quando queste pazienti intraprendono una dieta, dimagriscono sul viso, sul seno e sul tronco, ma la zona dei glutei e delle cosce rimane invariata.

Oltre all’impatto visivo, il lipedema comporta sintomi fisici ben precisi. Il grasso accumulato è spesso dolente al tatto e, con il progredire della giornata, le gambe diventano pesanti, stanche e doloranti. Questo accade perché le cellule adipose, gonfiandosi, comprimono i capillari circostanti mandandoli in “asfissia” e favorendo la comparsa di antiestetici capillari visibili in superficie. La patologia tende a manifestarsi o ad aggravarsi in corrispondenza delle tre grandi fasi di cambiamento ormonale della donna: il menarca (la prima mestruazione), la gravidanza e la menopausa.

I trattamenti disponibili: dalla chirurgia alla terapia medica

L’approccio terapeutico deve mirare ad agire direttamente sulla cellula grassa, riducendone il volume o il numero. Il Dott. D’Angelo ha delineato le principali opzioni attualmente disponibili:

Liposcultura (Liposuzione): È indicata per intervenire sul numero delle cellule grasse, specialmente nei soggetti più giovani (sostanzialmente sotto i 40 anni) e laddove la condizione sia idonea all’intervento chirurgico.

Mesoterapia: Può offrire buoni risultati nei casi in cui l’accumulo e la localizzazione del grasso siano modesti.

Terapia farmacologica: Nei casi in cui la chirurgia non sia applicabile, si può ricorrere all’uso di specifici farmaci come lo spirolattone. Questo principio attivo agisce in competizione con il cortisolo, impedendo la ritenzione di liquidi all’interno della cellula grassa. Questo permette non solo una riduzione in centimetri della zona interessata, ma soprattutto elimina il senso di pesantezza e stanchezza a fine giornata.

Contenzione elastica (Calze a maglia piatta): Per gestire la patologia senza ricorrere costantemente ai farmaci, specialmente nei mesi invernali, è fondamentale l’uso di calze specifiche. Non si utilizzano le comuni calze circolari (che stringerebbero troppo su un tessuto già dolente), bensì guaine o leggings a maglia piatta con cucitura posteriore. Questi indumenti non stringono, ma impediscono meccanicamente l’edema e il gonfiore della gamba.

Attività fisica mirata: Un aiuto importante arriva dal movimento. Esercizi intensi contro resistenza o l’uso della cyclette focalizzati su glutei e cosce spingono il muscolo a “consumare” il grasso adiacente, aiutando a rimodellare la figura senza il rischio di un’ipertrofia esteticamente sgradita.

L’aspetto psicologico e la percezione sociale

Il lipedema porta con sé un forte disagio psicologico per la donna, che spesso si sente frustrata dai continui fallimenti di diete e trattamenti estetici standard. È interessante notare come la percezione di questa conformazione sia prettamente un problema vissuto dalla donna stessa rispetto ai propri canoni estetici. Dal punto di vista maschile, infatti, entra in gioco un meccanismo mentale ancestrale e primordiale: storicamente, un bacino più largo e glutei robusti venivano inconsciamente associati a una maggiore facilità nel partorire e nel portare a termine le gravidanze, motivo per cui l’uomo non percepisce psicologicamente questa caratteristica come un difetto.

Riconoscere tempestivamente il lipedema grazie a una corretta valutazione medica specialistica è il primo, fondamentale passo per smettere di colpevolizzarsi inutilmente e intraprendere finalmente il percorso di cura più idoneo ed efficace.

A cura di Federica Ragnini

Studio Flebologico Dott. Fulvio D’Angelo

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