Dire cosa fa “di lavoro” non è immediato, perché la storia professionale di Manuela Atzedi è sempre stata in continua evoluzione. Ha iniziato giovanissima in una grande azienda, nel ruolo sicuro della dipendente con il posto fisso, per poi arrivare a diventare project manager nel mondo digitale e, infine, imprenditrice sul territorio con un format nuovo nel panorama italiano: un’Agenzia di Regali, a Torino, che mette insieme competenze online e relazione dal vivo.
Per anni la sua quotidianità è stata quella di chi lavora in una grande azienda: gestire progetti, scadenze e attività senza concrete possibilità di crescita e sviluppo personale. Ma la stabilità che all’inizio sembrava una conquista, con il tempo ha iniziato a starle stretta, fino alla sensazione di essere “un leone in gabbia” dentro una struttura in cui non riusciva a esprimere tutto il proprio potenziale.
La svolta freelance: fractional project manager
Da qui la decisione di aprire la partita IVA e investire in formazione mirata: marketing, vendite, copywriting, gestione dei progetti. Nasce così la prima versione di Manuela libera professionista: una project manager che aiuta le aziende a gestire i propri processi, dall’area commerciale al marketing, fino all’organizzazione del lavoro, con uno sguardo trasversale su più reparti.
Col passare del tempo, il suo ruolo si fa sempre più ibrido. Manuela non si limita a distribuire task o a controllare che le attività vengano completate, ma entra nel merito delle scelte, partecipa alla definizione delle strategie, contribuisce in prima persona alle attività operative. Per lavorare così servono competenze che toccano più ambiti e la capacità di collegare tra loro persone, dati, obiettivi. È in questo spazio che affina una caratteristica chiave: vedere il progetto nel suo insieme, senza perdere di vista i dettagli.
Cliente di se stessa: il salto verso un progetto tutto suo
Dopo anni spesi a far crescere i progetti degli altri, arriva però una domanda inevitabile: se tutte queste competenze le usassi per un’idea mia?
Manuela non ama definirsi semplicemente “capo di se stessa”, preferisce dire che è diventata “cliente di se stessa”: ha scelto di trattare il proprio progetto come tratterebbe quello di un’azienda, mettendo sul tavolo organizzazione, pianificazione e capacità di prendere decisioni ponderate avendo a disposizione budget limitati.

La Candela dei Desideri: quando il digitale incontra il fisico
Così nasce La Candela dei Desideri, un’agenzia di regali che porta nel fisico tutto ciò che ha imparato nel digitale. All’interno del negozio ogni oggetto può essere personalizzato: ricamo, stampa, incisione permettono di trasformare un regalo in qualcosa che racconta davvero chi lo riceve — e rende speciale anche chi lo sceglie.
Uno degli elementi simbolici del format è il pozzo dei desideri, un angolo fisico in cui le persone possono lasciare la propria lista di regali. È una risposta a quella scena tipica in cui, alla domanda “cosa vorresti?”, la risposta è un imbarazzato “niente”. In realtà i desideri ci sono, ma non sempre è facile dichiararli.
Un ponte tra online e territorio
Accanto al servizio per i clienti finali, il progetto ha una forte vocazione territoriale: La Candela dei Desideri è pensata come punto di connessione con artigiani e business locali, grazie a gift card spendibili presso attività del territorio e prodotti di chi crea pezzi unici in modo artigianale.
Molte di queste realtà fanno fatica a promuoversi online — budget limitati, tempo scarso, marketing digitale complesso. Qui torna in gioco l’esperienza di Manuela: attraverso il negozio, il sito e i social, vuole aiutarle a emergere e raggiungere nuove persone.
Il filo conduttore che attraversa tutto è sempre lo stesso: trasformare un’idea in qualcosa di concreto, che funzioni davvero per le persone a cui è destinato.
A cura di Marzia Lazzerini