Le carte collezionabili non sono solo cartoncini con facce famose sopra: sono emozioni in 6×9 cm, piccole opere d’arte che scatenano litigi tra amici, aste da capogiro e urla da stadio quando peschi quella one of one!
Dicono che le carte collezionabili siano “solo un hobby”, ma poi li vedi tremare mentre aprono un pacchetto come se stessero disinnescando una bomba emozionale!
Cards Hub, in Via Monzermone 3F a Reggio Emilia, non vuole essere solo un negozio, ma un vero e proprio ritrovo per tutti gli appassionati, collezionisti ed anche per i curiosi che si chiedono: “Ma cosa ci trovano in quelle carte?”.
L’idea nasce da un amore viscerale per lo sport, con un occhio di riguardo per gli sport americani – quelli dove volano caschi, palloni e hot dog sugli spalti. Cards Hub non è un semplice negozio: è un rifugio per appassionati, un parco giochi per collezionisti, un luogo dove il fruscio di una bustina appena aperta vale più di mille parole.
Che siate un rookie alle prime armi o un veterano delle “hit”, qui siete nel posto giusto!

Pietro J. Bertuzzi e Vincenzo Prato Jr non sono solo soci in affari, ma una vera e propria coppia di fatto collezionistica!
Amici da una vita, legati da un amore folle per lo sport, per il collezionismo e — ammettiamolo — da una dipendenza piuttosto seria per le trading cards… roba da non riuscire a passare davanti a una bustina sigillata senza sentirla chiamare per nome! Sono sempre a caccia di pezzi rari e storie da collezionare, portando un tocco di stelle e strisce nel cuore dell’Europa.
Organizzano uno – massimo due – mega Break di Gruppo a settimana, come dei veri eventi sportivi, con data fissata in anticipo e precedenza assoluta alle nuove uscite (perché l’hype è sacro!). In queste occasioni, la live serale è assicurata: luci accese, carte pronte, dita incrociate. Fuori da questi appuntamenti, si va in diretta solo se ci sono Personal Break già acquistati entro le 16:00.
Cards Hubs è come Hogwarts, ma al posto delle bacchette ci sono carte rare, foil che brillano come incantesimi e una sana – anzi, inevitabile – ossessione per tutto ciò che è collezionabile. Chi ci entra per “solo un’occhiata”, finisce quasi sempre con un box sottobraccio, due chiacchiere in più e la promessa di tornare prestissimo.
A cura di Federica Ragnini

–