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Dalla gestione dei numeri al benessere aziendale: l’integrazione della Mindfulness in azienda secondo Manola Marin


Dalla gestione dei numeri al benessere aziendale: l’integrazione della Mindfulness in azienda secondo Manola Marin Immagine

Nel panorama lavorativo odierno, caratterizzato da ritmi frenetici, iper-connessione e costante sovraccarico informativo, il tema della salute mentale e della gestione dello stress sta assumendo un ruolo sempre più rilevante nelle strategie organizzative.

Durante una recente intervista per Storytime, Manola Marin, insegnante di Mindfulness e pratiche energetiche, ha raccontato il suo percorso e la sua visione sull’integrazione di queste discipline all’interno del mondo aziendale.

Un background solido: dai numeri alla consapevolezza

La prospettiva di Manola Marin è particolarmente incisiva grazie al suo percorso professionale che si è sviluppato in oltre venticinque anni di esperienza come Financial Controller in realtà industriali e di servizi. Budget, business plan, scadenze e dinamiche organizzative fanno quindi parte di un mondo che conosce direttamente e che le permette di confrontarsi ai diversi livelli del panorama aziendale.

Parallelamente alla sua carriera in azienda, ha intrapreso un percorso di crescita personale durato oltre un decennio formandosi in Naturopatia, Reiki e certificandosi come trainer per il protocollo MBSR (Mindfulness-Based Stress Reduction), uno dei programmi scientificamente più accreditati per la riduzione dello stress. L’incontro fra questi due percorsi ha fatto nascere una visione: portare la Mindfulness e le pratiche energetiche in azienda per valorizzare la consapevolezza come competenza strategica capace di migliorare la qualità del lavoro e del benessere organizzativo.

Lo stress in azienda: costi economici e organizzativi

Secondo i dati 2025 diffusi dall’Agenzia Europea per la sicurezza e la salute sul lavoro, il 29% dei lavoratori dell’UE soffre di stress, depressione o ansia, causati o peggiorati dal lavoro; il 40% dei lavoratori riferisce di essere sottoposto a forti pressioni in termini di tempo; un lavoratore su tre ritiene che i propri sforzi passino inosservati e quasi il 30% lamenta una comunicazione o cooperazione inadeguate. Per le aziende italiane, questo si traduce in poco meno di 90mld di euro/anno per problematiche di stress e burnout (indagine condotta dalla piattaforma di terapia online Unobravo).

Carichi eccessivi, scarsa autonomia, insicurezza lavorativa e ambienti organizzativi problematici sono riconosciuti tra i fattori che possono mettere a rischio la salute mentale sul lavoro. La Mindfulness e le pratiche energetiche non possono sostituire gli interventi necessari sull’organizzazione del lavoro, ma possono rappresentare uno degli strumenti attraverso cui allenare competenze strategiche. La distrazione sul lavoro, infatti, non si può più considerare soltanto un limite individuale, ma un tema a forte impatto organizzativo che incide sul clima e sui risultati aziendali contribuendo a fenomeni come assenteismo, burnout, presentismo, turnover.

I benefici misurabili della Mindfulness sul lavoro

Ritmi elevati, notifiche, scadenze, riunioni ed un flusso di informazioni costantemente in arrivo rendono sempre più impegnativo riuscire a mantenere il focus di attenzione e la lucidità di decisione. Negli ultimi anni, numerosi studi hanno analizzato gli interventi basati sulla Mindfulness nei contesti lavorativi, riportando risultati promettenti in diverse aree: engagement dei dipendenti, redditività operativa, assenteismo/turnover, valutazione da parte dei clienti. In questo senso, un intervento di wellbeing per i dipendenti va inteso come un investimento per allenare le competenze che le persone porteranno nel loro lavoro: presenza e interdipendenza, variabili invisibili che incidono su capacità concrete come lucidità e discernimento nelle decisioni, ascolto attivo, creatività, collaborazione, qualità del lavoro0.

Il valore di stare nel presente

Di fronte alla crescente frammentazione dell’attenzione, la capacità di rimanere lucidi e focalizzati è una competenza strategica importante. Imparare a non agire sull’onda dell’impulso emotivo consente di affrontare la complessità aziendale attraverso decisioni più creative e ponderate, un approccio efficace al problem solving, una diversa qualità dell’attenzione, una maggiore capacità di auto-regolazione, un modo più consapevole di stare dentro le pressioni quotidiane.

Dall’integrazione tra esperienza aziendale e Mindfulness, nasce il progetto di Manola Marin rivolto ad aziende, team ed organizzazioni attraverso workshop introduttivi, progetti pilota e percorsi strutturati, costruiti a partire dalle caratteristiche e dalle esigenze delle singole realtà.

A cura di Federica Ragnini

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