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La Casa delle Meraviglie e l’incanto del Floopabosc: un’oasi educativa nella natura bergamasca


La Casa delle Meraviglie e l’incanto del Floopabosc: un’oasi educativa nella natura bergamasca Immagine

Un’oasi educativa nel territorio di Grignano

Nel suggestivo scenario di Grignano, frazione di Brembate in provincia di Bergamo, la Casa delle Meraviglie APS rappresenta un’oasi di pedagogia attiva che si discosta dai modelli educativi tradizionali per abbracciare la filosofia dell’apprendimento all’aria aperta. Il progetto è nato dalla visione di Alice Carminati, la quale, dopo un’esperienza decennale in una scuola dell’infanzia tradizionale, ha avvertito l’esigenza di rispondere ai bisogni motori ed esperienziali dei bambini, spesso limitati da spazi chiusi e attività troppo sedentarie. Negli ultimi cinque anni, questa realtà si è evoluta trasformando il territorio in un’aula senza pareti dove l’infanzia può riappropriarsi dei suoi ritmi naturali e della sua innata curiosità.

La distinzione tra i servizi educativi

È fondamentale distinguere le due diverse anime che compongono questa realtà per comprenderne appieno l’offerta. La Casa delle Meraviglie è una vera e propria scuola nel bosco rivolta alla fascia d’età tra i due e i sei anni, attiva stabilmente dal lunedì al venerdì, dalle 7:30 alle 17:00. Giunto al suo secondo anno di attività nel ciclo 2025-2026, questo servizio conta già quaranta iscritti e una significativa lista d’attesa. Il Floopabosc, invece, costituisce il ramo dedicato ai periodi di chiusura scolastica, offrendo camp invernali, pasquali ed estivi, oltre a laboratori del fine settimana e feste di compleanno che coinvolgono anche i bambini della scuola primaria.

I pilastri: Comunità Educante ed Educazione Emozionale

La visione di Alice Carminati si fonda su due principi cardine emersi durante il suo percorso professionale: la comunità educante e il progetto di educazione emozionale. Con comunità educante si intende un rapporto di totale apertura e scambio tra scuola e famiglia, evitando chiusure reciproche per creare una rete sociale autentica. L’educazione emozionale è invece una strategia quotidiana volta a insegnare ai bambini la percezione di sé e degli altri, mettendo l’empatia al centro. Attraverso pratiche come la meditazione e il respiro, i piccoli imparano a riconoscere le emozioni forti (come la rabbia) e a incanalarle costruttivamente, ad esempio correndo o parlando con calma, anziché reagire impulsivamente.

Metodologia esperienziale: imparare facendo

La progettazione didattica, che quest’anno ha approfondito temi come la biodiversità e lo spazio, rifiuta la lezione frontale o l’uso di schede precompilate. L’apprendimento segue un approccio ludico e pratico: per studiare i pianeti, i bambini non si limitano a colorare disegni, ma guardano documentari, leggono libri e costruiscono grandi astronavi di cartone. Questo metodo permette di integrare spontaneamente diverse discipline, come la matematica e le scienze, rendendo l’ambiente naturale la più stimolante delle scuole possibili.

A cura di Federica Ragnini

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