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Raccontare il Nord Europa tra luce, ombra e narrazione visiva: l’intervista ad Alessandro Pietra


Raccontare il Nord Europa tra luce, ombra e narrazione visiva: l’intervista ad Alessandro Pietra Immagine

Cosa spinge un consulente informatico specializzato in marketing digitale a sfidare le temperature estreme del Circolo Polare Artico per catturare la luce del Nord? Nel corso dell’intervista rilasciata ai microfoni di Storytime, il fotografo Alessandro Pietra ripercorre le tappe di un progetto visivo e personale nato per passione e consolidatosi nel tempo attraverso un approccio rigoroso e da autodidatta.

(Le acque cristalline del canyon di Stuðlagil, in Islanda)

Dalla Finlandia all’Islanda: la genesi di una visione

Anche se l’amore per la fotografia accompagna Alessandro fin da bambino, il vero punto di svolta avviene durante un viaggio in Finlandia, dove l’incontro per la prima volta con l’aurora boreale innesca un’intuizione profonda: la consapevolezza di aver trovato la propria nicchia espressiva nel paesaggio artico e nordico.

Il progetto fotografico prende forma ufficialmente a seguito di un’esplorazione completa dell’Islanda lungo la celebre Ring Road. Da quel momento, l’esplorazione si estende ad altre regioni chiave del Nord Europa, dalle Isole Faroe alla Svezia, fino ad arrivare in Norvegia.

(Lo sguardo di ghiaccio di un Husky a Bolterdalen, Svalbard)

Il legame con la Norvegia e l’esperienza di Tromsø

Tra tutti i territori visitati, la Norvegia rappresenta per Pietra una vera e propria seconda casa. La drammaticità del paesaggio costiero, dove le montagne innevate si tuffano a picco nei fiordi, offre un impatto emotivo unico.

Un ruolo centrale nel suo percorso è occupato da Tromsø, grande centro urbano situato ben al di sopra del Circolo Polare Artico. Durante il suo primo viaggio, condotto in totale solitudine per vivere l’esperienza della notte polare, l’assenza di condivisione immediata ha impresso quei ricordi nella sua memoria in modo indelebile. Inoltre, la città si trova esattamente sotto la cintura aurorale (Aurora Belt), posizione strategica che la rende un punto di osservazione privilegiato per intercettare l’energia e la magia delle aurore boreali.

Le sfide estreme delle Svalbard: notte polare vs sole di mezzanotte

Tra le esperienze più intense raccontate da Alessandro Pietra risaltano le Isole Svalbard e la comunità di Longyearbyen. Si tratta di un contesto ambientale in cui la natura impone regole rigide, come la presenza di segnali di pericolo per gli orsi polari e la necessità di muoversi al di fuori del centro abitato unicamente accompagnati da guide armate o muniti di appositi dispositivi di dissuasione.

(Il riflesso dell’aurora boreale sulle acque di Tromsø, Norvegia)

Dal punto di vista dell’esperienza umana e della tecnica fotografica, le due stagioni artiche presentano un netto contrasto. Durante la notte polare, l’atmosfera appare molto calma e i ritmi sono più rilassati anche per i locali grazie ai bassi flussi turistici; sul piano tecnico, la totale assenza di luce solare richiede l’uso costante del treppiede, l’impiego di ottiche adeguate e l’apertura massima del diaframma per catturare la minima luminosità. Al contrario, il sole di mezzanotte regala una sensazione di sospensione temporale ma risulta più complesso da gestire nei ritmi di sonno e veglia; tuttavia, dal punto di vista dello scatto, la costante e abbondante presenza di luce rende le sessioni fotografiche molto più agevoli da realizzare a mano libera.

Autodidattica, storytelling e connessioni internazionali

L’evoluzione artistica di Alessandro si basa su un percorso di studio autonomo, sviluppato attraverso l’analisi dei principali creator e fotografi internazionali su piattaforme come Instagram. Si tratta di un approccio fondato sulla sperimentazione diretta, sulla ricerca del proprio linguaggio visivo e sullo sviluppo di competenze avanzate nel post-processing.

In questo percorso è stato fondamentale anche il confronto diretto con vari professionisti del settore, tra cui il creator britannico George Cooper. Da questo dialogo Alessandro ha tratto una profonda lezione sull’importanza dello storytelling: la capacità di non limitarsi a mostrare un paesaggio esteticamente piacevole, ma di trasmettere e far percepire l’emozione e il punto di vista unico di chi scatta.

(Tromsø, la porta dell’Artico, nel nord della Norvegia)

Prospettive future

Il viaggio di Alessandro Pietra continua a guardare verso l’estremo Nord. Tra le tappe future figurano il ritorno alle Svalbard per esplorare nuovamente l’atmosfera della notte polare e il grande sogno nel cassetto di organizzare una spedizione in Groenlandia.

A cura di Federica Ragnini

Contatti Alessandro Pietra

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