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Stereotipi culturali, attribuzioni di ruolo e sofferenze psicologiche femminili e maschili


Stereotipi culturali, attribuzioni di ruolo e sofferenze psicologiche femminili e maschili Immagine

La Dott.ssa Germana Spagnolo è una psicologa-psicoterapeuta dell’infanzia, dell’adolescenza e dell’adulto.

Scrittrice e saggista delle opere “Super-Io e Intelligenza sopra la media: quale reazione”, edito nel 2008 da Aracne Editrice; “La società della complessità”, edito nel 2010 da Edizioni Viator. E’ co-autrice di “Sul sangue mestruale”, edito nel 2024 da Alpes Editore. 

Ha organizzato Tavole Rotonde e seminari sui problemi femminili: nel 2010 a Milano “Nuove complessità del femminile”. Nel 2023 e nel 2024 ha co-organizzato il corso Alta Formazione AIPA, dal titolo “Sul sangue mestruale”. E’ co-fondatrice di ISPS Lombardia a Bergamo e del telefono di Urgenza Psicologica del sabato e della domenica a Bergamo. E’ stata, inoltre, relatrice nelle Conferenze Internazionali di ISPS International a New York – Liverpool – Perugia – Roma.

Le regolarità nelle sofferenze psicologiche femminili

Il suo lavoro da psicoterapeuta ha condotto la Dott.ssa Spagnolo, in tanti anni di attività professionale, a riscontrare delle regolarità nelle sofferenze psicologiche femminili, non facili da superare per poter giungere ad una sana costruzione della personalità.

Queste regolarità sono negative, perché relative non solo alla mancanza di autostima, ma anche a ciò che concerne la consapevolezza di Sé, quindi delle proprie capacità, dei propri bisogni personali e dei desideri.

Alcune delle conseguenze relative a quelle mancanze, potrebbero essere quelle di non poter operare scelte personali autonome, fino a non saper rifiutare e/o proteggersi da richieste che dovrebbero risultare non solo svalutanti, ma addirittura autodistruttive.

Le cause di tutto ciò si possono ampiamente far risalire alla cultura patriarcale che, attraverso un inconscio collettivo, viene trasmessa dalle famiglie d’origine. Tale cultura viene tramandata non solo dai genitori, ma anche dai nonni e dalle generazioni precedenti, continuando quindi ad opprimere e condizionare, a volte in modo pesante, il genere femminile.

La cultura patriarcale a volte si esprime attraverso un’educazione che impone rigidamente i suoi modelli e utilizza la svalutazione come velata minaccia. Tutto ciò può influire sia sullo sviluppo psichico della bambina, sia nella definizione della propria identità di genere, nonché in quanto persona.

Le caratteristiche di alcune donne, totalmente prive di stima di sé e che a volte addirittura sentono di meritare il maltrattamento, fanno sì che facciano più fatica a riconoscere i comportamenti violenti di un partner e a scegliere relazioni in cui questa dinamica non sia presente. Ma la cultura patriarcale influisce anche sullo sviluppo e sulla costruzione della personalità maschile, anche se in diverso modo.

Le regolarità nelle sofferenze psicologiche maschili

Dal confronto avvenuto tra la Dott.ssa Spagnolo e un suo collega psicoterapeuta, è emerso che esistono regolarità anche nelle sofferenze psicologiche maschili. Cle ha permesso di verificare quanto la cultura patriarcale influisca negativamente anche sullo sviluppo del bambino e poi dell’uomo.

L’educazione che viene loro impartita, infatti, è in grado di condizionare il modello di donna che l’uomo coltiva nel tempo. Tale modello, in condizioni di vita poco felici e frustranti, potrebbe condurlo a commettere atti molto violenti verso le donne.

Per esempio, potrebbe essere il caso dell’uomo per il quale la donna rappresenta una sorta di “trofeo”, espressione del suo successo da esibire socialmente: nel caso in cui viene “lasciato” dalla compagna, non riuscendo a tollerarne l’abbandono, sfoga su di lei tutta la sua frustrazione. Ma il momento storico in cui stiamo vivendo potrebbe essere quello giusto perché gli uomini facciano i conti con la loro aggressività, con il bisogno di potere, nonché con le loro difficoltà a contattare la propria area emotivo-affettiva.

L’attività della Dott.ssa Germana Spagnolo

L’attività professionale della Dott.ssa Spagnolo non si limita ad occuparsi solo delle sofferenze psicologiche femminili e maschili nell’attività psicoterapeutica; si estende, infatti, agli studi approfonditi sulla cura delle psicosi e dei disturbi mentali provocati dai traumi.

Ha esteso gli studi ai traumi e alle psicosi, perché spesso ha avuto occasione di verificare che le cause di comportamenti autolesionistici o aggressivi di tanti pazienti potevano essere rintracciate nei traumi subiti, a volte sovrapposti. Per questi motivi ha deciso di estendere la sua professionalità, approfondendo i suoi studi e confrontandosi con i professionisti appartenenti a ISPS International. Attualmente sta svolgendo in forma di volontariato l’attività con la suddetta società internazionale, i cui componenti non sono solo psicologi psicoterapeuti, ma anche psichiatri psicoanalisti, che collaborano nella ricerca con Università di tutto il mondo.

Gli studi

In questo modo si è giunti a verificare e ad affermare che anche la schizofrenia può essere curata, e che è importante eliminare lo stigma provocato da tale diagnosi.

Lo stigma, infatti, può precludere la guarigione della persona che ha ricevuto la diagnosi di schizofrenia, per lo spavento che tale diagnosi può incutere sulla persona stessa e sull’ambiente sociale che la circonda.

Per curare persone con disturbi mentali di un certo rilievo, provocati spesso da una catena di traumi che si sono sovrapposti, è necessario creare una struttura in cui le persone possano essere ospitate per 24 ore, anche se si tratta di un tempo limitato. L’intervento immediato sulla crisi psicotica manifestata dalla persona, quando supportata da specialisti e da psicoterapie adeguate al momento specifico, consente di rendere il decorso della sofferenza più breve e favorevole alla risoluzione del disturbo.

Nella sopra citata struttura, quindi, le persone devono poter usufruire di psicoterapie specifiche, necessarie al loro profondo malessere, nonché di varie attività. Per concludere, i pazienti non dovranno assolutamente essere isolati dalle loro realtà socio-familiari, ma aiutati a superare i gravi momenti di crisi e a comunicare con i familiari e con tutti coloro che fanno parte della loro realtà socio-ambientale.

A cura di Spampinato Giusy M.Luisa

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