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ZampAmore: quando la relazione con il cane diventa uno strumento di crescita, benessere e inclusione


ZampAmore: quando la relazione con il cane diventa uno strumento di crescita, benessere e inclusione Immagine

Un progetto nato dal desiderio di fare del bene

A Milano, nel 2025, nasce ZampAmore, un progetto fondato da Barbara Merighi, coadiutrice del cane, e Valentina Iseppi, terapista della Neuro e Psicomotricità dell’Età Evolutiva e coadiutrice del cane.

Alla base dell’iniziativa c’è un desiderio semplice ma profondo: utilizzare la relazione tra persona e animale all’interno di percorsi educativi e terapeutici strutturati, accessibili e rispettosi dei bisogni di entrambi.

L’obiettivo è promuovere il benessere globale attraverso la relazione uomo-cane, valorizzando elementi come la connessione emotiva, la motivazione e il gioco quali strumenti capaci di favorire crescita, apprendimento e inclusione.

Empatia, ascolto e personalizzazione rappresentano i principi sui quali si fonda il lavoro di ZampAmore, con interventi costruiti sulle caratteristiche della singola persona e sui suoi tempi evolutivi.

Un’idea nata da un’esperienza personale

Ai microfoni di Storytime, Barbara Merighi ha raccontato l’origine del progetto, legandola anche al rapporto che da sempre ha avuto con gli animali.

Nella sua vita gli animali sono stati una presenza importante, a partire dai cavalli e dalle esperienze legate all’ippoterapia, durante le quali ha potuto osservare direttamente i benefici che il contatto con l’animale poteva generare nei bambini e nei ragazzi con difficoltà.

A dare una svolta decisiva al suo percorso è stata però un’esperienza particolarmente intensa vissuta accanto a una persona cara.

Il marito di una sua carissima amica si era ammalato gravemente e aveva trascorso gli ultimi mesi della propria vita in hospice. Barbara aveva iniziato ad andare a trovarlo accompagnata da Betulla, la sua cagnolina adottata, che l’uomo conosceva e amava molto.

Proprio in quei momenti, nonostante la malattia, le terapie e la stanchezza, Barbara ha osservato come la presenza di Betulla riuscisse a regalare un sorriso e un momento di leggerezza.

Da quell’esperienza è nata una promessa: iscriversi al corso per diventare coadiutrice del cane e trasformare quella consapevolezza in un percorso professionale.

L’incontro tra Barbara e Valentina

È proprio durante il percorso formativo che Barbara ha conosciuto Valentina Iseppi.

Le due professioniste hanno condiviso il percorso di studio, sostenuto l’esame e scoperto una forte sintonia nella visione del rapporto tra persona e animale.

Da quell’incontro è nata l’idea di costruire insieme ZampAmore.

A unirle non è soltanto la formazione, ma soprattutto una concezione comune degli interventi assistiti con gli animali: il cane non deve essere considerato uno strumento, bensì un vero e proprio partner della relazione.

Il benessere deve essere reciproco

Uno dei principi fondamentali che guidano ZampAmore riguarda proprio il benessere di entrambe le parti coinvolte.

La relazione tra persona e cane ha valore quando produce benessere sia nell’utente sia nell’animale.

Il cane, infatti, porta all’interno dell’intervento le proprie caratteristiche, i propri tempi, le proprie emozioni e i propri bisogni. Per questo, secondo la filosofia delle fondatrici, è fondamentale saper leggere e rispettare i suoi segnali.

La relazione diventa così uno spazio nel quale possono emergere emozioni positive, partecipazione, inclusione e senso di sicurezza.

Simba e Betulla, due protagonisti speciali

All’interno dei percorsi di ZampAmore un ruolo fondamentale è svolto da Simba e Betulla, i cani delle due fondatrici, ciascuno con caratteristiche differenti e una propria modalità di entrare in relazione con le persone.

Simba è uno Shih Tzu di sette anni, descritto come un cane aperto, spontaneo, curioso e vivace. Può essere anche testardo, ma la sua leggerezza e il suo atteggiamento giocoso riescono spesso a strappare un sorriso.

Il suo punto di forza è soprattutto la relazione con le persone. La ricerca del contatto rappresenta una delle sue principali motivazioni e proprio per questo Simba svolge spesso il ruolo di facilitatore della relazione con l’utente.

La sua presenza può suscitare curiosità, divertimento e sorpresa, favorendo momenti di attenzione condivisa e benessere.

Allo stesso tempo, Simba tende a provare disagio di fronte a situazioni particolarmente rumorose o caotiche. Anche questo aspetto diventa importante nel lavoro delle coadiutrici, che devono essere in grado di riconoscere i suoi segnali e rispettarne i tempi.

Betulla e la forza della sua storia

Betulla è invece una Setter inglese adottata da Barbara. La sua storia personale è parte integrante del modo in cui viene raccontata all’interno degli interventi.

Essendo stata adottata dopo essere stata abbandonata, la sua esperienza diventa talvolta anche un punto di partenza per costruire una narrazione con le persone coinvolte nei percorsi.

Betulla possiede una forte motivazione esplorativa: quando si trova all’aperto ama correre e annusare, lasciandosi coinvolgere da ciò che la circonda. Ma accanto a questo lato più vivace possiede anche una grande pazienza e resilienza.

Sono caratteristiche che le consentono di relazionarsi con bambini, adulti e anziani e di partecipare a interventi in contesti differenti.

La sua presenza, raccontano le fondatrici, riesce spesso a trasmettere un senso di serenità e benessere.

Attività, educazione e terapia: tre interventi diversi

Uno degli aspetti importanti sottolineati durante l’intervista riguarda la necessità di distinguere i diversi ambiti degli interventi assistiti con gli animali.

Nel linguaggio comune viene spesso utilizzata l’espressione “pet therapy”, ma il termine tecnico più ampio è Interventi Assistiti con gli Animali (IAA), all’interno dei quali rientrano attività assistite, educazione assistita e terapia assistita con gli animali.

La differenza riguarda principalmente obiettivi, contesto e destinatari.

Le attività assistite hanno prevalentemente una finalità ludico-ricreativa e possono essere realizzate, per esempio, in contesti socioassistenziali o comunitari.

L’educazione assistita con gli animali ha invece finalità educative, pedagogiche e inclusive e può trovare applicazione in ambito scolastico e formativo.

La terapia assistita con gli animali ha infine obiettivi terapeutici e riabilitativi ed è rivolta a persone con specifici bisogni di salute. Si sviluppa generalmente in contesti clinici, come ospedali, RSA, hospice o reparti pediatrici, attraverso progetti strutturati e con il coinvolgimento di un’équipe specializzata.

Il cane non è una medicina

Una delle domande centrali dell’intervista riguarda il ruolo dell’animale: il cane cura davvero oppure insegna semplicemente alla persona a curarsi?

La risposta delle fondatrici parte da una precisazione fondamentale: il cane, da solo, non cura nel senso medico del termine.

Non è una medicina e non rappresenta una soluzione magica.

Il valore dell’intervento risiede piuttosto nella relazione che si crea tra l’utente e l’animale.

Il cane diventa una presenza attiva, capace di portare nella relazione la propria individualità e il proprio modo unico di interagire. In un rapporto caratterizzato dall’assenza di giudizio, la persona può sentirsi più sicura e accolta.

Ed è proprio in quello spazio relazionale che possono aprirsi nuove possibilità di cambiamento.

La relazione come spazio di sicurezza

La forza degli interventi di ZampAmore risiede quindi nella relazione.

Il cane può facilitare l’interazione, creare motivazione, favorire il gioco e generare emozioni positive. Ma soprattutto può contribuire alla costruzione di uno spazio nel quale la persona si senta libera di esprimersi.

In alcuni casi, raccontano le fondatrici, partire dall’animale permette di arrivare a emozioni o vissuti che la persona potrebbe avere difficoltà a raccontare direttamente.

Il cane diventa così un ponte, un mediatore e un facilitatore della relazione, senza mai sostituirsi alle competenze professionali degli operatori.

La scheda di presa dati e l’importanza dell’osservazione

Dietro la spontaneità della relazione con il cane esiste un lavoro strutturato e attento.

Un ruolo importante è svolto dalla scheda di presa dati, uno strumento utilizzato durante gli interventi per monitorare l’andamento del progetto.

La scheda comprende una parte dedicata all’osservazione dell’utente, considerando aspetti come lo stato emotivo, le modalità di interazione con l’animale e le attività svolte.

Parallelamente viene osservato anche il comportamento del cane, con particolare attenzione agli eventuali segnali di stress.

Per le coadiutrici, questi segnali sono fondamentali perché consentono di comprendere lo stato emotivo dell’animale e di intervenire per tutelarne il benessere.

La valutazione della seduta prende inoltre in considerazione gli aspetti positivi e le eventuali criticità.

Un intervento costruito sulla singola persona

La raccolta sistematica delle informazioni consente di monitorare il percorso nel tempo, definire gli obiettivi e pianificare le sedute successive.

Ma soprattutto permette di costruire un intervento realmente personalizzato.

Ogni persona ha infatti caratteristiche, bisogni e tempi differenti, così come ogni cane possiede una propria sensibilità e modalità relazionale.

È dall’incontro tra questi due mondi che nasce il percorso di ZampAmore: un’esperienza nella quale empatia, ascolto e osservazione diventano strumenti indispensabili.

ZampAmore, un progetto fondato sulla relazione

A Milano, ZampAmore nasce quindi dall’incontro tra competenze professionali, esperienza e una forte motivazione personale.

Barbara Merighi e Valentina Iseppi hanno scelto di costruire un progetto nel quale la relazione uomo-cane possa diventare uno strumento di crescita, apprendimento, inclusione e benessere, mantenendo sempre al centro il rispetto per la persona e per l’animale.

Il progetto parte da una convinzione precisa: il valore non è semplicemente nella presenza del cane, ma nella relazione che si costruisce attraverso di lui.

Una relazione che può regalare un sorriso, favorire un incontro, facilitare una comunicazione o creare le condizioni per affrontare un cambiamento.

Ed è proprio in questa connessione tra competenza professionale, sensibilità e rispetto dei tempi di ciascuno che ZampAmore trova la propria identità.

A cura di Marzia Lazzerini


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