C’è chi sogna di indossare il camice fin da bambino e chi, invece, arriva alla medicina dopo un percorso fatto di domande, paure superate e colpi di scena. Alessia Giusti, 26 anni, studentessa pratese alla fine del suo percorso accademico, si è raccontata ai microfoni di Storytime, offrendo uno sguardo profondo e sincero su cosa significhi davvero dedicare la propria giovinezza alla medicina.
Fin da piccola, Alessia ha sempre avvertito la spinta verso il prossimo. «Volevo fare il pompiere», ricorda sorridendo, evocando quel pizzico di adrenalina che ne caratterizza l’indole. Dopo aver accarezzato l’idea della psicologia e dell’ostetricia, è arrivata la scelta definitiva: medicina. Una decisione rallentata solo dall’apprensione per un percorso lungo e complesso, poi vinta da una riflessione decisiva: non ci si deve far fermare dal dubbio per non vivere di rimpianti.

Durante il percorso universitario, Alessia sente l’esigenza di condividere la sua esperienza sui social media.
L’obiettivo iniziale: rendere fruibile la medicina alle persone comuni, “traducendo” il burocratico medichese in un linguaggio semplice, rispondendo a dubbi frequenti e quotidiani.
L’evoluzione: con il tempo, i suoi profili social si sono trasformati in un vero e proprio diario personale.
Oggi Alessia affronta argomenti complessi: l’alienazione dello studio matto e disperatissimo, la scelta della futura specializzazione e la ricerca costante di un equilibrio psicofisico e personale.

Alla domanda su quale sia l’insegnamento più grande tratto da questi anni, la risposta non riguarda le nozioni sui libri, ma il valore del tempo.
«Il tirocinio a contatto con la sofferenza ti fa capire che molte cose sono futili. E il poco tempo libero che l’università ti lascia serve a selezionare le persone giuste: quelle con cui non guardi mai l’orologio.»
In questo viaggio fondamentale è stata la presenza delle “sue” persone: il compagno, Da oltre 10 anni al suo fianco, capace di calmarla e riportarla coi piedi per terra nei momenti di panico. La sorella e la famiglia, un supporto incondizionato che l’ha accompagnata persino agli esami più duri, ma anche gli amici sinceri, capaci di ascoltare ore di ripetizioni o semplicemente di comprendere le rinunce della vita sociale.

La laurea è ormai alle porte. Dopo un meritato mese di riposo e l’iscrizione all’Ordine dei Medici, Alessia muoverà i primi passi nella libera professione.
Nel suo orizzonte c’è anche una forte attrazione verso l’esperienza internazionale: avendo frequentato il liceo linguistico, vorrebbe tentare la specializzazione all’estero per mettersi nuovamente alla prova e non lasciare alcun conto in sospeso.
L’intervista restituisce il ritratto di una futura dottoressa consapevole, grata ed empatica, capace di ricordare a chiunque la ascolti che non serve correre ad ogni costo, ma bisogna prendersi il tempo giusto per capirsi e vivere appieno.
A cura di Federica Ragnini