La poesia, spesso, è un ritorno alle origini, un ponte tra l’anima e il luogo che l’ha plasmata.
È in questa dimensione che si colloca Lucia Mele e la sua toccante raccolta di versi, “Aria di mare, profumo di salsedine”, pubblicata da Poetica nel maggio 2023.
Nata nel 1972 e con forti radici tra Puglia e Sardegna, Lucia Mele è un esempio affascinante di come le passioni possano coesistere con una professione esigente. Medico a Milano, l’Autrice coltiva la sua vocazione per la scrittura, trovando nel mare non solo una memoria affettiva, ma una vera e propria musa ispiratrice.
Il titolo stesso, Aria di mare, profumo di salsedine, è una promessa sensoriale, un invito a immergersi in una dimensione dove gli elementi naturali diventano i catalizzatori dei moti interiori. Questa raccolta poetica ha la sua genesi nel mare, elemento che l’autrice sente profondamente suo e al quale deve, in larga misura, la sua ispirazione.
Il mare non è un semplice sfondo, ma un’entità viva che riflette e amplifica la vita interiore, i ricordi e le riflessioni dell’autrice. Le poesie di Lucia riescono a catturare con delicatezza le sensazioni che solo la costa può regalare: il vento che scompiglia i pensieri, la luce intensa che taglia l’orizzonte e, soprattutto, quel profumo di salsedine che è metafora di viaggio, di ritorno, e della ciclicità dell’esistenza. È un’esplorazione dei sentimenti umani attraverso il filtro salino e potente dell’ambiente costiero, un vero e proprio omaggio all’infinito che solo l’oceano sa evocare.

Per l’autrice, la scrittura non è un vezzo, ma una necessità espressiva. Nonostante la sua professione medica, che richiede rigore e pragmatismo, Lucia Mele trova nella poesia lo spazio per l’emozione e la contemplazione.
Aria di mare, profumo di salsedine è un piccolo ma intenso viaggio letterario, un mazzo di versi da custodire per ritrovare, in ogni pagina, il suono lontano delle onde e il sapore inconfondibile di casa. Un’opera consigliata a chi cerca nella poesia una via d’accesso alla bellezza semplice e profonda del mondo e dei sentimenti.
In un’epoca caratterizzata dalla velocità e dalla perdita dei valori, dove il “rumore” digitale sembra sovrastare l’ascolto, emerge chi sceglie di rallentare per concentrarsi sul significato profondo della parola.
L’autrice di queste riflessioni ha deciso di posizionarsi esattamente in questo spazio, trasformando la scrittura in una vera e propria missione: “portare in giro il bene”. La sua convinzione fondamentale è che la letteratura—sia essa poesia, romanzo o fiaba—non sia un mero esercizio stilistico, ma un “gesto d’amore” e un potente strumento educativo.
Il progetto letterario nasce dal desiderio autentico di “fare bene e del bene”, utilizzando la penna come un ponte emotivo tra i cuori. L’obiettivo primario è educare ai sentimenti, alla gentilezza e all’empatia, un bisogno che l’autore ritiene particolarmente urgente per le nuove generazioni.
Secondo l’autrice i giovani necessitano di storie che aiutino a riconoscere il bello, a coltivare il rispetto e, soprattutto, a dare valore all’ascolto. L’autore stesso, che dichiara di amare l’ascolto, aspira a replicare questa esperienza attraverso i suoi scritti.

L’impegno non si limita alla pubblicazione; Lucia coltiva l’ambizione di veder germogliare i semi della sua narrativa in contesti educativi e sociali, sognando di raggiungere scuole, biblioteche e persino l’etere radiofonico. L’essere ascoltato, sebbene motivo di soddisfazione personale, è infatti funzionale all’obiettivo più alto: “sapere di aver toccato un’anima”.
Ogni parola viene intesa come un potenziale abbraccio o una carezza, e ogni lettore come un “complice” attivo nella diffusione di un messaggio positivo. Il progetto dimostra come il bene, anche se veicolato in modo silenzioso, possa generare un impatto significativo.
A cura di Federica Ragnini