Quando pensiamo alle infrastrutture che tengono in piedi e connettono un Paese, la nostra mente va subito ai grandi operatori commerciali che ci vendono i servizi di telefonia o energia. Dietro le quinte, però, esiste un ecosistema di imprese che progetta, scava, installa e fa funzionare la complessa rete tecnologica nazionale. Tra queste realtà, SITE S.p.A. rappresenta una delle storie industriali più solide e longeve del panorama italiano.
Fondata nel lontano 1947 su iniziativa di Sauro Borghi e Roberto Carroli, l’azienda ha attraversato quasi ottant’anni di storia economica. Nel tempo è passata dall’essere una realtà locale specializzata in piccoli impianti al ruolo di System Integrator internazionale — un’azienda in grado di combinare hardware e software di fornitori diversi per creare un’unica grande infrastruttura funzionante.

L’avventura di SITE inizia nell’Italia del secondo dopoguerra, un Paese che aveva un disperato bisogno di essere ricostruito e, soprattutto, collegato. Nei primi decenni di attività, l’azienda si concentra sulla posa e lo sviluppo delle reti telefoniche nazionali in rame per conto delle società concessionarie dell’epoca, confluite poi nella storica SIP.
Negli anni Novanta, con l’esplosione della telefonia cellulare, SITE intuisce subito la portata del cambiamento: non solo partecipa attivamente allo sviluppo delle reti radiomobili nazionali, ma figura addirittura tra i soci fondatori di Omnitel Pronto Italia, un marchio che ha letteralmente rivoluzionato il mercato della telefonia mobile.
Oggi, quella stessa vocazione prosegue con la posa delle infrastrutture in fibra ottica FTTH (Fiber To The Home, ovvero il collegamento in fibra che arriva direttamente dentro le abitazioni) per conto di colossi come Open Fiber e TIM, riducendo attivamente il divario digitale tra le diverse aree del Paese. Nell’ultimo anno è stata creata la BU cyber Security.
Una delle grandi intuizioni strategiche del management è stata quella di non legare il destino dell’azienda a un solo mercato. Tra degli anni ’80 e ’90, SITE decide di espandersi in due settori strategici che richiedevano forti competenze ingegneristiche sul campo:
Energia: Realizzazione e manutenzione delle reti elettriche di distribuzione per conto di ENEL.
Trasporti e Segnalamento: Progettazione e installazione dei sistemi di controllo del traffico ferroviario per RFI (Rete Ferroviaria Italiana).
In quest’ultimo ambito, in particolare, l’azienda ha sviluppato internamente soluzioni di segnalamento ad altissima sicurezza con certificazione SIL4 (il massimo livello di integrità della sicurezza per i sistemi elettronici), diventando un partner tecnologico cruciale per la sicurezza dei trasporti su rotaia e per la gestione delle linee metropolitane.

Oggi SITE non è più considerata una “semplice” azienda di impiantistica e cantieristica. Grazie a un centro interno dedicato interamente alla Ricerca & Sviluppo, l’impresa ha dato vita a piattaforme software proprietarie molto avanzate. Tra le più rilevanti spicca KIRETI, un sistema intelligente per la gestione della sicurezza territoriale e la videosorveglianza urbana, affiancato dalle soluzioni VIVILA per l’efficientamento energetico e il relamping (la sostituzione dei vecchi impianti con illuminazione LED intelligente).
Il fiore all’occhiello degli ultimi anni è però l’impegno concreto nei progetti di Smart Mobility (mobilità intelligente). L’azienda è stata infatti protagonista di una delle prime sperimentazioni europee di strada intelligente, trasformando circa 88 chilometri della Statale 51 “di Alemagna”.
Attraverso l’installazione di sensori IoT (Internet of Things), sistemi di comunicazione wireless e stazioni di elaborazione, l’infrastruttura è oggi in grado di dialogare in tempo reale con i veicoli, preparando il terreno per i futuri scenari di guida autonoma e assistita.
Con radici profonde nella storia industriale del Paese e lo sguardo costantemente rivolto all’innovazione, SITE continua a dimostrare come la capacità di diversificare e investire in tecnologia sia l’unico vero segreto per guidare il progresso.
A cura di Federica Ragnini
Site Spa
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