Nel dinamico scenario della trasformazione digitale, la voce di Francesco Fegatelli – IT Innovation Manager – si distingue per un pragmatismo che va controtendenza rispetto agli entusiasmi tecnici fini a se stessi.
Al centro del suo lavoro non c’è solo l’integrazione di IT, automazione e intelligenza artificiale, ma la convinzione profonda che la tecnologia sia un amplificatore, non un punto di partenza. Per Francesco, l’innovazione non è un interruttore che si accende acquistando l’ultimo software sul mercato, ma il risultato di un delicato equilibrio tra rigore organizzativo e valorizzazione del talento umano.
Il concetto cardine che guida la sua attività è la cosiddetta process readiness. Francesco sostiene con forza che l’intelligenza artificiale non possiede una capacità intrinseca di creare valore: essa funziona esclusivamente quando atterra su un terreno fertile. Un’organizzazione matura è quella che ha già messo in ordine i propri flussi, che dispone di dati affidabili e che ha definito responsabilità chiare. Senza questa base logica, automatizzare un processo inefficiente significa soltanto accelerare l’errore. Per Francesco, l’innovazione autentica inizia quindi dal “dietro le quinte”, sistemando i meccanismi aziendali prima di affidarli alla velocità del silicio.
Tuttavia, questa attenzione alla precisione dei dati non deve trarre in inganno: la visione di Fegatelli è profondamente antropocentrica. In un’epoca dominata dal timore della sostituzione, lui promuove una direzione inversa, dove la tecnologia è progettata per potenziare l’individuo anziché escluderlo. L’intelligenza artificiale diventa così uno strumento a supporto del giudizio umano, una risorsa capace di rendere le aziende organismi dinamici, in grado di apprendere dai propri errori e di migliorare nel tempo. In questo contesto, l’AI non decide, ma abilita le persone a prendere decisioni migliori.
Questa prospettiva apre inevitabilmente un capitolo fondamentale sul tema delle competenze. Francesco sta dedicando una parte significativa della sua ricerca all’apprendimento continuo, esplorando come debba evolvere la formazione in un mondo dove la conoscenza tecnica ha un’obsolescenza rapidissima. Non si tratta solo di acquisire nuove hard skills, ma di ripensare il modo stesso in cui impariamo e collaboriamo con le macchine.
Per Francesco Fegatelli, la vera sfida dell’innovazione è proprio questa: coltivare una cultura aziendale dove la tecnologia sia il motore, ma il cuore resti indissolubilmente umano.
A cura di Federica Ragnini