Dietro ogni grande passione artistica si nasconde un percorso fatto di curiosità, sacrifici e incontri fondamentali. La storia della pianista classica Ester Snider ne è una testimonianza tangibile. Ospite degli studi milanesi di Storytime, l’artista ha ripercorso le tappe chiave della sua carriera musicale e progettuale, offrendo uno sguardo stimolante su cosa significhi vivere di musica classica nel contesto contemporaneo.
L’avvicinamento al pianoforte avviene quasi per gioco durante l’infanzia, grazie alla presenza dello strumento in casa. La spinta decisiva arriva dall’intuito della famiglia e dalla guida di insegnanti appassionate a Domodossola, che la accompagnano verso l’ingresso al Conservatorio di Milano. Qui, sotto la guida di maestri di rilievo, affina il percorso esecutivo e performativo, approfondendo al contempo la didattica della musica.
Il percorso professionale si arricchisce ulteriormente con l’ambito della danza. L’esperienza come accompagnatrice pianistica la porta infatti a lavorare in istituzioni prestigiose come il Liceo Coreutico di Busto Arsizio e la Scuola di Ballo dell’Accademia del Teatro alla Scala, confermando l’importanza di una gavetta solida e versatile.
Oltre all’attività esecutiva e didattica, Ester Snider ha dato vita insieme al flautista Marco Rainelli all’Associazione Musicale Fauré. Nata con lo scopo di strutturare iniziative di spessore nella provincia del Verbano-Cusio-Ossola, l’associazione è riuscita a creare un ponte tra musica e luoghi di interesse naturalistico, storico e sociale.

Le rassegne promosse spaziano dai concerti estivi nelle Valli Ossolane fino ad appuntamenti culturali nei comuni del Lago Maggiore e del Lago d’Orta. Tra le iniziative più emblematiche spicca la rassegna La Biblioteca Si Nota, concepita per trasformare la biblioteca civica di Omegna in un centro vivo di promozione culturale.
La gestione di un’associazione musicale porta con sé diverse sfide artistiche e organizzative, dalla ricerca di amministratori illuminati fino alla composizione di programmi variegati. L’obiettivo rimane sempre quello di bilanciare la presenza di artisti affermati con la valorizzazione di giovani talenti emergenti del territorio.

Per Ester Snider, ogni programma concertistico deve saper raccontare una storia al pubblico. Che si tratti di riscoprire grandi figure musicali come Astor Piazzolla, di esplorare particolari repertori come quello francese per flauto e pianoforte tra Otto e Novecento, o di affrontare tematiche come la presenza femminile nella storia della musica, il filo conduttore resta la qualità dell’intreccio narrativo ed emotivo.
Guardando al futuro, tra rassegne consolidate, concerti in Svizzera e nuove collaborazioni, l’impegno verso la musica non accenna a fermarsi. A chi desidera intraprendere questa strada, la pianista rivolge un invito chiaro: la musica richiede impegno e fatica, ma sa ripagare ogni sforzo con una gioia immensa, ancor più grande quando condivisa con il pubblico e con altri artisti.
A cura di Federica Ragnini