In un mondo frenetico in cui spesso la comunicazione si riduce a risposte veloci o automatismi emotivi, la parola rischia di perdere il suo valore più profondo. Ma quanto peso hanno, in realtà, le cose che diciamo a noi stessi e agli altri?
A questa ed altre domande risponde la Dott.ssa Laura Giuliani, psicologa e psicoterapeuta, ospite di Storytime. Nell’intervista, la Dottoressa presenta il suo saggio intitolato “Anziché dire così: le frasi che ci aiutano a crescere e a far crescere”, frutto di un lungo percorso personale e professionale durato circa 15 anni.

Il saggio della Dott.ssa Giuliani nasce innanzitutto da un’esigenza clinica, per divulgare le strategie e la sensibilità adottate quotidianamente con i suoi pazienti. Allo stesso tempo, rappresenta la realizzazione di un grande sogno personale.
Come raccontato con grande franchezza durante l’intervista, la psicoterapeuta ha affrontato in passato una carriera scolastica complessa. Nonostante in gioventù le fosse stato detto che “non ce l’avrebbe mai fatta nella vita”, è riuscita a superare quell’etichetta boicottante.
La pubblicazione del suo saggio si configura quindi come un invito a non lasciarsi condizionare dalle narrazioni altrui e a credere sempre nei propri desideri.

Secondo la prospettiva narrativa dello sviluppo della personalità, ciò che gli altri ci dicono finisce per sedimentare all’interno della nostra mente, trasformandosi nella voce con cui parliamo a noi stessi.
-Il peso del “non sono capace”: Ripetere continuamente a se stessi di non essere all’altezza rischia di diventare una profezia che si autoavvera. Diverso è invece l’approccio di chi riconosce una difficoltà ma sceglie di affrontarla con impegno.
-L’impatto sul corpo e sul cervello: L’uso della parola non ha risvolti solo emotivi o psicologici, ma influenza anche i nostri neurotrasmettitori e ormoni.
-Genitori e figli: Anche quando l’intenzione è positiva, frasi come “Bravo, ma potevi prendere di più” rischiano di trasmettere un messaggio di inadeguatezza, portando i giovani a sviluppare un perfezionismo patologico.

Durante l’intervista viene sottolineato quanto la comunicazione sia fondamentale anche all’interno delle relazioni di coppia e nel lavoro con le famiglie o le persone neurodivergenti, e come sostituire la dinamica dell’accusa (“Tu non fai mai niente per me”) con l’espressione dei propri bisogni ed emozioni (“Io mi sento in difficoltà”) permette di trasformare una discussione conflittuale in un momento di ascolto e cura reciproca.
Alla richiesta di riassumere il messaggio principale del suo libro, la Dott.ssa Giuliani richiama il valore del non giudizio e della gentilezza consapevole. Non è mai troppo tardi per modificare il nostro modo di comunicare. L’importante è iniziare a trattare se stessi e gli altri con empatia, partendo dai piccoli gesti di ogni giorno
A cura di Federica Ragnini