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Quando il debito non è la fine: a Napoli il Codice della Crisi apre la strada alla ripartenza


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Il sovraindebitamento può trasformare una difficoltà economica in un peso che coinvolge famiglie, professionisti e piccoli imprenditori. L’Avv. Giusy Bagnale, del Foro di Napoli e componente della Commissione Sovraindebitamento dell’Ordine degli Avvocati di Napoli, racconta come il Codice della Crisi possa offrire strumenti concreti per trasformare una situazione di crisi in una nuova possibilità di ripartenza.

Storie di ripartenza: come Napoli sconfigge il sovraindebitamento con il Codice della Crisi

Dietro ogni pratica lavorata nei nostri studi o esaminata nelle commissioni non ci sono solo numeri o scadenze fiscali. Ci sono storie. Storie di famiglie che non riescono a pagare il mutuo o il cumulo di prestiti personali fatti per esigenze di famiglia, di artigiani travolti dai costi fissi, di piccoli imprenditori napoletani che hanno perso il sonno. Da circa dieci anni l’Avv. Bagnale si occupa di sovraindebitamento e per Radio Story Time, ci racconta come la legge stia offrendo una reale “seconda opportunità” (il cosiddetto fresh start) a chi pensa di non avere più una via d’uscita.

Oggi, grazie al Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza (CCII), abbiamo a disposizione quattro pilastri giuridici fondamentali. Quattro strumenti diversi per riscrivere altrettante tipologie di storie finanziarie.

La cassetta degli attrezzi del Codice della Crisi: quattro vie per il riscatto

Il Codice della Crisi divide nettamente i binari a seconda della natura del debito e della situazione patrimoniale del soggetto:

  • La Ristrutturazione dei Debiti del Consumatore: Dedicata alle famiglie e ai privati. Si applica a chi ha accumulato debiti per scopi personali (spese mediche, finanziamenti, imprevisti familiari). La vera forza? Non serve il voto dei creditori. È il Giudice a omologare il piano se lo ritiene sostenibile e se viene accertata la meritevolezza del debitore.
  • Il Concordato Minore: Pensato per la micro-economia: professionisti, ditte individuali, artigiani e piccole imprese non fallibili. L’obiettivo è salvare l’attività. Richiede il voto favorevole della maggioranza dei creditori, ma permette di ristrutturare i debiti fiscali e previdenziali, bloccando pignoramenti e aste per proteggere il proprio lavoro.
  • La Liquidazione Controllata: È la procedura che ha sostituito la vecchia liquidazione del patrimonio. Si attiva quando la situazione è irrecuperabile e non è possibile proporre un piano di riparto mensile. Il debitore mette a disposizione i propri beni (immobili, auto, quote di reddito eccedenti il sostentamento familiare) per un periodo di tre anni. Al termine, anche se i creditori non sono stati pagati integralmente, tutti i debiti residui vengono cancellati per legge.
  • L’Esdebitazione del Sovraindebitato Incapiente: La misura più sociale e rivoluzionaria. È dedicata a chi non ha assolutamente nulla: nessun bene mobile o immobile e un reddito che copre a stento le spese vive della famiglia. A chi si trova in questa condizione di povertà assoluta, la legge concede di azzerare tutti i debiti una sola volta nella vita senza versare un euro, a patto di dimostrare l’assenza di dolo o colpa grave e l’obbligo di pagare i creditori solo se sopravvengono utilità rilevanti nei quattro anni successivi.

Focus Napoli: i dati di un’emergenza (e di una rinascita)

Il territorio di Napoli e della sua provincia rappresenta una delle aree a più alta densità di procedure di sovraindebitamento in Italia. I dati degli Osservatori sulla crisi e i volumi gestiti dal nostro OCC del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Napoli fotografano una realtà chiara:

  • La Campania si posiziona stabilmente tra le prime regioni d’Italia per volume di istanze depositate.
  • L’identikit della crisi a Napoli: Più del 60% delle procedure riguarda la Ristrutturazione dei debiti del consumatore e le istanze di Incapienza, segno del forte impatto che l’inflazione ha avuto sui bilanci delle famiglie partenopee.
  • Il balzo delle Liquidazioni e dei Concordati: Negli ultimi due anni si è registrato un incremento significativo sia di richieste di Concordato Minore da parte di commercianti che vogliono salvare la propria ditta, sia di Liquidazioni Controllate, utilizzate come scudo definitivo per liberarsi da debiti fiscali ormai fuori controllo.

Il ruolo della Commissione e dell’OCC di Napoli

Come componente della Commissione Sovraindebitamento dell’Ordine degli Avvocati di Napoli, l’avvocata Bagnale ci racconta come vede da vicino l’enorme lavoro svolto dall’OCC territoriale. La Commissione e l’OCC non si limitano a svolgere un’attività meramente tecnica o liquidatoria. Il loro compito consiste nell’analizzare la veridicità dei dati storici, quantificare con precisione le risorse necessarie affinché una famiglia napoletana possa vivere dignitosamente, tenendo conto delle spese reali e del costo della vita nel Mezzogiorno, e presentare al Tribunale un piano solido e inattaccabile sotto il profilo giuridico e contabile.

Cambiare il finale della storia

“Ai lettori di Radio Story Time voglio lanciare un messaggio di speranza e concretezza. Il sovraindebitamento non è una condanna a vita e non ci si deve vergognare. Gli strumenti legali per azzerare i debiti esistono, sono accessibili e funzionano. La tempestività è tutto: prima si interviene, più alte sono le probabilità di salvare la casa, l’azienda e la serenità familiare. Il Foro di Napoli è in prima linea per far sì che ogni storia di crisi possa trasformarsi in una bellissima storia di ripartenza”.

A cura di Marzia Lazzerini


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