Nel cuore tecnologico di Manno, in Canton Ticino, è nata una realtà che promette di trasformare uno dei settori più complessi e meno digitalizzati del pianeta: la gestione dei rifiuti. Jaipur Robotics è una startup innovativa che fonde robotica avanzata e intelligenza artificiale con l’obiettivo di rendere gli impianti di smaltimento non solo più efficienti e sicuri, ma profondamente più sostenibili.
Fondata nel 2024 dall’ingegnere italiano Ermes Zamboni, attuale CEO, e da Nikhil Prakash nel ruolo di CTO, Jaipur Robotics ha individuato una vulnerabilità critica nel funzionamento degli impianti Waste-to-Energy (WtE), ovvero quelle strutture dedicate alla trasformazione dei rifiuti in energia. Spesso questi impianti subiscono gravi danni strutturali o costosi blocchi operativi a causa di oggetti pericolosi, ingombranti o non idonei, come bombole di gas o blocchi di cemento, che finiscono accidentalmente nei forni. La visione dell’azienda è quella di utilizzare la Computer Vision per fornire una sorta di “vista aumentata” agli impianti, permettendo un controllo automatizzato che fino a oggi è dipeso quasi esclusivamente dall’occhio umano, spesso limitato dalle condizioni proibitive e polverose dei bunker di stoccaggio.

Il fulcro di questa trasformazione tecnologica è la piattaforma SaaS sviluppata da Jaipur Robotics: un motore di intelligenza artificiale basato su avanzati algoritmi di Deep Learning. Il sistema riconosce in tempo reale rifiuti non conformi e materiali critici, intercettandoli prima che possano compromettere il processo di combustione ed evitando costosi fermi impianto. Oltre a rafforzare la sicurezza operativa, introduce un approccio scientifico alla gestione del combustibile grazie alla mappatura del potere calorifico. Analizzando visivamente la composizione dei rifiuti, l’IA stima il potenziale energetico del materiale e fornisce indicazioni per una miscelazione ottimale, garantendo una combustione più stabile, una maggiore efficienza energetica e una significativa riduzione delle emissioni. La piattaforma abilita inoltre l’integrazione con gru e carriponte, ponendo le basi per l’automazione intelligente dell’intera logistica interna del bunker.

Nonostante la sua recente costituzione, Jaipur Robotics ha già ottenuto riconoscimenti di rilievo internazionale. Nel 2024 l’azienda è stata insignita del prestigioso Premio Möbius per l’economia circolare, con una giuria che ha lodato l’uso innovativo e coraggioso dell’IA nel generare benefici concreti sia ambientali sia economici. La solidità del progetto è stata ulteriormente confermata dalla selezione da parte di Venture Kick, uno dei principali acceleratori svizzeri, che ha fornito supporto strategico e finanziamenti chiave per la crescita iniziale. Jaipur Robotics è inoltre alumnus del rinomato programma americano Techstars.

Il potenziale dirompente di questa tecnologia ha attirato investitori di primo piano, portando alla chiusura di un round di finanziamento seed da circa 800.000 euro nel marzo 2025, guidato dal fondo svizzero TiVentures. Questi capitali sono attualmente impiegati per l’espansione del team tecnico e per l’ottenimento delle certificazioni necessarie a scalare la soluzione su tutto il mercato europeo. L’ingresso della società in ESWET, l’associazione dei principali fornitori europei di tecnologie per il recupero energetico, consolida ulteriormente Jaipur Robotics come partner chiave per la transizione ecologica. In un’epoca caratterizzata da una produzione di scarti sempre crescente, l’approccio di questa startup ticinese dimostra come l’alta tecnologia possa essere il ponte necessario per passare da un modello economico lineare a una vera economia circolare. L’azienda è oggi in forte espansione e sta ampliando il proprio team con l’inserimento di diverse figure professionali strategiche, sia in ambito commerciale sia nello sviluppo di prodotto, per sostenere la crescita internazionale dell’azienda. Le posizioni aperte sono consultabili alla pagina Careers: https://jaipurrobotics.com/careers/
A cura di Federica Ragnini