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Formazione finanziata, sicurezza e wellbeing: la ricetta strategica per le imprese secondo Giuseppe Sorrentino 


Formazione finanziata, sicurezza e wellbeing: la ricetta strategica per le imprese secondo Giuseppe Sorrentino  Immagine

Pomigliano d’Arco – Nel panorama aziendale contemporaneo, la formazione e la sicurezza sul lavoro vengono ancora troppo spesso percepite come meri adempimenti burocratici o, peggio, come costi inevitabili. A ribaltare completamente questa prospettiva è Giuseppe Sorrentino, Training Manager di TSC, intervenuto ai microfoni di Storytime – Evoluzione Radio per spiegare come trasformare questi obblighi in vere e proprie leve strategiche di crescita.

La formazione finanziata: un’opportunità per le PMI

Il focus principale dell’attività di TSC consiste nella consulenza e nella progettazione di percorsi formativi su misura per le imprese, con un forte accento sull’addestramento, lo sviluppo delle competenze e la sicurezza.

Il vero valore aggiunto risiede nella capacità di rendere questa formazione a costo zero attraverso la formazione finanziata. Come spiegato da Sorrentino, si tratta di un’opportunità ancora poco conosciuta, soprattutto dalle micro e piccole imprese . Strumenti strutturali come i fondi interprofessionali permettono infatti di recuperare l’accantonamento dei contributi già versati all’INPS per destinarli alla crescita dei lavoratori. In questo modo, l’azienda può assolvere ai propri obblighi e colmare il proprio fabbisogno formativo senza intaccare il budget.

Sicurezza sul lavoro: oltre la teoria, serve un cambio di mentalità

Con circa 1.000 morti all’anno, a cui si aggiungono infortuni e malattie professionali, la sicurezza sul lavoro in Italia rimane un’emergenza drammatica. Secondo l’esperto di TSC, il problema non è di natura normativa – dato che le leggi non mancano – bensì risiede nelle abitudini sbagliate perpetuate nel tempo e nella scarsa percezione del rischio reale
Mentre le grandi realtà aziendali si stanno già muovendo verso una formazione più pratica, individualista e settoriale che coinvolge direttamente dirigenti e figure apicali, l’obiettivo dei consulenti deve essere quello di traghettare anche le piccole e micro imprese verso questa nuova sensibilità

Dal welfare al wellbeing: il benessere del lavoratore al centro

Un passaggio chiave dell’intervista ha riguardato il concetto di wellbeing (benessere), da non confondere con il classico welfare aziendale, che ha una natura prevalentemente economica. Il Wellbeing mira alla salute fisica e mentale del dipendente a 360° e ha un legame diretto con la sicurezza.

Un lavoratore sovraccarico, stressato o in condizioni psicofisiche non ottimali è un lavoratore molto più incline all’errore . Al contrario, investire nel benessere emotivo e fisico genera un circolo virtuoso: “Un lavoratore che sta bene fisicamente e mentalmente sarà un lavoratore più presente, più attento e che renderà di più”  Un dipendente formato e tutelato cessa di essere un costo e diventa il più importante degli investimenti

In conclusione, Giuseppe Sorrentino lancia un messaggio chiaro e inciso a tutto il tessuto imprenditoriale: la sinergia tra formazione finanziata, sicurezza sul lavoro e wellbeing è la chiave per costruire aziende non solo in regola con la legge, ma decisamente più efficaci, efficienti e sicure.

A cura di Federica Ragnini

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