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“Persone che si prendono cura di persone”: le RSA presìdi di valore umano, professionale e sociale


“Persone che si prendono cura di persone”: le RSA presìdi di valore umano, professionale e sociale Immagine

RSA: un pregiudizio da sfatare

Quando si parla di RSA, si tende, ancora oggi, a immaginare luoghi di ricovero, spesso associati all’idea dell’abbandono e troppo raramente si pone l’accento sulle persone che ogni giorno lavorano al loro interno”, ci spiega Paola Garbella, Direttrice di RSA presso la Fondazione Cerino Zegna Impresa Sociale di Biella “Eppure, sono proprio le persone – con la loro professionalità, dedizione, competenza e umanità – a rendere le Residenze Sanitarie Assistenziali dei veri e propri presìdi sociali, oltre che sanitari. Le RSA sono fatte di donne e uomini che si prendono cura di altri esseri umani, spesso fragili, spesso dimenticati, ma sempre portatori di storia, dignità e bisogni complessi”.

RSA: motori occupazionali territoriali

Nella percezione comune, le RSA sono ancora viste prevalentemente come luoghi di ricovero per anziani, spesso associate a situazioni di cronicità o fine vita.

L’attenzione tende a concentrarsi quasi esclusivamente sull’utenza, trascurando invece il fatto che queste strutture sono anche luoghi in cui ogni giorno operano decine di professionisti. Dietro le quinte – o meglio, dentro le mura – si trovano vere e proprie aziende, complesse e strutturate, con un’importante incidenza economica e occupazionale sul territorio.

In un momento storico in cui si parla molto di lavoro di qualità e impatto sociale, è importante riconoscere che le RSA garantiscono occupazione stabile a centinaia di professionisti, in particolare nei paesi, dove possono rappresentare una realtà occupazionale stabile per la comunità locale.

DETTAGLIO della CRESCITA OCCUPAZIONALE di CERINO ZEGNA 2022-2024

Infermieri, operatori sociosanitari, fisioterapisti, medici, educatori, psicologi, animatori: l’elenco delle figure specialistiche coinvolte è ampio e richiede un livello di competenza elevato, aggiornato, multidisciplinare.

Lavorare in RSA non è un ripiego: è una scelta professionale significativa, che mette al centro il valore della relazione, della responsabilità, dell’etica e della competenza tecnica”, sottolinea Paola Garbella.

RSA: un’opportunità di integrazione

C’è un altro aspetto, spesso poco raccontato, ma estremamente attuale: le RSA rappresentano luoghi di forte integrazione culturale e professionale; in molte strutture, soprattutto nelle regioni del Nord, lavora personale proveniente da diversi Paesi del mondo. È una ricchezza che si manifesta nella quotidianità del lavoro di équipe, nello scambio di saperi e nelle relazioni con gli ospiti e le famiglie.

DETTAGLIO dell’AUMENTO % dell’IINCLUSIVITA’ nelle sedi di CERINO ZEGNA

Questo rende le RSA anche laboratori di inclusione, dove si costruiscono esperienze di convivenza, rispetto reciproco, accoglienza e solidarietà. Il tutto con una responsabilità altissima: prendersi cura di chi, nella fase finale della vita, ha bisogno non solo di cure, ma anche di senso, di ascolto, di dignità

RSA e il grande tema della carenza di risorse umane

Non possiamo, però, ignorare un dato preoccupante: la crescente difficoltà nel reperire personale qualificato.

Infermieri e OSS sono ormai figure sempre più scarse, e le RSA faticano a garantire i livelli di assistenza previsti, nonostante l’impegno costante; occorre, da parte delle istituzioni e della società, un riconoscimento più forte e concreto del valore di questi lavori.

Serve una vera campagna culturale che restituisca dignità e attrattività al lavoro di cura, soprattutto nei contesti residenziali, che ancora portano uno stigma ingiustificato: lavorare in RSA significa prendere parte a un progetto di comunità, essere vicini alle famiglie, creare alleanze di fiducia.

È un lavoro che ha bisogno di formazione continua, di visione, di passione.

RSA: presìdi sociali oltre che sanitari

Infine, le RSA non sono solo strutture sanitarie. Sono punti di riferimento per le famiglie, luoghi di orientamento, sostegno, relazione: accolgono, ascoltano, accompagnano.

Spesso suppliscono a carenze del territorio e diventano presìdi fondamentali in un contesto di progressivo invecchiamento della popolazione.

DETTAGLIO UTENZA ASSISTITA nel 2024: NUMERI CHE RACCONTANO BISOGNI e PERSONE

Nel prossimo futuro, sarà sempre più necessario pensare alle RSA non solo come luoghi “di cura”, ma come hub sociosanitari, capaci di integrarsi con i servizi territoriali, di aprirsi al volontariato, di sperimentare nuovi modelli di assistenza centrati sulla persona e non solo sulla patologia.

Conclusione

Il lavoro nelle RSA è un lavoro di cura, ma anche di comunità, di costruzione di senso, di tessitura di relazioni. Parlare di risorse umane in RSA significa parlare di capitale umano, di investimento nel futuro, di attenzione al valore delle persone che ogni giorno scelgono – non per ripiego, ma per vocazione – di esserci per gli altri.

È tempo di restituire a queste professioni la dignità, la visibilità e il riconoscimento che meritano. Perché le RSA non sono solo luoghi dove si conclude la vita: sono luoghi dove la vita continua, nella cura reciproca tra chi dà e chi riceve.

A cura di Marzia Lazzerini

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