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Barbara Vistarini: pioniera tra maratona, arte e inclusione nello sport


Barbara Vistarini: pioniera tra maratona, arte e inclusione nello sport Immagine

Barbara Vistarini è un’ex cestista, maratoneta, istruttrice e tecnico di atleti di interesse nazionale. Ricopre inoltre il ruolo di responsabile e direttore tecnico della Scuola di Avviamento al Tennis Paralimpico presso il Tennis Forza e Costanza di Brescia ed è autrice del libro “Cuore di runner” (Serra Tarantola Editore), in cui racconta la sua vita tra sport e arte.

Il percorso sportivo

La sua storia nasce da un lungo percorso sportivo nella pallacanestro. Ha vissuto il sogno dell’agonismo, ma anche la consapevolezza che, per una donna, diventare professionista nello sport è spesso un percorso complesso. Nel mondo femminile, formazione, professionismo e vita personale raramente riescono a procedere insieme. A un certo punto, Barbara Vistarini ha scelto di lasciare il basket giocato per investire sulla propria formazione. Non si è trattato di una rinuncia, ma di un atto di responsabilità verso il proprio futuro.

Lavoro e inclusione

Oggi lavora nello sport per la disabilità, ambito in cui ha trovato la sua dimensione più autentica. In questo contesto contano le competenze tecniche, ma assumono un valore ancora maggiore l’empatia, l’ascolto e la sensibilità. Vistarini crede che l’approccio femminile, senza il bisogno di parlare di quote, possa essere una risorsa preziosa in un panorama così complesso. Portare l’attenzione alla persona prima ancora che alla performance è ciò che rende lo sport davvero inclusivo.

Progetti per lo sport femminile

Di recente ha avuto l’opportunità di partecipare a un tavolo progettuale, un’iniziativa promossa dal Comune di Brescia all’interno della Commissione Pari Opportunità, dal titolo “Roadmap per lo sport femminile a Brescia”. Il lavoro svolto in questo contesto si è concentrato su quattro parole chiave: equità, accesso, partecipazione e governance. Si tratta di elementi fondamentali per costruire un sistema sportivo realmente inclusivo, in cui le donne possano non solo partecipare come atlete, ma anche assumere ruoli di responsabilità e contribuire alla definizione delle politiche sportive. Questo impegno ha radici lungo tutto il suo percorso professionale, iniziato nel 2015 come dirigente e tecnico al Centro Universitario Sportivo di Brescia, con progetti importanti sull’atletica, l’inclusione e l’accessibilità.

L’arte come strumento terapeutico

Il suo percorso di vita e lavorativo ha avuto varie sfaccettature, tra cui l’attività nelle arti terapie. Nel 2017, durante una fase di profonda riflessione sulla propria carriera, ha deciso di dedicare parte della sua creatività e delle sue energie agli Spedali Civili di Brescia, presso il Reparto Multidisciplinare Breast Unit. In quella sede ha potuto realmente fare la differenza nella vita delle donne che affrontano la mastectomia o si trovano nella fase di diagnosi e cura del tumore al seno.

Questa scelta ha rappresentato non solo un impegno personale, ma anche un’opportunità per esplorare il potere terapeutico dell’arte in contesti di vulnerabilità. Attraverso un progetto intitolato “Io devo brillare”, ha portato l’arte contemporanea nei luoghi di cura, offrendo alle pazienti del reparto uno spazio sicuro in cui esplorare le proprie emozioni e ritrovare un senso di identità dopo un percorso difficile.

Inclusione nello sport Paralimpico

Questa esperienza agli Spedali Civili di Brescia ha riverberato anche sullo sport. Nel 2017, Vistarini ha costituito la sezione paralimpica dell’atletica leggera al Centro Universitario Sportivo di Brescia, consapevole di un bisogno reale sul territorio in merito all’inclusione: creare opportunità e formare nuovi talenti. Con la sua attività, ha offerto un contributo concreto per regalare un futuro allo sport paralimpico. La sfida più grande è stata resistere: nei ruoli tecnici e dirigenziali le donne sono ancora poche e spesso devono dimostrare qualcosa in più. Non si sente un’eccezione, ma una professionista che ha scelto di restare e di costruire.

Cambiare la cultura sportiva

In qualità di preparatrice atletica di atleti di interesse nazionale, Barbara Vistarini ritiene che cambiare una cultura radicata che tende ancora a considerare la donna come la parte più fragile dei sistemi lavorativi non sia semplice. Tuttavia, lo considera un processo possibile, e lo sport può diventare uno dei luoghi in cui questo cambiamento prende forma. I risultati ottenuti in 11 anni di lavoro con il braccio sportivo dell’Università di Brescia sono sotto gli occhi di tutti. Insieme al suo staff, ha sempre creduto nel valore del lavoro di squadra, costruendo un ambiente professionale capace di valorizzare le competenze di tutti.

Questo approccio ha portato risultati importanti sia per la squadra sia, soprattutto, per gli atleti con disabilità accompagnati nel loro percorso sportivo. Tra questi, due atleti sono oggi candidati alla nazionale giovanile Paralimpica FISPES, un traguardo che rappresenta non solo un risultato sportivo, ma anche la dimostrazione concreta di quanto investire nello sport inclusivo e nel lavoro di squadra possa generare opportunità reali, sotto la guida di una professionista donna.

La maratona e il progetto di Running Terapia

La maratona è stata la sua grande maestra. Vistarini afferma spesso che per lei è come una seconda mamma: una disciplina sportiva che insegna a resistere alla fatica e alla sofferenza morale. Oggi promuove sul territorio un progetto di Running Terapia. Attraverso una preparazione tecnica specifica e un lavoro mirato di ginnastica funzionale, il progetto accompagna atlete e atleti olimpici e paralimpici, ma anche chi si avvicina per la prima volta alla corsa, in un percorso graduale e consapevole.

L’obiettivo non è solo arrivare a correre, ma sentirsi pronti ad affrontare la propria vita con maggiore entusiasmo, salute e benessere. Perché la corsa, come insegna la maratona, non è solo performance: è equilibrio, ascolto e trasformazione.

Un nuovo libro

L’uscita del libro collettivo “No Label, Senza etichette”, edito dall’università LUISS Business School e dedicato alla leadership femminile, in cui Barbara Vistarini è inserita in una rosa di 20 donne eccellenti in ambito culturale e sportivo, rappresenta per lei un riconoscimento straordinario. Un’importante università italiana l’ha voluta come testimonianza per il suo contributo nello sport e nell’inclusione. Perché “senza etichette” significa proprio questo: non essere definita da un ruolo, ma dal valore che si porta.

“Se oggi dovessi definire il mio ruolo nello sport italiano con una sola frase, direi: sono una donna che ha scelto di restare, per costruire futuro.” 

Contatti

Sito web: www.barbaravistarini.it

Instagram: https://www.instagram.com/babivistasport

Scuola Atletica Paralimpica Fispes a Brescia, 2024/2025
Progetto Spedali Civili Brescia 2016/2018
Reparto Breast Unit. Progetto arti terapie, Spedali Civili Brescia, 2016/2017
Europei, altetica leggera, Roma, 2025. Gara 10mila su strada
Preparatrice atletica del tennista Paralimpico, Nazionale Fisdir, Massimo Mottura
Il libro “Cuore di runner”. 2023
Con l’azzura di atletica Paralimpica Arjola Dedaj
Preparatrice atletica italiana. Record italiano atletica paralimpica Fispes, Viola Miclini, 2025
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A cura di Spampinato Giusy M.Luisa
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