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Rosanna Alessio, tra memoria, migrazione e mondi lontani: la scrittura come viaggio


Rosanna Alessio, tra memoria, migrazione e mondi lontani: la scrittura come viaggio Immagine

Dalle radici venete di una storia familiare alla migrazione verso il Brasile, passando per miti, leggende e ricordi sospesi tra passato e presente. La scrittrice Rosanna Alessio racconta il suo mondo letterario attraverso due libri, “Briganti e migranti” e “Voci che sussurrano”. E già guarda a una nuova sfida: una trilogia historical romance fantasy ambientata nella Scozia del Quattrocento.

Una storia nata dalle radici familiari

Ci sono storie che si cercano e altre che arrivano quasi in punta di piedi. Possono nascondersi in un ricordo tramandato dalla propria famiglia, nello sguardo immobile di un uomo vissuto duemila anni fa o nella luce particolare di un paesaggio incontrato durante un viaggio.

Le radici di Briganti & Migranti sono anche quelle della sua autrice.

La vicenda prende avvio a Bassano del Grappa nel 1855, in un territorio ancora diviso e segnato dalla presenza dell’Impero Austriaco. Al centro del racconto c’è Mènego, giovane contadino che sogna la libertà e che, esasperato dalle tasse e dalla miseria, decide di ribellarsi all’oppressione e unirsi ai briganti delle montagne venete.

Una scelta che lo costringe a lasciare la madre, la donna che ama e la sicurezza dell’unica terra che conosce. Tra i boschi della Valsugana e i fiumi del Nord Italia, la ribellione si trasforma in un percorso di guerra, sacrificio e consapevolezza. Poi arriva una nuova possibilità: l’emigrazione.

Mènego e i suoi compagni partono verso il Brasile, alla ricerca di un futuro diverso. Nelle fazendas sudamericane, però, la promessa di una nuova vita si confronta con il lavoro, la sofferenza e le difficoltà. Anche lontano da casa, il legame con le proprie radici rimane forte.

«Mènego è un classico nome veneto, io sono di origine veneta, voleva essere un racconto familiare. Poi si è trasformato in una storia e i personaggi hanno preso vita. Sono diventati delle persone che quasi toccavo con mano», racconta Rosanna. La storia, infatti, nasce da un episodio tramandato dai suoi avi.

La migrazione è uno dei temi centrali di “Briganti e Migranti”. Un tema che, nella storia raccontata da Rosanna Alessio, non rappresenta soltanto un cambiamento geografico, ma una scelta difficile, fatta di attese e paura.

Mènego parte perché non vede più possibilità nel luogo in cui è nato. Il Brasile diventa così il simbolo di una speranza da inseguire, ma anche di un’identità che continua a rimanere legata alle proprie origini.

Per la scrittrice, il messaggio più importante è legato alla memoria.

«La cosa principale è non dimenticare. Siamo un popolo di migranti siamo gente che è partita lasciando la povertà, lasciando il nulla per un nuovo inizio, per cercare speranza, per cambiare, per trovare qualcosa di nuovo e bello».

Il romanzo guarda quindi al passato, ma propone una riflessione che rimane attuale: dietro ogni partenza ci sono persone, sentimenti, paure e desideri. E, soprattutto, c’è il bisogno di immaginare un futuro diverso.

“Voci che sussurrano”: quando mito e memoria si incontrano

Se “Briganti e migranti” affonda le radici nella storia familiare, “Voci che sussurrano” nasce invece dall’incontro tra esperienza personale, immaginazione, mito e leggenda.

Si tratta di una raccolta di venti racconti differenti, accomunati dalla volontà di esplorare quei confini invisibili tra realtà e immaginazione, memoria e trasformazione.

Le storie attraversano epoche e mondi diversi: dalle ceneri di Pompei alle tradizioni orali, dalle leggende dimenticate alle metamorfosi interiori. Ogni racconto diventa un piccolo viaggio, fatto di simboli, emozioni e domande.

Anche in questo caso, tutto parte da un’esperienza vissuta.

Durante un viaggio a Pompei, Rosanna si è trovata davanti al calco di un uomo rannicchiato, con le mani davanti agli occhi. Di fronte a quell’immagine, comincia a chiedersi chi fosse quell’uomo. Che cosa avesse vissuto. Che cosa avesse provato in quei momenti. Quali pensieri e sentimenti potessero aver attraversato il suo cuore.

Per Rosanna diventa Clemens.

Gli dà un nome, immagina la sua esistenza e, attraverso la documentazione sulla vita di Pompei di duemila anni fa, costruisce intorno a lui una storia.

Da quell’immaginazione è nato uno dei racconti della raccolta, confermando ancora una volta il legame tra esperienza personale e scrittura.

Venti racconti, venti mondi, venti atmosfere diverse

«Non c’è un’atmosfera unica. Sono 20 racconti diversi tra loro», spiega Rosanna Alessio.

Si passa da Pompei a una tradizione tramandata oralmente, dai fari alle api, dalla malinconia alla speranza. Anche temi difficili trovano spazio, trasformati attraverso la narrazione e affrontati senza rinunciare alla possibilità di una luce.

La raccolta diventa così un insieme di voci che arrivano da epoche e luoghi lontani, ma che riescono comunque a trovare un punto d’incontro.

A unire epoche lontane sono le persone

Come è possibile mettere in relazione una persona vissuta duemila anni fa con chi vive oggi? Per Rosanna Alessio, la risposta è nelle emozioni.

«Le persone. Tutti abbiamo sentimenti, emozioni, paura, felicità. Sia 2000 anni fa che oggi. E questo mi fa legare il tutto».

È proprio questa attenzione all’essere umano a creare un filo conduttore tra le storie della raccolta. Al di là del tempo, delle culture e delle epoche, rimangono sentimenti universali.

La paura, la felicità, la perdita, la speranza e il desiderio di cambiamento appartengono infatti a ogni generazione, cambiano gli scenari, ma ciò che muove gli esseri umani continua a parlarci.  Ed è attraverso queste emozioni che la scrittrice riesce a costruire un ponte tra mondi apparentemente lontanissimi.

Tra storia, amore e fantasy: la nuova sfida nelle Highlands

Il percorso letterario dell’autrice non sembra destinato a fermarsi. Nel suo futuro c’è già un nuovo progetto, molto diverso dai precedenti ma nato, ancora una volta, da un’esperienza personale.

Si tratta di una trilogia historical romance fantasy ambientata nella Scozia del Quattrocento.

Durante un soggiorno nel Paese rimane affascinata dagli ambienti, dai colori, dalla luce e dalle persone. Ancora una volta qualcosa torna a casa insieme a lei.

Comincia a leggere, a documentarsi, a cercare di comprendere che cosa potesse significare vivere nella Scozia del Quattrocento.

«Mi piace quel periodo storico. E di qui è nata la storia che poi ho deciso di far continuare e farla diventare una trilogia».

Doveva essere un romanzo. Arrivata alla fine, però, Rosanna si accorge che i suoi personaggi non hanno ancora terminato ciò che devono raccontare.

Una scrittura che parte sempre da un incontro

Dalla memoria degli avi alla visita a Pompei, fino al viaggio in Scozia, nella scrittura di Rosanna Alessio ritorna un elemento comune: l’esperienza.

Le sue storie sembrano nascere nel momento in cui qualcosa cattura la sua attenzione e apre uno spazio all’immaginazione. Un racconto familiare può diventare un romanzo storico; un incontro con un reperto può trasformarsi in una storia; un viaggio può diventare l’inizio di una trilogia. E parlando di quei personaggi Rosanna non nasconde il rapporto che ormai la lega a loro: «Sono innamorata dei miei personaggi», afferma.

Cambiano le epoche, i luoghi e i generi, ma rimane centrale la curiosità verso le persone e ciò che le muove.

È forse proprio questo il filo che unisce “Briganti e migranti” e “Voci che sussurrano”: la convinzione che, dietro ogni storia, ci sia sempre qualcuno che cerca, ricorda, parte, resiste, ama o semplicemente prova a comprendere ciò che gli accade.

E mentre il passato continua a fornire nuovi spunti, Rosanna Alessio guarda già verso la Scozia del Quattrocento, pronta ad aprire un altro capitolo del suo percorso letterario.

A cura di Marzia Lazzerini


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