Maria Rita Mottola è avvocato, mediatore civile professionale e amministratrice di sostegno. Tiene particolarmente a sottolineare che si occupa prima di tutto di persone, mettendo al centro del suo lavoro l’ascolto, la tutela e la ricerca di soluzioni concrete. Svolge la sua attività a Vercelli (VC) e Moncalvo (AT), in Piemonte.
“Sempre più spesso le persone si sentono in balia di una tempesta, sballottate tra burocrazia, mancate risposte e difficoltà di ogni genere. Non si tratta solo di una sensazione: tutto appare complicato, quasi come se vi fosse una sorta di ‘intelligenza malvagia’ che si diverte a complicare, per mero dispetto, anche le cose più semplici”, ci racconta l’avvocato Mottola.
“Cambiare questa realtà è difficile, ma non per questo si può lasciare andare o lasciarsi sopraffare. Una soluzione esiste: far rispettare i propri diritti, non i capricci o le voglie momentanee, ma quei diritti sanciti dalla Costituzione e scritti nel diritto naturale — dignità, lavoro, libertà di espressione, libertà di associazione, diritto ad avere una famiglia. Sembrano scontati, ma non lo sono; occorre salvaguardarli con la propria volontà di giustizia”.

La fragilità di ciascuno, resa più evidente da un mondo complesso e a tratti incomprensibile, può essere aggravata da situazioni contingenti: malattie, depressione, difficoltà economiche. In questi casi serve un aiuto, un supporto. E se i familiari possono offrire conforto, a volte occorre una tutela maggiore.
Per questo è stata ideata l’amministrazione di sostegno, una procedura aperta presso il Tribunale con la nomina di un amministratore — familiare o professionista — incaricato di curare gli interessi del beneficiario per il tempo necessario a superare i problemi, o anche per tutta la vita se la situazione è irreversibile. Il tutto sotto lo stretto controllo del Giudice Tutelare.
Nessuna compromissione dei diritti, che restano pieni, ma sostegno, aiuto, ascolto. La figura dell’amministratore di sostegno nasce nel 2004 con la norma che ne ha definito ruolo e funzioni.
Maria Rita Mottola è anche mediatore civile nell’ambito di contratti, eredità e molto altro. Ritiene importante ribadire il valore di questo strumento, che nel tempo ha perso forza mentre le sentenze sono diventate sempre più lontane, sia nei tempi sia negli esiti. La mediazione civile, invece, permette di trovare strumenti utili di risoluzione in tempi ragionevoli: il mediatore è un facilitatore, non un giudice.
Quando i problemi nascono da parenti avidi, vicini dispettosi o compagnie assicurative che non rispondono, la mediazione diventa lo strumento più efficace: accesso semplice, gestione snella, costi contenuti, celerità. Una stanza riservata dove poter esprimere tutto ciò che si desidera — tranne ingiurie e offese — e un esperto che guida le parti verso un accordo. Una composizione amichevole vale molto più di una sentenza, perché affronta la questione da tutti i punti di vista, non solo quelli giuridici.
Non bisogna lasciarsi abbattere né rinunciare a far valere le proprie ragioni. Il mondo può cambiare anche attraverso le piccole cose, nei rapporti quotidiani e nella consapevolezza che ogni persona ha un valore inestimabile, che deve essere riconosciuto e rispettato.
Maria Rita Mottola, con il suo lavoro quotidiano, contribuisce proprio a questo: restituire alle persone strumenti, sicurezza e dignità, affinché non si sentano più sole di fronte alla complessità.
A cura di Marzia Lazzerini