La cura del piede è una vera e propria arte che unisce artigianato, intuizione medica e profonda conoscenza della biomeccanica. La storia di Alfredo Della Valle e del suo approccio pionieristico alla realizzazione di plantari su misura è un esempio perfetto di come la passione possa trasformarsi in un’eccellenza in campo ortopedico.
La vocazione di Alfredo Della Valle affonda le sue radici nell’infanzia. Cresciuto nel negozio di calzolaio del padre, passava ore a osservare non solo le classiche riparazioni, ma anche la creazione di calzature ortopediche.
La vera svolta avvenne intorno al 1979, quando nel negozio entrò un giocatore americano della Pallacanestro Varese. L’atleta, per convincere il padre di Alfredo a realizzargli dei plantari, gli spiegò minuziosamente le tecniche utilizzate negli Stati Uniti. Con grande ingegno, padre e figlio si misero all’opera utilizzando i materiali a disposizione:
usarono la schiuma verde dei fioristi per prendere le impronte, colandovi poi all’interno del gesso
scaldarono su una stufa un foglio di sughero sintetico (all’epoca usato per le zeppe su misura) e lo modellarono mettendosi in piedi sui calchi
lavorarono il materiale fino a renderlo perfettamente inseribile in una scarpa
Il risultato fu il primo paio di plantari realizzato con questo metodo, che lasciò il mitico cestista pienamente soddisfatto. Fu proprio quell’entusiasmo a far capire ad Alfredo che quella pratica pionieristica sarebbe potuta diventare la sua professione.
Dopo quell’esperienza, iniziò una stretta collaborazione con un medico ortopedico specializzato, che trasmise ad Alfredo le basi cliniche fondamentali. Successivamente, Della Valle conseguì il titolo di tecnico ortopedico, qualifica che gli avrebbe permesso di trattare presidi a 360 gradi.
Tuttavia, scelse una strada diversa e innovativa: aprì il primo centro di terapia del piede (convenzionato con ASL e INAIL), decidendo di concentrarsi esclusivamente sulle patologie podaliche. Plantari, calzature di serie o su misura e supporti specifici: nasceva così, di fatto, la prima ortopedia altamente specializzata.
Oggi la tecnologia offre diverse soluzioni, ma Della Valle rimane un fermo sostenitore del plantare da calco. Il motivo è biomeccanico: questa tecnica permette al piede di appoggiare sulla sua stessa impronta (esattamente come accade quando si cammina sulla sabbia), garantendo una distribuzione uniforme dei carichi.
Questo approccio è fondamentale per trattare problemi diffusissimi come la metatarsalgia, un sovraccarico delle teste metatarsali.
“Immaginate di avere una nocciolina sporgente sotto la pianta del piede: durante il passo, tutto il peso del corpo si concentrerà su quel minuscolo osso, non progettato per sopportare un simile carico.”
Un plantare ricavato da un’impronta reale riesce a scaricare millimetricamente quel punto critico, ridistribuendo il peso in modo omogeneo sulle cinque teste metatarsali.

Sebbene i plantari realizzati con frese 3D siano un sistema valido, Della Valle ne evidenzia un limite strutturale: la fresa lavora un blocco di materiale a densità unica. Al contrario, un plantare artigianale ben fatto utilizza in media 4 o 5 materiali diversi, poiché ogni singola area del piede necessita di sostegni e scarichi con livelli di durezza e densità specifici.
Un plantare, per funzionare, ha bisogno della scarpa giusta. Contrariamente a quanto si pensa, non servono per forza antiestetiche scarpe ortopediche. I plantari moderni sono studiati per essere sottili e adattarsi a normali scarpe comode con soletta estraibile. Calzature predisposte con volumi maggiorati sono necessarie solo in caso di gravi deformità.
Tuttavia, Alfredo Della Valle mette in guardia contro alcune mode dannose per la postura:
il problema delle sneakers piatte: Le scarpe rasoterra, per quanto belle, sono deleterie. A piedi nudi o con suole piatte, il peso del corpo grava eccessivamente sul retropiede, sovraccaricando la zona lombare della schiena e costringendo la caviglia a lavorare fuori asse
il tacco ideale: Un dislivello di circa 2 cm è l’ideale per distribuire il peso perfettamente a metà: 50% sul tallone e 50% sull’avampiede
il test della stabilità: Per capire se una scarpa è di buona qualità, basta prendere la punta con una mano e il tallone con l’altra e provare a torcerla. Se la scarpa si attorciglia “come la carta di una caramella”, non offrirà alcun supporto, vanificando anche l’effetto di un buon plantare.
Nella medicina tradizionale cinese, il piede è considerato un “cuore periferico”. Ad ogni passo, la compressione della pianta “spreme” una fitta rete di capillari, spingendo il sangue verso l’alto e favorendo il ritorno venoso. Un plantare su calco ottimizza questo effetto pompa, evitando che il peso si concentri solo su piccole zone, il che finirebbe per schiacciare troppo i vasi sanguigni e limitare il reflusso.
Ma come fa uno specialista a capire dove il piede soffre? Guardando i calli. Le callosità (o ipercheratosi) non sono casuali. Si formano come scudo protettivo nei punti in cui l’osso subisce un carico eccessivo. Per Della Valle, il callo è una mappa diagnostica fondamentale.
L’iter di valutazione completo prevede:
ispezione visiva per individuare le ipercheratosi e valutare la mobilità
esame statico e dinamico del passo tramite pedana computerizzata
valutazione clinica della postura
presa delle impronte
Oltre il 60% dei dolori al piede trattati da Alfredo Della Valle ha origini posturali. Ignorare la postura durante la progettazione di un plantare significa avere scarse probabilità di successo.
C’è però una regola d’oro che Della Valle ama ricordare ai suoi pazienti: i plantari, nella maggior parte dei casi, non correggono, ma compensano. Risolvono il sintomo e migliorano la qualità della vita, ma, una volta tolti, la struttura fisica tende a tornare all’assetto originario.
Ecco perché il plantare da solo a volte non basta. È fondamentale affiancare all’uso dell’ortesi una mirata terapia fisioterapica. La vera chiave per il benessere del paziente, sottolinea Della Valle, risiede nella collaborazione tra tecnici ortopedici e fisioterapisti, superando l’idea che una singola disciplina possa risolvere ogni problema in autonomia.
Sito web: plantarivarese.com
Instagram: https://www.instagram.com/centroditerapiadelpiede
A cura di Spampinato Giusy M.Luisa