Ci sono incontri che cambiano il percorso di una vita.
Per Valeria Gay, pianista, compositrice e docente di pianoforte, quell’incontro è avvenuto da bambina, quando il suono del pianoforte è entrato per la prima volta nella sua quotidianità trasformandosi in una vera e propria vocazione.
Nel 1978, all’età di nove anni, cresciuta in una famiglia in cui la musica classica era spesso presente, Valeria rimase profondamente colpita dall’ascolto di una melodia di S. Schlacks trasmessa alla radio.
Quel suono delicato e intenso riuscì a catturare completamente la sua attenzione, dando origine a una passione destinata ad accompagnarla per sempre.
Da quel momento iniziò lo studio del pianoforte con maestri privati, intraprendendo un percorso fatto di dedizione, disciplina e amore per la musica. Un legame indissolubile, come lei stessa racconta: il pianoforte è stato uno strumento scelto con convinzione e che ancora oggi rappresenta il centro della sua espressione artistica.

Nata a Milano nel 1969, Valeria Gay ha costruito la propria formazione attraverso anni di studio e approfondimento, frequentando il Conservatorio di Novara e la Scuola Musicale di Milano sotto la guida di importanti insegnanti, tra cui il Maestro Elio Cantamessa, la Professoressa Edda Ponti e la Professoressa Tatevik Hayrapetyan.
Accanto al pianoforte ha coltivato anche altre competenze artistiche, dedicandosi al canto lirico-barocco e allo studio delle metodologie di didattica musicale infantile.
Una preparazione ampia che le ha permesso di sviluppare una visione completa della musica, non soltanto come tecnica, ma soprattutto come linguaggio capace di comunicare emozioni.
Dopo anni di studio e formazione, il suo percorso l’ha portata naturalmente verso l’insegnamento, una professione che ha sempre rappresentato un sogno: condividere con gli altri la bellezza della musica, trasmettere conoscenze, tecnica e sensibilità artistica.
«Insegnare significa trasferire emozione e gioia attraverso i suoni, permettere agli altri di scoprire un mondo fatto di armonia, espressione e creatività».

La vocazione principale di Valeria Gay è da sempre la formazione musicale. Nel corso degli anni ha ricoperto ruoli di docenza in diverse realtà, sia in presenza sia online, accompagnando studenti di differenti livelli nel loro percorso di crescita.
Il suo approccio unisce preparazione tecnica e attenzione alla dimensione emotiva della musica: imparare a suonare il pianoforte non significa soltanto acquisire abilità esecutive, ma imparare ad ascoltare, interpretare e comunicare.
Ha diretto cori di bambini, collaborato con gruppi musicali e artisti, partecipato a concerti, masterclass e progetti dedicati alla diffusione della cultura musicale. Le sue esperienze come solista e nelle esibizioni a quattro mani hanno arricchito ulteriormente il suo percorso, permettendole di vivere la musica in molteplici forme.

Per Valeria Gay la musica rappresenta molto più di una professione: è un elemento essenziale dell’esistenza.
«La musica è nutrimento per l’anima e per i sensi».
Attraverso il repertorio classico, da Bach a Mozart, continua a portare avanti un messaggio di bellezza e sensibilità, avvicinando le persone a un patrimonio artistico senza tempo.
Dopo tanti anni di concerti, insegnamento e collaborazioni, Valeria continua il suo percorso con lo stesso entusiasmo degli inizi. Ogni esperienza ha contribuito a renderla una professionista più completa, consapevole e aperta alla continua ricerca.
Oggi Valeria Gay continua a insegnare con passione e dedizione, mantenendo intatto il desiderio che l’ha accompagnata fin dal primo incontro con il pianoforte: far scoprire agli altri la forza emotiva della musica.
La sua missione rimane quella di creare un ponte tra tecnica e sentimento, tra conoscenza e creatività, affinché ogni studente possa trovare nella musica non solo una disciplina da apprendere, ma uno spazio personale di espressione e crescita.
Per Valeria, il pianoforte non è semplicemente uno strumento musicale: è una voce attraverso cui raccontare emozioni, condividere bellezza e continuare un dialogo iniziato molti anni fa.
A cura di Marzia Lazzerini
Valeria Gay
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