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800 milioni per l’imprenditorialità giovanile? Sì, ma il vero capitale da sbloccare non è quello economico. Il problema non è la mancanza di soldi. Il problema è la mancanza di visione.
L’Italia non ha mai smesso di finanziare l’autoimpiego, l’imprenditoria, i NEET. Ma ciò che davvero manca – e continua a mancare – è un ecosistema che educhi al rischio, coltivi la responsabilità e selezioni chi è pronto, non solo chi è fragile.
E ora che arrivano 800 milioni di euro, rischiamo l’ennesimo investimento sprecato. Perché senza cultura imprenditoriale, il denaro è solo un acceleratore di fallimenti.
Il Governo ha firmato il decreto attuativo per destinare 800 milioni di euro a giovani tra i 18 e i 35 anni. L’obiettivo è promuovere autoimpiego, lavoro autonomo e nuove attività imprenditoriali, con corsie preferenziali per chi è disoccupato, fragile o fuori dal mercato del lavoro (NEET).
Le risorse arrivano dal Fondo Sociale Europeo Plus (700 milioni) e dal PNRR (100 milioni), nell’ambito del Programma GOL (Garanzia di Occupabilità dei Lavoratori). Previste formazione, tutoraggio personalizzato e contributi economici.
Ottimo. Ma fermiamoci qui. E guardiamoci in faccia, da imprenditori.
Il denaro pubblico può innescare. Ma non può sostituire carattere, visione, ossessione per il risultato.
La retorica dell’aiuto – pur animata da buone intenzioni – rischia di alimentare una narrazione tossica: “Se ti aiutano, allora ce la farai”.
Falso. Il successo imprenditoriale non si fonda su un bando, ma su una capacità strategica brutale, una resistenza al fallimento che nessun decreto potrà mai regalarti.
Un finanziamento può aiutarti ad avviare. Ma sei tu a dover dimostrare di saper sostenere. E qui sta il cortocircuito: non tutti devono (o possono) fare impresa.
La vera sfida non è accedere a fondi, ma diventare persone degne di gestirli. E questo richiede:
Chi ha già l’abitudine a prendersi responsabilità non chiede sussidi: li usa per scalare. Chi cerca scorciatoie, con un fondo perde solo più tempo. E soldi.
Questo decreto potrà avere impatto solo se selezionerà il merito, non il bisogno. Solo se verrà accompagnato da cultura imprenditoriale vera, non da moduli da compilare.
Se i fondi finiranno nelle mani di chi cerca conforto e garanzie, non produrranno occupazione. Produrranno illusioni. E ulteriore dipendenza da uno Stato che paga, ma non insegna a volare
C’è chi aspetta il decreto giusto. E c’è chi ha già cominciato. A te la scelta: vuoi un tutor o vuoi diventare un leader?
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