LabLaw Studio Legale Rotondi & Partners, fondato a Milano dall’avvocato Francesco Rotondi, rappresenta oggi una delle realtà di riferimento nel panorama italiano e internazionale del diritto del lavoro.
Lo studio si è affermato grazie a un modello che coniuga competenze giuridiche consolidate con metodologie innovative, maturate anche attraverso esperienze internazionali.
Un approccio che ha permesso di introdurre nuove modalità di lavoro, mantenendo al tempo stesso un profondo rispetto della tradizione giuridica italiana.
La stessa identità dello studio nasce da un progetto ben definito: trasformare ambizioni, valori e obiettivi in un brand riconoscibile, capace di rappresentare una nuova visione della consulenza giuslavoristica.
Il nome “LabLaw” sintetizza proprio questa filosofia, unendo il concetto di labor, inteso come lavoro e ricerca continua, con l’esperienza maturata dai soci in contesti internazionali e la volontà di costruire un modello destinato a durare nel tempo.

Secondo l’avvocato Francesco Rotondi, il mondo del lavoro sta attraversando una fase di profonda trasformazione che richiede un’evoluzione non solo delle regole, ma soprattutto della cultura con cui queste vengono applicate.
Il diritto del lavoro, infatti, è chiamato a sostenere i cambiamenti in atto, ma da solo non è sufficiente ad affrontare le nuove sfide del mercato. Accanto alla dimensione normativa diventa indispensabile sviluppare una cultura del lavoro capace di tradurre i principi giuridici in comportamenti concreti e condivisi.
Uno degli esempi più significativi riguarda il tema della sicurezza sul lavoro.
Secondo Rotondi, il problema non consiste tanto nell’introdurre nuove disposizioni legislative, quanto nel rafforzare una vera cultura della sicurezza. Le norme tecniche esistono già e risultano ampiamente strutturate; ciò che occorre è favorire una maggiore consapevolezza affinché tali regole vengano interiorizzate e applicate quotidianamente da tutti gli attori coinvolti.
La prevenzione, quindi, passa non solo attraverso gli obblighi di legge, ma anche attraverso la responsabilità condivisa e la diffusione di una cultura della sicurezza.
Un’altra delle grandi questioni che caratterizzano il mercato del lavoro riguarda il cosiddetto mismatch delle competenze, ovvero la distanza tra le professionalità richieste dalle imprese e quelle disponibili.
Anche in questo caso, osserva Rotondi, il diritto può offrire strumenti utili, ma non rappresenta la soluzione definitiva. Spesso il divario non dipende esclusivamente dalla mancanza di competenze, bensì dalla differenza tra le aspettative dei candidati e le reali opportunità offerte dal mercato.
Le politiche di aggiornamento professionale e di reskilling possono certamente contribuire a ridurre questo squilibrio, ma non sono sufficienti se manca una disponibilità culturale ad adattarsi ai cambiamenti del mondo del lavoro.
Tra le trasformazioni più rilevanti degli ultimi anni figura senza dubbio l’ingresso dell’intelligenza artificiale nei processi produttivi e organizzativi.
Su questo fronte, l’Europa ha assunto un ruolo di primo piano nello sviluppo di un quadro normativo orientato alla tutela della persona. Tuttavia, secondo l’avvocato Rotondi, la regolamentazione rappresenta soltanto uno degli aspetti della questione.
L’utilizzo dell’intelligenza artificiale impone infatti una riflessione più ampia, che coinvolge anche profili etici e culturali. L’obiettivo deve essere quello di trovare un equilibrio tra le potenzialità offerte dalle nuove tecnologie e la salvaguardia della dignità del lavoratore, principio da sempre al centro del diritto del lavoro moderno.
L’intelligenza artificiale deve quindi rimanere uno strumento a supporto dell’attività umana e non trasformarsi nel protagonista assoluto delle dinamiche lavorative.
Per Francesco Rotondi, le norme non sono in grado di anticipare i fenomeni sociali, ma nascono dall’osservazione della realtà e ne definiscono il quadro giuridico di riferimento.
È la cultura delle persone e della collettività a dare concreta attuazione ai principi contenuti nelle leggi. Per questo motivo il compito del giuslavorista non si limita all’interpretazione delle norme, ma consiste anche nel mantenere costante il dialogo tra diritto e società, accompagnando imprese e lavoratori nell’evoluzione del mondo del lavoro.
In questa prospettiva, LabLaw continua a promuovere una consulenza che va oltre l’assistenza legale tradizionale, contribuendo alla diffusione di una cultura del lavoro capace di affrontare con consapevolezza le sfide del presente e del futuro.
A cura di Marzia Lazzerini
Francesco Rotondi