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Gli impianti di riscaldamento e il risparmio introdotto dal Me.Si. di Franco Russi


Gli impianti di riscaldamento e il risparmio introdotto dal Me.Si. di Franco Russi Immagine

In quanti sanno che esiste un dispositivo italiano brevettato, il Me.Si., che introduce risparmi, veri e documentati, sugli impianti di riscaldamento?

Si installa in pochi minuti, non comporta alcuna modifica all’impianto esistente ed il risparmio è ottenuto da uno studio che dura da oltre quarant’anni.

Il Me.Si. – brevettato da Franco Russi, perito termotecnico e genio della termodinamica – utilizza un principio di fisica esistente da sempre, l’Isteresi termica dei materiali, ovvero il tempo che un corpo impiega a riscaldarsi e raffreddarsi – proprio quello che è sempre stato considerato un nemico degli impianti di riscaldamento.

A tal proposito, è bello il giudizio espresso da uno dei 3000 utilizzatori:

Con il Me.Si. ho acquistato una seconda caldaia che interviene durante le pause e che, sfruttando un principio di fisica, a consumi ZERO, continua a scaldare l’ambiente”.

Gli impianti di riscaldamento

Oggi esistono due metodi per riscaldare gli ambienti: quello tradizionale, che fa circolare in continuazione l’acqua nell’impianto anche a bruciatore spento, ed il metodo Me.Si., basato sul principio di scaldare l’acqua e i termosifoni fino a raggiungere temperature ottimali, per poi spegnere tutto, pompa e bruciatore, generando così pause controllate più o meno lunghe, in modo da consentire ai termosifoni di rilasciare il calore all’ambiente.

E’ evidente che si è dovuto fare un lungo periodo di test per ricavare questi tempi, tenendo conto del tipo di impianto, materiale, zona geografica ed esposizione dell’immobile.

Per introdurre il metodo, unico al mondo, sono stati analizzati migliaia di impianti per circa 25 anni ottenendo i seguenti risultati:

– A caldaia totalmente ferma i termosifoni perdono circa 7°C in 25 minuti

– A bruciatore spento, ma acqua circolante, si perdono 7°C in 1 minuto

Temperatura dei termosifoni con il metodo Me.Si.: 

Il grafico su riportato è stato ricavato da una registrazione dinamica delle temperature raggiunte dall’acqua circolante nei radiatori con il Me.Si. inserito.

Ed ecco alcuni risultati ottenuti sin dal 1979:

Per riassumere in maniera esaustiva: si ottiene una temperatura ottimale di esercizio nonostante le lunghe pause introdotte dal metodo. Quindi un immobile si scalda e resta caldo per molte ore, mentre la caldaia resta accesa per molte meno. In media, per un impianto che eroga calore per 24 ore al giorno, la caldaia, con questo metodo, resta accesa solo 5 – 6 ore al giorno.

Si noti anche che nel sistema tradizionale si genera un enorme spreco riscaldando l’acqua. Infatti, la si porta a temperature elevate, per poi raffreddarla, per evitare temperature da ustione, movimentandola a bruciatore spento.

In questo primo articolo si è fatto riferimento solo agli impianti autonomi per abitazioni private e comunque di potenza non superiore a 35Kw, dotati di uno o più termostati ambiente.

Riflessioni

In merito alle fasce orarie di accensione delle caldaie

Si è mai pensato alla grave incongruenza che si crea nell’applicare le fasce orarie per il riscaldamento, introdotte per risparmiare? Si impiegano molte ore per riscaldare un ambiente e poi, con l’approssimarsi delle ore più fredde, per legge, bisogna spegnere gli impianti. Ma si è mai verificato quanto calore si disperde nella notte? Al mattino successivo, quante ore occorrono alla caldaia, a tutta potenza, per ripristinare il calore disperso?

Basterebbe solo fare una prova con caldaia accesa per 24 ore, ed una caldaia accesa per fasce orarie per riscontrare che il risparmio c’è. Con il Me.Si infatti si possono raggiungere risultati ragguardevoli.

In merito alla caldaia

Si è resa obbligatoria la vendita della sola caldaia a condensazione anche su impianti che funzionano a temperature elevate, in cui il fenomeno della condensazione sparisce e con esso anche tutti i benefici ed i risparmi dichiarati.

In merito ai termostati

Ci sono termostati posizionati in prossimità della porta d’ingresso, il punto più freddo della casa, o posizionati sopra un termosifone o in prossimità di un camino, o sulla parete più fredda della casa o, peggio ancora, in prossimità di una finestra. Con queste gravi ed errate installazioni non è il caso di chiedersi in quanti conoscono l’esatta procedura da adottare per rilevare la corretta temperatura di un ambiente?

In merito alle valvole di ritenuta

Cosa sono le valvole di ritenuta e a che cosa servono?  Questa domanda è stata fatta a centinaia di manutentori, ma nessuno ha saputo dare una risposta esaustiva.

Infatti, in un convegno di produttori di caldaie, pensando di lasciare tutti sgomenti per la novità, si è esorditi dicendo che almeno il 90% dei manutentori non ha saputo rispondere alla domanda di cui sopra. Dalla sala, un ingegnere, direttore responsabile della manutenzione degli impianti di piccole potenze di una grande e nota azienda di caldaie, rispose che, forse, è più corretto dire il 97% di tutti gli impianti di riscaldamento sono sbilanciati e consumano circa un 30% in più del dovuto.

Peggio ancora, si è chiesto come si effettua una corretta equilibratura di un impianto di riscaldamento, ma nessuno, di nuovo, ha saputo rispondere.

Quantità di acqua da scaldare

Un’ulteriore riflessione a conferma dell’indiscutibile risparmio introdotto dal Me.Si.: se, senza, passano circa 1000 litri d’acqua in 24 ore, con questo impianto ne passano circa 500 per via delle lunghe pause introdotte.

E’ chiaro, quindi, quali sono i tanti vantaggi apportati dal metodo Me.Si.

A cura di Spampinato Giusy M.Luisa

 

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