La cura della cavità orale non rappresenta soltanto un intervento di natura estetica o localizzata, ma costituisce un tassello fondamentale per la salute dell’intero organismo. Nell’intervista rilasciata ai microfoni di Storytime, la Dott.ssa Lidia Cavallaro, odontoiatra e titolare dell’omonimo studio dentale a Genova, illustra la profonda connessione esistente tra il cavo orale, la prevenzione clinica e l’impatto psicologico e sociale della professione medica.

Il percorso professionale della Dott.ssa Cavallaro trae origine da una solida tradizione familiare legata al mondo della medicina e dell’odontotecnica. Cresciuta in un ambiente stimolante dove la cura della persona è sempre stata al centro dell’attenzione, ha trasformato la vocazione per l’ascolto e la medicina in un impegno quotidiano rivolto al benessere dei propri pazienti. Per l’odontoiatra genovese, la vera misura del successo non si esprime in numeri o traguardi commerciali, ma nella capacità di offrire una presa in carico completa e attenta della persona.
Uno degli aspetti più rilevanti emersi durante il colloquio riguarda la capacità dell’odontoiatra di individuare precocemente patologie che interessano organi e apparati ben più ampi della sola bocca. Un’osservazione attenta dello smalto dentale e dei tessuti molli permette infatti di riscontrare i primi segni di disturbi del comportamento alimentare, come la bulimia e l’anoressia nelle pazienti più giovani, oppure manifestazioni legate al reflusso gastroesofageo o all’ernia iatale. Allo stesso modo, il cavo orale può mostrare lesioni spia di infezioni virali, tra cui il papilloma virus, o fasi iniziali di neoplasie, consentendo un tempestivo reindirizzamento del paziente verso percorsi specialistici dedicati.

Particolare risalto viene dato alla parodontite, una patologia infiammatoria del parodonto che funge da vera e propria porta d’ingresso tra lo stato di salute orale e quello generale. Campanelli d’allarme spesso sottovalutati, come il sanguinamento gengivale, il gonfiore o l’alitosi, devono spingere a valutazioni immediate. La parodontite presenta infatti una forte correlazione bidirezionale con il diabete: se da un lato i soggetti diabetici manifestano una maggiore predisposizione all’infiammazione parodontale, dall’altro l’infezione gengivale trascurata può alterare il controllo della glicemia nei soggetti sani. Si aggiungono poi i rischi legati alla dispersione batterica nel flusso sanguigno, in grado di aggravare complicanze cardiovascolari o di influenzare negativamente la gravidanza, incrementando la probabilità di nascite pretermine o di bambini sottopeso.
L’evoluzione della disciplina odontoiatrica sfrutta oggi le opportunità offerte dal digitale per migliorare il monitoraggio e la prevenzione. L’utilizzo di strumenti di screening a distanza, quali videoconsulenze e sistemi di monitoraggio connessi allo smartphone, garantisce un affiancamento costante anche a pazienti con mobilità ridotta o disabilità. L’impiego di queste tecnologie permette di mantenere un contatto continuativo tra studio e paziente, integrando le tradizionali visite periodiche con l’igienista dentale e l’odontoiatra.

Nell’approccio clinico esposto dalla Dott.ssa Cavallaro, la salute rappresenta il presupposto imprescindibile per qualsiasi intervento estetico. Gengive e elementi dentali sani costituiscono la base su cui lavorare per restituire l’armonia del sorriso. L’intervento estetico assume quindi un valore che trascende l’aspetto puramente visivo, trasformandosi in uno strumento di supporto psicologico. Recuperare la piena funzionalità masticatoria e l’estetica del volto restituisce dignità e sicurezza nei rapporti interpersonali, influendo positivamente sull’autostima della persona.

L’etica professionale dell’odontoiatra trova piena espressione nel lavoro svolto a favore dei pazienti fragili e con disabilità. Una quota significativa dell’attività professionale viene dedicata a percorsi di supporto per pazienti oncologici e famiglie seguite presso strutture pediatriche del territorio. L’assistenza rivolta alle persone fragili insegna a restituire il giusto valore a gesti fondamentali come mangiare e sorridere in tranquillità, confermando come la medicina debba unire il rigore scientifico a un profondo senso di empatia e accoglienza umana.
A cura di Federica Ragnini