Il percorso umano e artistico di Principia Bruna Rosco si configura come una ricerca continua della verità, un cammino che attraversa la pittura, il giornalismo e la narrativa fino a raggiungere una sintesi spirituale di rara intensità.
La sua produzione non nasce da una semplice esigenza estetica, ma da un’urgenza interiore profonda, che ha trovato inizialmente nella pittura il suo linguaggio più autentico.
Per l’autrice, il colore e la tela hanno rappresentato per lungo tempo l’unico modo possibile per dare forma a emozioni complesse, spesso difficili da esprimere con le parole, creando un legame indissolubile tra arte e vita.

Questa necessità di trasparenza ha trovato il suo punto più alto nella pubblicazione di oltre sette opere di cui due di poesie, quattro romanzi e dell’autobiografica Principia – Il prezzo della libertà.
In questo libro Principia Rosco compie un atto di analisi lucida e coraggiosa, trasformando la scrittura in uno specchio capace di riflettere senza filtri esperienze dolorose e momenti di profonda consapevolezza. Il testo non si presenta come un semplice esercizio letterario, ma come un passaggio necessario per mettere ordine nel proprio vissuto e riconoscere che la libertà autentica non è mai un dono, bensì il risultato di un confronto sincero con la propria storia, anche quando questa appare aspra o difficile da accettare.

L’evoluzione successiva del suo percorso creativo segna un passaggio dal piano personale a quello storico e universale con la stesura del romanzo Matilde – Il libro ritrovato.
Questo passaggio nasce in modo quasi inatteso, in seguito alla partecipazione a una cerimonia dell’Ordine di San Lazzaro di Gerusalemme. Quello che per molti sarebbe stato soltanto un evento formale, per Principia Bruna Rosco si trasforma in un richiamo interiore capace di risvegliare memorie profonde.
Il contatto con l’antico ordine cavalleresco diventa così un catalizzatore che la spinge a riscoprire le radici della sua terra d’origine, la Lucania, e in particolare Lavello, città legata alla figura storica di Federico II di Svevia. Il romanzo dedicato a Matilde diventa quindi il punto d’incontro tra la biografia dell’autrice e la memoria collettiva del Medioevo.
La protagonista non è soltanto un personaggio narrativo, ma una figura simbolica che attraversa i secoli per farsi custode di valori universali come la fede, la giustizia e il servizio verso il prossimo. In quest’opera, Rosco non si limita a inventare una storia, ma racconta di averla ritrovata dentro di sé, come se fosse sempre esistita.
Il risultato è una narrazione in cui presente e passato, realtà e simbolo si intrecciano, suggerendo che ogni essere umano porta dentro di sé un’eredità antica che attende solo di essere riconosciuta e raccontata.
A cura di Federica Ragnini