Negli ultimi anni la politica ha iniziato a parlare sempre più spesso di futuro. Transizione ecologica, innovazione, diritti, crescita: parole ripetute ovunque, ma sempre più lontane dalla vita reale delle persone. Salari fermi, precarietà diffusa, servizi pubblici sotto pressione e una sensazione condivisa — soprattutto tra Millennials e Gen Z — di essere la prima generazione destinata a vivere peggio di quella precedente.
“Vogliamo Futuro” scritto da Francesco Tornaboni
Vogliamo Futuro nasce da qui: dalla distanza crescente tra il racconto politico e l’esperienza concreta di chi lavora, studia, cresce figli o semplicemente prova a costruire una stabilità economica e sociale in un sistema che sembra non funzionare più.
Il libro non è un manifesto ideologico né un esercizio accademico. È un tentativo di riportare la discussione politica su un terreno pragmatico: cosa si può davvero cambiare, oggi, senza promesse irrealistiche e senza scorciatoie populiste.
Da dove nasce l’idea
L’idea di fondo è semplice: il modello economico europeo degli ultimi decenni ha cercato di conciliare mercato e welfare attraverso un equilibrio sempre più fragile, finendo spesso per sostenere ciò che non funziona invece di rafforzare ciò che crea valore reale. Il risultato è uno Stato percepito come inefficiente e un mercato incapace di garantire sicurezza sociale.

Ricostruire, ripensare, trasformare
Il libro propone quindi una visione riformista e concreta, basata su tre direzioni principali:
• ricostruire il patto tra generazioni, superando la narrazione dello scontro tra giovani e adulti e riportando al centro responsabilità e opportunità condivise;
• ripensare il lavoro e i salari attraverso un modello più equo e trasparente, capace di collegare retribuzioni, produttività e risultati reali;
• trasformare lo Stato da semplice erogatore di sussidi a vero attore economico, capace di sostenere imprese sane, innovazione e servizi pubblici essenziali senza alimentare dipendenze permanenti.
Accanto ai temi economici, il libro affronta anche una questione culturale più ampia: la crisi della fiducia. Fiducia nelle istituzioni, nel lavoro, nella mobilità sociale e nella possibilità di migliorare la propria condizione. Senza questa fiducia, ogni riforma — anche la migliore — resta incompleta.
Per questo “Vogliamo futuro” non propone soluzioni radicali o rivoluzioni astratte, ma un percorso di cambiamento graduale e realizzabile, pensato per una società europea contemporanea, complessa e pluralista. Una prospettiva che tiene insieme sostenibilità ambientale, diritti sociali e sviluppo economico, evitando sia il conservatorismo immobilista sia le semplificazioni ideologiche.
Conclusione
Vogliamo Futuro è un libro rivolto a chi sente che il dibattito pubblico si è impoverito, a chi cerca risposte concrete invece di appartenenze politiche, e a chi crede che giustizia sociale, pari opportunità e crescita economica non siano obiettivi in conflitto, ma parti della stessa sfida.
“Perché il futuro non è una promessa da raccontare: è una responsabilità da costruire”.
A cura di Marzia Lazzerini