Roberta Trevisiol è un’avvocata specializzata in relazioni familiari, diritto minorile e nelle tematiche legate all’adozione e all’affido. Opera come coordinatrice genitoriale (CO.GE.) ed è iscritta all’Associazione AI.CO.GE., oltre a far parte dell’Associazione AISTED – Associazione Italiana per lo Studio del Trauma e della Dissociazione APS. Accanto all’attività professionale, l’esperienza personale come mamma adottiva arricchisce il suo approccio, offrendo una prospettiva concreta e sensibile alle dinamiche familiari.
Gestione dei conflitti di coppia: il ruolo del coordinatore genitoriale. Chi è? Può essere anche un Avvocato “esperto”?
L’Avv. Roberta Trevisiol ci racconta che l’aumento delle separazioni e dei divorzi ha reso sempre più evidente la necessità di strumenti efficaci per la gestione dei conflitti di coppia che coinvolgono, quasi sempre i figli minori.
Nel contesto della crisi della famiglia e dell’evolversi della società contemporanea, la gestione della relazione genitoriale diventa uno degli aspetti più complessi e delicati dell’intero processo di separazione o divorzio.
La letteratura scientifica evidenzia come non sia la separazione o il divorzio delle coppie in sé a determinare conseguenze negative sui figli minori (che hanno comunque anche uno spirito di adattamento), bensì l’esposizione prolungata a conflitti di coppia caratterizzati da elevata intensità, comunicazione disfunzionale e assenza di regole condivise tra gli stessi genitori.
In tali contesti, i figli rischiano di essere coinvolti direttamente o indirettamente nelle dinamiche conflittuali, con ricadute significative sul loro benessere emotivo, relazionale e comportamentale.

La coordinazione genitoriale: uno strumento strutturato per la gestione dei conflitti familiari complessi
Alla luce di queste considerazioni, emerge la necessità di interventi specifici e strutturati, capaci di contenere il conflitto e promuovere una genitorialità responsabile.
In questo quadro si colloca la figura del coordinatore genitoriale, che svolge un ruolo chiave nel favorire il dialogo e ridurre l’escalation del conflitto tra genitori.
Questa figura (che può essere anche un Avvocato “formato appositamente”) è un professionista terzo, imparziale e appositamente formato, che opera nei casi di conflitti di coppia ad alta conflittualità.
Il suo intervento è rivolto in particolare a genitori in crisi, separati o divorziati, che manifestano difficoltà persistenti nella gestione della relazione genitoriale, nonostante la presenza di accordi formali o provvedimenti giudiziari. A differenza di altri strumenti, come la mediazione familiare, la coordinazione genitoriale è indicata quando il conflitto risulta già strutturato, cronico e resistente ai precedenti tentativi di risoluzione.
Il coordinatore genitoriale non ha l’obiettivo di ricostruire la relazione di coppia, ormai conclusa, ma di supportare i genitori nella riorganizzazione della loro funzione genitoriale.

Dal conflitto emotivo alla responsabilità genitoriale: il ruolo operativo del coordinatore genitoriale
Nel contesto della crisi di coppia, i genitori faticano spesso a distinguere il piano emotivo della relazione affettiva da quello funzionale della genitorialità.
Emozioni intense quali rabbia, frustrazione e risentimento compromettono la capacità di comunicare in modo efficace e di assumere decisioni condivise nell’interesse dei figli. In questo scenario, il coordinatore genitoriale aiuta i genitori ad affrontare il conflitto attraverso strumenti concreti, operativi e orientati al benessere dei minori.
Il focus dell’intervento è pragmatico: il professionista supporta i genitori nella gestione delle questioni quotidiane, nella definizione dei ruoli genitoriali e nel rispetto degli accordi stabiliti. Un aspetto centrale dell’attività del coordinatore genitoriale riguarda infatti la gestione dei conflitti di coppia in modo strutturato. Attraverso incontri programmati, regole comunicative chiare e strategie di problem solving, il coordinatore favorisce modalità di confronto più funzionali e meno distruttive.
L’obiettivo non è eliminare il conflitto, ma ridurne l’intensità e l’impatto negativo sui figli. In questo senso, il conflitto viene trasformato da fattore di rischio a elemento gestibile, inserito all’interno di confini chiari e condivisi.
Una corretta gestione dei conflitti di coppia consente inoltre di individuare strategie efficaci su come risolvere i conflitti di coppia in modo strutturato e duraturo. Tra queste rientrano la formalizzazione di accordi operativi, la pianificazione delle routine quotidiane dei figli, la regolazione delle modalità comunicative tra i genitori e la prevenzione delle triangolazioni, in cui il minore viene coinvolto nel conflitto.

Conclusione
Il coordinatore genitoriale promuove una maggiore responsabilizzazione genitoriale, aiutando ciascun genitore a mantenere il focus sui bisogni evolutivi dei figli, piuttosto che sulle dinamiche conflittuali della coppia. Il benessere dei minori rappresenta il principio guida dell’intervento di coordinazione genitoriale: stabilità, prevedibilità e continuità relazionale sono elementi fondamentali, spesso compromessi nei contesti di alta conflittualità.
In conclusione, il coordinatore genitoriale rappresenta una risorsa fondamentale nei conflitti di coppia che coinvolgono i figli.
Comprendere il ruolo del coordinatore genitoriale significa riconoscere il valore di strumenti strutturati, competenze specialistiche e percorsi formativi qualificati, capaci di sostenere i genitori in crisi nella costruzione di una relazione genitoriale funzionale e duratura.
A cura di Marzia Lazzerini