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Dal marketing globale al marketing territoriale: come Nicholas Vagliviello riscrive la comunicazione dei brand


Dal marketing globale al marketing territoriale: come Nicholas Vagliviello riscrive la comunicazione dei brand Immagine

Varese – Nel panorama contemporaneo, il marketing e la comunicazione si sono trasformati da semplici strumenti di vendita a veri e propri ponti relazionali tra aziende e persone. Di questa continua evoluzione ha parlato Nicholas Vagliviello, Marketing Manager e Direttore Sportivo, in una recente intervista per Storytime – Evoluzione Radio.

La curiosità per l’identità dei brand

Il suo percorso, nato nei primi anni 2000 unendo la passione per l’informatica e la fotografia allo studio della comunicazione, è guidato da una forte curiosità per la capacità dei grandi brand di imprimersi nell’immaginario collettivo, arrivando persino a sostituire nel linguaggio comune il nome del prodotto che vendono.

L’adattamento tra globale e locale

Con alle spalle esperienze che vanno da importanti realtà italiane come Autotorino fino a colossi internazionali, Nicholas individua nella capacità di adattamento la competenza oggi fondamentale. Lavorare per brand mondiali significa saper tradurre le direttive standardizzate delle case madri straniere calandole nel contesto locale. Una comunicazione che funziona in Corea o nel Regno Unito, o persino in mercati europei vicini come la Spagna e il Portogallo, deve essere necessariamente rimodellata per avere presa sul consumatore italiano.

Dalla vetrina aziendale alla community

Questo processo si inserisce in un cambiamento radicale rispetto al passato. Se agli inizi degli anni 2000 la comunicazione aziendale assomigliava a una vetrina unidirezionale, l’avvento dei social ha creato un flusso diretto e bidirezionale. Oggi il successo di un brand dipende dalla cura della propria community, dall’ascolto autentico dei feedback e dalla capacità di raccontare storie reali, mettendoci la faccia ed evitando risposte automatizzate.

Lo sport come palestra manageriale

Questo approccio umano ed empatico trova una perfetta spalla nella seconda vita di Nicholas, che da oltre vent’anni coltiva la passione per il calcio come allenatore, direttore sportivo e organizzatore di eventi. Lungi dall’essere un semplice passatempo, il mondo dello sport e il contatto con i ragazzi rappresentano per lui una straordinaria palestra manageriale. Comunicare con i bambini richiede infatti registri e sensibilità differenti, che si rivelano poi preziosi nel contesto aziendale per affinare la flessibilità e comprendere a fondo le dinamiche relazionali.

A cura di Federica Ragnini

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