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Pierpaolo Crescente. Diritto, strategia e innovazione: il nuovo ruolo dell’avvocato al fianco delle imprese


Pierpaolo Crescente. Diritto, strategia e innovazione: il nuovo ruolo dell’avvocato al fianco delle imprese Immagine

Quando si parla di consulenza legale, il pensiero corre spesso alle controversie e ai problemi da risolvere. Ma per le imprese il ruolo dell’avvocato può andare ben oltre, diventando un supporto strategico nelle scelte che riguardano crescita, fiscalità, riorganizzazioni e investimenti. È questa la prospettiva dell’Avvocato Pierpaolo Crescente, professionista di Bari specializzato in diritto societario e tributario, che nell’intervista racconta come competenze giuridiche, visione economica e nuove tecnologie possano integrarsi per accompagnare le aziende verso decisioni più consapevoli. Un approccio in cui anche l’intelligenza artificiale diventa uno strumento, senza però sostituire il valore del giudizio e dell’esperienza professionale.

L’avvocato non serve solo quando c’è un problema: perché diritto, fisco e AI possono diventare alleati della crescita d’impresa

Quando si parla di avvocati, l’immaginario collettivo richiama spesso la gestione di una controversia, una causa o una situazione ormai compromessa. Eppure, nel mondo delle imprese, il contributo del professionista può essere molto più ampio e incidere ben prima che emerga un problema.

Ne è convinto l’Avvocato Pierpaolo Crescente, professionista pugliese che opera nell’ambito del diritto societario e tributario e che collabora con la practice Tax & Law di EY, una delle principali realtà internazionali di consulenza. La sua attività è focalizzata prevalentemente sull’assistenza alle imprese e agli investitori nel contesto di operazioni straordinarie, fusioni, acquisizioni e processi di riorganizzazione aziendale, ma più in generale comprende il supporto alle aziende nelle decisioni che possono avere impatti giuridici, fiscali ed economici rilevanti.

La sua figura professionale si colloca in un punto d’incontro tra competenze giuridiche ed economico-fiscali. Pur essendo avvocato, il suo lavoro quotidiano richiede una costante attenzione anche ai numeri, agli impatti finanziari e alle logiche economiche che guidano le scelte degli imprenditori. Una prospettiva particolarmente utile nel mondo delle operazioni straordinarie, dove aspetti legali, fiscali e strategici convivono e devono essere valutati congiuntamente.

Lavorando quotidianamente a fianco di imprese italiane e internazionali, fondi di investimento e gruppi societari appartenenti a settori differenti, Crescente osserva da vicino come il contesto economico e normativo stia diventando sempre più complesso. Ed è proprio questa esperienza a portarlo a sostenere una tesi tanto semplice quanto attuale: il vero valore della consulenza non consiste soltanto nel risolvere problemi, ma nell’aiutare le aziende a prendere decisioni migliori.

Oltre la conformità: il valore delle decisioni consapevoli

Uno dei messaggi centrali emersi nel corso dell’intervista riguarda il modo in cui le imprese dovrebbero considerare la consulenza professionale. Troppo spesso diritto e fiscalità vengono percepiti esclusivamente come un insieme di regole da rispettare, adempimenti da gestire o rischi da evitare. Una visione comprensibile, ma che rischia di coglierne soltanto una parte del potenziale.

Per Pierpaolo Crescente, infatti, il tema non è semplicemente evitare errori o intervenire quando emerge una criticità. La consulenza può contribuire concretamente a creare valore, aiutando l’imprenditore a prendere decisioni più consapevoli, efficienti e sostenibili nel lungo periodo.

L’esperienza maturata nell’ambito delle operazioni straordinarie, delle acquisizioni e delle attività di due diligence consente di osservare quotidianamente come le decisioni aziendali siano quasi sempre il risultato di un equilibrio tra opportunità e rischi. Una nuova acquisizione, l’ingresso in un mercato estero, una riorganizzazione societaria o un passaggio generazionale non producono soltanto conseguenze economiche, ma generano effetti giuridici, fiscali e organizzativi che possono incidere profondamente sul futuro dell’impresa.

«Le aziende migliori non prendono decisioni e poi verificano le conseguenze fiscali. Analizzano le conseguenze fiscali mentre prendono la decisione.»

È proprio qui che emerge il valore della consulenza. Non si tratta semplicemente di verificare la conformità a una norma, ma di comprendere in anticipo come una determinata scelta possa influenzare la redditività, la competitività e le prospettive di crescita dell’azienda.

Secondo Crescente, molte delle problematiche che emergono negli anni successivi a una decisione significativa erano spesso già presenti all’origine, ma non erano state individuate o valutate correttamente. Per questo il compito del professionista non è soltanto fornire risposte, ma aiutare il cliente a formulare le domande corrette.

«Il ruolo del professionista è proprio questo: aiutare l’imprenditore a vedere ciò che oggi non è ancora evidente.»

In questa prospettiva, la consulenza diventa uno strumento di governo dell’impresa. Una corretta pianificazione fiscale, societaria e contrattuale può aumentare l’efficienza organizzativa, ottimizzare l’utilizzo delle risorse, favorire nuove opportunità di sviluppo e rendere l’azienda più attrattiva agli occhi di investitori, partner commerciali e finanziatori.

La gestione del rischio, quindi, non rappresenta un’attività separata dalla crescita del business. Al contrario, ne costituisce una componente essenziale. Le imprese che crescono in modo più solido sono spesso quelle che riescono a comprendere in anticipo non soltanto dove vogliono andare, ma anche quali ostacoli potrebbero incontrare lungo il percorso. In fondo, come osserva lo stesso professionista, la migliore controversia è spesso quella che non nasce mai.

Oltre l’algoritmo: il valore umano nell’era dell’intelligenza artificiale

Se esiste un tema destinato a influenzare profondamente il futuro delle professioni, questo è certamente l’intelligenza artificiale.

Nel giro di pochi anni strumenti capaci di analizzare documenti, elaborare grandi quantità di dati e generare contenuti sono entrati stabilmente anche nelle attività legali e fiscali. Una trasformazione che sta cambiando il modo di lavorare dei professionisti e che continuerà a ridefinire molti processi nei prossimi anni.

Crescente guarda a questa evoluzione con interesse e pragmatismo.

«L’AI è uno straordinario acceleratore, ma non è un sostituto del giudizio professionale.»

L’intelligenza artificiale può aumentare significativamente la produttività, semplificare attività ripetitive, supportare la ricerca di informazioni e consentire di analizzare in tempi molto rapidi una mole di dati che fino a pochi anni fa avrebbe richiesto giorni di lavoro. Per il professionista moderno rappresenta una risorsa preziosa, destinata a diventare sempre più centrale nell’attività quotidiana.

Tuttavia, quando entrano in gioco investimenti, responsabilità, operazioni strategiche o patrimoni aziendali, non basta ottenere una risposta. È necessario comprendere se quella risposta sia corretta, applicabile al caso concreto e coerente con gli obiettivi dell’impresa.

Ed è proprio qui che emerge il valore della componente umana. Nel mondo delle imprese raramente esistono soluzioni universalmente corrette. Esistono invece scenari diversi, livelli di rischio differenti e interessi che devono essere bilanciati alla luce delle specificità di ciascuna organizzazione.

«L’intelligenza artificiale può fornire risposte. Ma le imprese hanno bisogno soprattutto di qualcuno che sappia porre le domande giuste.»

Secondo Crescente, il vero impatto dell’intelligenza artificiale non sarà quello di sostituire i professionisti, ma di trasformarne il ruolo. Se l’accesso alle informazioni diventa sempre più semplice, cresce infatti il valore di chi è in grado di interpretarle, contestualizzarle e trasformarle in decisioni.

Per questo il futuro non apparterrà né alla tecnologia da sola né alle competenze tradizionali considerate isolatamente. Apparterrà ai professionisti capaci di integrare entrambe: utilizzare gli strumenti più avanzati senza rinunciare all’esperienza maturata sul campo, alla capacità di giudizio e a quella particolare sensibilità che consente di comprendere davvero le esigenze, le priorità e gli obiettivi dell’imprenditore.

Perché, soprattutto nelle scelte più delicate, la differenza non è determinata soltanto dall’accesso alle informazioni, ma dalla capacità di attribuire loro il giusto significato. Una capacità che nasce dall’incontro tra competenza tecnica, conoscenza del contesto e sensibilità professionale.

In un contesto economico in continua evoluzione, sarà proprio questo equilibrio tra innovazione tecnologica e intelligenza umana a rappresentare il vero valore aggiunto della consulenza del futuro.

A cura di Marzia Lazzerini


 

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