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Flessibilità Metabolica e periodizzazione: la nuova frontiera della performance sportiva con la Dott.ssa Lara Brignoli


Flessibilità Metabolica e periodizzazione: la nuova frontiera della performance sportiva con la Dott.ssa Lara Brignoli Immagine

Nel mondo dello sport amatoriale, per anni abbiamo seguito una regola ferrea: “mangia sano e sii costante”. Eppure, molti atleti si trovano di fronte a un paradosso: nonostante una dieta pulita e allenamenti regolari, la composizione corporea non migliora e la performance stalla.

Il motivo? Il corpo è diventato “pigro” dal punto di vista energetico. La soluzione non è mangiare meno, ma insegnare all’organismo la flessibilità metabolica attraverso la periodizzazione nutrizionale.

Cos’è la Flessibilità Metabolica?

La flessibilità metabolica è la capacità del nostro corpo di passare in modo efficiente da una fonte energetica all’altra. Immaginate il vostro metabolismo come un motore ibrido: dovrebbe essere in grado di bruciare carboidrati quando serve potenza (scatti, salite, esercizi ad alta intensità) e grassi quando serve autonomia (fondo, recupero, esercizi a bassa intensità).

L’atleta “inflessibile” è colui che dipende esclusivamente dagli zuccheri. Quando le scorte di glicogeno si esauriscono, il motore si spegne, portando alla “crisi energetica”. Al contrario, un atleta metabolicamente flessibile sa attingere alle riserve lipidiche – idealmente illimitate – preservando il prezioso glicogeno per i momenti decisivi.

La Strategia: Fuel for the Work Required

Come si allena questa capacità? Non con una dieta sempre uguale, ma attraverso la periodizzazione. Il concetto moderno è “Fuel for the work required” (carburante per il lavoro richiesto).

Mangiare le stesse quantità di macronutrienti ogni giorno, indipendentemente dal carico di allenamento, è un errore strategico. La periodizzazione prevede di alternare la disponibilità di carboidrati: sessioni “High Carb” per massimizzare la prestazione e sessioni “Low Carb” (e leggero aumento di grassi “buoni”) per costringere le cellule a ottimizzare l’ossidazione dei grassi e l’efficienza mitocondriale.

Oltre la bilancia: il ruolo della valutazione corporea

Per implementare una strategia di periodizzazione, evitando di perdere massa muscolare, non ci si può affidare alla sola bilancia. Il peso corporeo è un dato troppo vago: non distingue le componenti corporee, come acqua, grasso e muscolo.

Qui entra in gioco l’antropometria standardizzata (metodo ISAK: International Society for the Advancement of Kinanthropometry). Attraverso la misurazione scientifica di pliche cutanee, diametri ossei e circonferenze, il professionista può mappare l’architettura del corpo dell’atleta.

Questa valutazione permette di capire se la strategia alimentare adottata e la periodizzazione sta funzionando: l’obiettivo è una riduzione della massa grassa (miglioramento del rapporto peso/potenza) mantenendo o incrementando la massa magra. Senza questi dati, si sta navigando a vista; con il metodo ISAK, si ha una bussola precisa per adattare la “flessibilità metabolica” alle caratteristiche del singolo individuo: questa è l’importanza della personalizzazione nutrizionale.

Sfatare il mito della “Dieta”

Uno dei più grandi ostacoli alla flessibilità metabolica è la demonizzazione dei carboidrati o, al contrario, un loro costante eccesso.

  1. L’errore del Low-Carb cronico: Porta a un calo del testosterone, aumento del cortisolo e perdita di potenza esplosiva.
  2. L’errore del High-Carb costante: Impedisce l’adattamento metabolico all’uso dei grassi, rendendo l’atleta dipendente da gel, sport drinks e zuccheri durante l’attività.

La vera evoluzione sta nella programmazione funzionale.

3 passi per iniziare il Cambiamento

Per chi vuole trasformare il proprio approccio nutrizionale, il percorso si articola in tre fasi:

  1. Analisi della Composizione Corporea: effettuare una valutazione ISAK per stabilire il punto di partenza oggettivo e i reali fabbisogni strutturali.
  2. Periodizzazione dei Nutrienti: imparare a ruotare l’assunzione di carboidrati in base all’intensità del calendario di allenamento.
  3. Monitoraggio dell’adattamento: valutare non solo la performance espressa in allenamento, ma la qualità del recupero e i cambiamenti della plicometria nel tempo.

I Supplementi: potenziare la periodizzazione con razionalità

L’integrazione non è una formula magica, ma uno strumento che può aiutare a supportare alcuni atleti in allenamento. La base alimentare deve essere consolidata e solida e, solo in seguito, alcuni supplementi supportati da evidenze scientifiche possono ottimizzare il risultato:

  • Creatina Monoidrato: probabilmente l’integratore più studiato al mondo. Non serve solo ad aumentare il volume muscolare, ma anche a migliorare l’espressione di forza e potenza durante sforzi ripetuti e intensi. È utile nelle fasi di carico, ma anche nel recupero neuromuscolare e per le funzioni cognitive.
  • Caffeina: un potente aiuto ergogenico che riduce la percezione della fatica e supporta l’attivazione neuromuscolare in allenamento. Ideale prima di sessioni intense per massimizzare l’utilizzo del glicogeno muscolare, ma soprattutto migliorare la concentrazione, i tempi di reazione e la lucidità mentale.
  • Beta-Alanina: agisce come tampone per l’acidità intra-muscolare (acido lattico). È l’alleata perfetta per chi pratica sport con sforzi massimali tra i 60 e i 240 secondi, permettendo di stare sotto sforzo più a lungo.
  • Ciclodestrine: rappresentano una delle principali scelte di fonte di carboidrati intra-workout. Rispetto alle maltodestrine, grazie alla loro struttura molecolare, garantiscono uno svuotamento gastrico rapido e un rilascio costante di energia senza picchi insulinici o problemi gastrointestinali.
  • Whey Protein (Proteine del siero del latte): lo strumento più pratico per raggiungere il target proteico quotidiano, quando il fabbisogno dell’atleta è molto elevato per esercizi frequenti e ripetuti a breve distanza tra loro, ad alta intensità e volume. È fondamentale per la riparazione dei tessuti danneggiati, nelle finestre di recupero post-allenamento, soprattutto se incentrato su espressione di forza-potenza (es: pesi, sprint, esercizi ad alto carico-intensità).

Un approccio integrato

La nutrizione sportiva moderna non si basa su alimenti magici o integratori, ma è un sistema per rendere dinamico, resiliente e flessibile il nostro metabolismo ; la periodizzazione detta il ritmo, la Valutazione corporea ISAK monitora i progressi e la supplementazione mirata può fornire i dettagli necessari per ottimizzare la performance. Insegnare al corpo a gestire l’energia in modo intelligente è il miglior investimento che un atleta possa fare, trasformando l’alimentazione da semplice necessità a un potente alleato della performance.

Questo è l’approccio usato dalla Dott.ssa Lara Brignoli, dietista specializzata in nutrizione sportiva. Attraverso percorsi nutrizionali personalizzati, pratici e sostenibili, aiuta il paziente a migliorare la propria alimentazione. Riceve a Bergamo e provincia su appuntamento.

A cura di Spampinato Giusy M.Luisa

Sito web: https://dietistalarabrignoli.wordpress.com/

LinkedIn: https://www.linkedin.com/in/lara-brignoli-9110502a2

Instagram: https://www.instagram.com/larabrignoli_dietista

 

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