Genova, città di mare e di venti, ha da sempre un legame viscerale con la musica. Tra le realtà che meglio interpretano questa unione tra territorio e arte vocale spicca il Coro Vocisulmare, una formazione che negli anni è diventata un punto di riferimento per la coralità polifonica genovese.
Il nome stesso, Vocisulmare, evoca immediatamente l’orizzonte della Superba. Non si tratta però solo di un richiamo geografico, ma di una vera e propria dichiarazione d’intenti: portare la musica oltre i confini delle sale da concerto, facendola vibrare con la stessa libertà e forza delle onde. Il coro nasce con l’obiettivo di diffondere la cultura corale attraverso un repertorio eterogeneo che spazia dalla polifonia classica alla musica leggera, passando per canti popolari e brani contemporanei.

Ciò che rende unico il Coro Vocisulmare è la sua capacità di non restare ingessato in un unico genere. Se da un lato il gruppo onora la grande tradizione sacra e profana, dall’altro non teme di esplorare sonorità moderne, colonne sonore cinematografiche e arrangiamenti originali di brani pop e d’autore. Questa flessibilità permette alla formazione di esibirsi in contesti molto diversi tra loro: dalle solenni navate delle chiese del centro storico ai teatri, fino alle piazze e ai palchi estivi della riviera.
Oltre all’aspetto puramente musicale, il Coro Vocisulmare rappresenta una realtà sociale fondamentale. Essere parte di questo coro significa condividere un percorso di crescita artistica e umana. Sotto la guida di direttori esperti, i coristi – un gruppo affiatato di appassionati – lavorano costantemente sulla tecnica vocale, sull’ascolto reciproco e sull’interpretazione emotiva dei testi.

Il coro non si limita a “cantare”, ma partecipa attivamente alla vita culturale della città, collaborando con altre realtà associative e partecipando a rassegne corali di respiro nazionale e internazionale. La loro presenza costante nel tessuto urbano genovese contribuisce a mantenere viva la tradizione del “far musica insieme”, un valore inestimabile in un’epoca sempre più digitale e individuale.
A cura di Federica Ragnini