Bergamo – Spesso il podologo viene ancora associato esclusivamente al trattamento di unghie incarnite, callosità o problematiche cutanee. In realtà, oggi questa figura sanitaria rappresenta un punto di riferimento nella prevenzione, nella valutazione biomeccanica e nel trattamento delle patologie del piede, con un approccio che guarda alla persona nel suo insieme.
A raccontare questa evoluzione è il Dott. Cesare Panseri, podologo e podoiatra, ospite ai microfoni di Storytime.
«Il nostro obiettivo non è limitarci a trattare ciò che il paziente vede o avverte, ma comprenderne la causa», spiega il Dott. Panseri.
Ogni percorso inizia con un’anamnesi approfondita e una valutazione clinica e biomeccanica del piede. Questo permette di individuare le alterazioni funzionali che possono essere responsabili del dolore, dei sovraccarichi o della comparsa di problematiche ricorrenti, costruendo un trattamento realmente personalizzato.
Il dolore rappresenta certamente il principale campanello d’allarme, ma non è l’unico. Alterazioni delle unghie, callosità ricorrenti, deformità delle dita, difficoltà durante il cammino o cambiamenti nell’appoggio del piede meritano una valutazione specialistica.

Come spiega il Dott. Panseri, un’alterazione biomeccanica può rimanere silente per molto tempo. Così come un’automobile con un assetto non corretto continua a viaggiare consumando progressivamente pneumatici e sospensioni, anche un piede che lavora in modo non efficiente può determinare nel tempo compensi e sovraccarichi che interessano l’intero apparato muscolo-scheletrico.
La podologia moderna integra strumenti tecnologici che supportano il ragionamento clinico e consentono trattamenti sempre più precisi e personalizzati.
Tra questi:
• scanner tridimensionali, che permettono di rilevare il piede con elevata precisione per la progettazione di ortesi plantari personalizzate;
• ecografia muscolo-scheletrica, utile come supporto alla valutazione clinica di tendini, fasce, tessuti molli e altre strutture superficiali;
• sistemi digitali e strumenti basati sull’intelligenza artificiale, utilizzati come supporto alla comunicazione con il paziente, alla rielaborazione dei referti e alla produzione di materiale informativo personalizzato.

«La tecnologia non sostituisce l’esperienza clinica né il giudizio del professionista, ma rappresenta uno strumento prezioso per rendere la valutazione ancora più accurata e migliorare la comprensione del percorso terapeutico da parte del paziente», sottolinea il Dott. Panseri.

La gestione delle patologie del piede richiede spesso un approccio multidisciplinare. Per questo motivo il podologo collabora con ortopedici, fisioterapisti, dermatologi, medici dello sport, diabetologi e medici di medicina generale, affinché ogni paziente possa beneficiare di un percorso condiviso e costruito sulle proprie esigenze cliniche.
«Curare un piede significa comprendere il modo in cui quella persona cammina, si muove e vive. Per questo la podologia moderna non si limita a trattare il sintomo, ma ricerca la causa del problema, con l’obiettivo di preservare il movimento, prevenire le recidive e migliorare la qualità di vita del paziente.»
Il Dott. Cesare Panseri esercita la propria attività nella provincia di Bergamo.
Per maggiori informazioni è possibile consultare il sito www.cesarepanseri.com oppure seguire i canali social di Istituto Podologico.
A cura di Federica Ragnini