Proseguire lungo un binario già tracciato, fare carriera, accumulare titoli e conferme professionali: per molti anni questa è stata la quotidianità di Irene Saielli. Manager nel settore del digital marketing d’alta moda a Milano, Irene ha vissuto in un contesto altamente performante, fino al momento in cui si è resa conto che quel ritmo non le apparteneva più e stava diventando insostenibile.

Dopo aver lasciato il lavoro aziendale, decide di mettersi in gioco con una startup, ma l’avventura si conclude con un fallimento. Contemporaneamente termina la sua relazione sentimentale e, a 34 anni, si ritrova a dover ricominciare da capo tornando a vivere dai genitori. È proprio in quel momento di smarrimento che prende forma una scelta coraggiosa: riaprire un cassetto mai esplorato e partire per un giro del mondo.

Da questa esperienza è nato il suo libro A maggio parto faccio il giro del mondo (pubblicato con Bookabook). Non si tratta solo di un racconto di viaggio, ma di una testimonianza trasparente su cosa significhi mettersi a nudo di fronte ai propri dubbi e alle proprie paure. Attraverso gli incontri con persone, culture e stili di vita differenti, Irene ha completamente ridefinito la sua prospettiva su alcuni temi chiave

Spesso ci conformiamo a ciò che gli altri si aspettano da noi, esibendo ruoli o titoli professionali sui social network anziché comprendere chi siamo davvero. Ciò che inizialmente percepiamo come una sconfitta può rivelarsi il passaggio necessario per superare i nostri preconcetti ed evolvere. Smettere di considerare la felicità come un traguardo sempre spostato un gradino più in là (una promozione, un aumento di stipendio) e iniziare a trovarla nella quotidianità del percorso.

Il messaggio principale non è un invito impulsivo a mollare tutto dall’oggi al domani, ma un’esortazione alla consapevolezza. Il momento cruciale arriva quando iniziamo a chiederci se la strada che stiamo percorrendo sia davvero quella che desideriamo o solo quella in cui siamo finiti per caso. Superare la paura che sia “troppo tardi per cambiare” e concedersi la libertà di scegliere la propria strada è il primo passo verso una vita più autentica.
A cura di Federica Ragnini