Il recente lancio della Nutella vegana denominata Plant Based ha acceso un forte dibattito sui social media. Ma perché un prodotto così iconico e radicato nella cultura italiana come la Nutella ha deciso di cambiare, introducendo una versione vegana?
Il prodotto ha un design accattivante, tappo verde, che tende a richiamare il tema vegetale e la magica scritta “plant based” che fa tanto tendenza ambientale. Sul sito web si evidenzia il fatto, così come in pubblicità, che il tappo verde è in plastica riciclata, il vetro è al 60% riciclato, il cacao utilizzato (circa il 7%) è certificato, mentre l’olio di palma utilizzato è 100% sostenibile.

L’azienda ha semplicemente risposto alle nuove sensibilità etiche ed alimentari della popolazione. La nuova Nutella in versione vegana è composta unicamente da ingredienti vegetali, sostituendo il latte scremato con la farina di ceci e sciroppo di riso. In questo modo la crema spalmabile risulta accessibile alle persone vegane e intolleranti al lattosio, ma non a quelle allergiche alle proteine del latte. Ma questa non è l’unica novità…
La Nutella vegana infatti ha una nuova ricetta e anche gli aromi sono diversi. Analizzando attentamente l’elenco degli ingredienti riportato sull’etichetta ci sono altre due varianti importanti da considerare.
La crema di nocciole infatti, nella versione vegana con il tappo verde, contiene al posto della vanillina (aroma artificiale usato in pasticceria in sostituzione della vaniglia), un pizzico di sale da cucina abbinato ad aromi (artificiali). Restano ancora sull’etichetta zucchero, olio di palma, cacao, nocciole e lecitina di soia. Si tratta quindi di una sostituzione significativa ed è qui che si accende il dibattito.
La scelta di eliminare il latte a favore di ingredienti come ceci e sciroppo di riso ha sollevato infatti polemiche, ma anche alimentato curiosità e discussioni. L’ultimo appunto riguarda inoltre il prezzo stratosferico della versione vegana. La Nutella vegana costa il 50% in più rispetto alla Nutella classica: 4,49 € per un vasetto da 350 grammi, rispetto ai 2,99 € per il vasetto classico dello stesso peso.

Siamo quindi di fronte ad un semplice aggiornamento del prodotto o a quella che potremmo considerare un’operazione di marketing? La Ferrero ha saputo in realtà innovare la tradizione senza tradire l’essenza del suo prodotto di punta.
Viviamo in un’epoca in cui l’innovazione è spesso vista con sospetto. Ma è proprio questa tensione tra tradizione e innovazione che mantiene Nutella rilevante e al centro della scena. Le critiche, sebbene talvolta eccessive, non fanno altro che rafforzare il legame emotivo che abbiamo con il marchio.
Il prodotto è stato inoltre certificato dalla Vegetarian Society con il marchio “Vegan approved” ed è senza glutine, come la ricetta tradizionale. Con questa mossa, Ferrero entra nel mercato vegano che in Italia rappresenta il 2,4% della popolazione. Il barattolino da 350 grammi è già disponibile sul mercato italiano, francese e belga.
Riuscirà Nutella Plant Based a conquistare il cuore dei consumatori come ha fatto la versione classica? Solo il tempo ce lo dirà. Nel frattempo, la Ferrero ha dimostrato che l’innovazione non è solo possibile, ma necessaria per restare rilevanti in un mondo in continua evoluzione.
A cura di Daniela Liguori