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“Un Sorriso per il Nepal”: L’inizio di un Viaggio tra Culture e Umanità


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Ogni esistenza è legata ad altre vite, ad altri popoli: ci sono collegamenti strani e misteriosi che ci ricordano chi siamo.

La prima volta che Eugenia Cucco andò in India aveva circa 26 anni. Arrivò a Dharamsala, dove ha sede il governo tibetano in esilio, per fare del volontariato con i monaci del Gu Chu Sum Center. Erano monaci che avevano subito torture nelle carceri cinesi, e lei era lì per insegnare inglese.

Incontrare la cultura tibetana è stato come incontrare se stessa, conoscere quegli aspetti interiori che ancora non aveva esplorato. Si sentiva a casa, con persone così integre che, nonostante le ingiustizie subite, non si scoraggiavano e continuavano ad essere grate per il sacro dono della vita umana.

Trascorse diverso tempo con loro e poi fece volontariato al centro dei rifugiati politici tibetani. A volte arrivavano bambini piccoli, senza madre o padre, che avevano compiuto lunghissimi viaggi a piedi scavalcando l’Himalaya per raggiungere l’India. I loro genitori li affidavano a delle guide, pagando per mandarli in un luogo sicuro dove potessero mangiare e studiare. Il Dalai Lama, insieme a sua sorella, aveva aperto diversi collegi per accoglierli e offrire loro cure e istruzione.

Capire prima di giudicare

All’inizio Eugenia si chiedeva come potessero dei genitori separarsi dai propri figli. Era giudicante verso quelle scelte, ma anni dopo, quando visitò alcuni di quei villaggi remoti e sperduti ad altitudini estreme, dove c’erano solo freddo e fame, cambiò idea.

Forse — pensò — se mi fossi trovata in quelle condizioni avrei fatto lo stesso. È sempre molto difficile mettersi nei panni degli altri”.

Trascorse diversi mesi a Dharamsala e si innamorò profondamente di quel popolo e di quella cultura. Un anno dopo conobbe un medico tibetano che già viveva in Europa, e che poi sarebbe diventato suo marito. Con lui fece diversi viaggi in Tibet, e anche lì molte madri chiedevano loro di portare i figli in Europa: lì, dove la sopravvivenza non era garantita, la concezione della vita e della maternità era completamente diversa.

L’incontro con Lama Tsering e la nascita di un sogno

Un giorno un bambino, Lama Tsering, li invitò a casa sua e mostrò con orgoglio tutti i diplomi appesi al muro. Era sempre stato il primo della classe, ma non poteva continuare gli studi: il padre, finite le scuole medie, gli aveva chiesto di andare a pascolare le capre perché non poteva pagare la retta scolastica.

Lama Tsering, di fronte all’entrata della casa, si mise a piangere, singhiozzando e battendo pugni e calci a terra. Eugenia chiese cosa stesse accadendo e suo marito le spiegò che il bambino era arrabbiato perché voleva continuare a studiare — e stava chiedendo aiuto. Fu una scena forte, che le rimase impressa nella memoria. Fu in quel momento che decise di creare una associazione per aiutare i ragazzi più meritevoli a studiare.

Per vent’anni si sono dedicati a questo impegno in Tibet, e la scorsa estate, durante un viaggio in Nepal, hanno deciso di sostenere un orfanotrofio e avviare progetti di adozioni a distanza nei villaggi nepalesi per permettere ai ragazzi di proseguire gli studi.

Un orfanotrofio pieno di amore e gratitudine

Anche in Nepal, nell’orfanotrofio di Kirtipur, Eugenia e il suo gruppo sono stati avvolti da un profondo amore. Lì vivono 18 ragazzi, dai 3 ai 18 anni, quasi tutti orfani a causa di malattie, frane o del terremoto.

Nonostante le difficoltà, questi ragazzi sono grati perché hanno la possibilità di mangiare e studiare. Il loro cuore è pieno di gratitudine.

SOS Tibet, India, Nepal Onlus: l’incontro tra due mondi

L’Associazione SOS Tibet, India, Nepal Onlus è il risultato di un incontro. Un incontro tra due persone, Eugenia e Gendun, tra due culture, tra occidente e oriente, tra un mondo che vive nel superfluo e un mondo fatto di essenza e di valori millenari che rischia di sparire.

Dopo aver vissuto a lungo a Dharamsala, lavorando con i malati di lebbra e i rifugiati politici tibetani, la visione della vita di Eugenia è cambiata. In occidente esiste una ricchezza materiale che va condivisa; in oriente c’è ancora una ricchezza spirituale che possiamo conoscere solo se queste culture non si estinguono.

Aiutare con il cuore: istruzione, speranza e futuro

Quando Eugenia incontrò Lama Tsering — quel ragazzo intelligentissimo che si buttava a terra piangendo perché non voleva andare a pascolare gli yak ma voleva studiare — qualcosa in lei cambiò per sempre.

Dal cuore nacque spontaneo il desiderio di aiutarlo, e in quel momento nacque anche l’associazione: da un incontro vero, come veri e reali possono essere gli aiuti concreti. Da allora è partito il progetto per le adozioni a distanza: tantissimi bambini hanno imparato a leggere e scrivere, e dieci di loro, nel corso degli anni, sono riusciti a laurearsi.

Oggi insegnano la lingua tibetana nei villaggi più sperduti del Tibet. È costruendo scuole e ospedali che possiamo aiutare chi è meno fortunato, ma anche amando appassionatamente ciò che si fa, in ogni luogo, in ogni incontro, in ogni istante in cui apriamo il cuore e accogliamo l’altro così com’è — arricchendoci della sua presenza e della sua esperienza.

Iban per donazioni: IT23E076013000000069331817 intestato a S.O.S Tibet, India, Nepal Onlus

A cura di Marzia Lazzerini

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