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Veronica Marcelletti: il Feng Shui come equilibrio tra persona e ambiente


Veronica Marcelletti: il Feng Shui come equilibrio tra persona e ambiente Immagine

Negli ultimi anni il concetto di benessere è entrato sempre più nella quotidianità. Alimentazione sana, attività fisica, meditazione e mindfulness sono diventati strumenti attraverso i quali prendersi cura di sé. Eppure, secondo Veronica Marcelletti, consulente Feng Shui e formatrice dell’Accademia Italiana di Architettura Feng Shui, c’è un elemento che ancora fatica a essere considerato nella sua importanza: l’ambiente in cui viviamo.

Marcelletti, torinese, ha approfondito negli anni il rapporto tra persona e spazio attraverso lo studio del Feng Shui e della geobiologia. È inoltre autrice del libro Geobiologia e Feng Shui nei Sacri Monti UNESCO, pubblicato da Editoriale Delfino, nel quale affronta il rapporto tra ambiente, territorio ed energie del luogo.

Quando lo spazio influenza il benessere

Quando una persona dorme male o si sveglia al mattino con la sensazione di non aver riposato, le spiegazioni più immediate riguardano generalmente l’alimentazione, lo stress o i troppi pensieri. Più raramente ci si domanda se possa essere anche l’ambiente a incidere sulla qualità del riposo.

È proprio da questa prospettiva che il Feng Shui analizza il rapporto tra l’essere umano e gli spazi che abita. Secondo la tradizione cinese, la casa rappresenta una sorta di prolungamento del corpo e, proprio per questo, può avere un ruolo nel benessere della persona.

Per Marcelletti, comprendere questo rapporto significa imparare ad ascoltare gli ambienti e a riconoscere come disposizione, orientamento, materiali, forme e colori possano contribuire a creare spazi più armonici.

Dalla progettazione della casa all’analisi dell’ambiente

Il momento ideale per applicare i principi del Feng Shui sarebbe quello della progettazione di una casa da zero. In questo caso è possibile partire dall’analisi del terreno, valutando anche gli aspetti legati alla geobiologia.

Tra gli elementi presi in considerazione ci sono le cosiddette geopatie, ovvero aree nelle quali, secondo l’approccio della geobiologia, si concentrerebbero particolari frequenze. Tra quelle tradizionalmente considerate vengono indicate le vene d’acqua sotterranee e le reti di Hartmann e Curry.

L’analisi del terreno consente inoltre di valutare l’orientamento dell’abitazione rispetto ai punti cardinali, l’esposizione alla luce naturale e la posizione dell’ingresso principale.

Nella maggior parte dei casi, però, le abitazioni sono già costruite e non è possibile intervenire sulla struttura. Questo non significa che non si possano applicare i principi del Feng Shui. È possibile, ad esempio, lavorare sulla disposizione degli arredi, sugli orientamenti, sui colori e sulle caratteristiche dei diversi ambienti, scegliendo soluzioni differenti per la zona giorno e per gli spazi dedicati al riposo.

Il Qi e l’armonia degli spazi

Alla base del Feng Shui si trova il concetto di Qi, inteso come flusso di energia che attraversa gli spazi. Secondo questa disciplina, il Qi dovrebbe poter scorrere in maniera armonica, rallentando e raccogliendosi dove necessario.

Il lavoro del consulente Feng Shui parte proprio dall’analisi complessiva del luogo. Vengono considerate le energie della Terra, attraverso elementi come il contesto geografico e urbano, le forme, i materiali e gli aspetti geobiologici; quelle del Cielo, attraverso l’orientamento rispetto al nord magnetico e la suddivisione degli ambienti secondo i cinque elementi; e quelle dell’Uomo, prendendo in considerazione le persone che abitano o utilizzano lo spazio, il tipo di attività svolta e, nell’ambito del metodo utilizzato, anche gli aspetti astrologici.

L’obiettivo è creare una relazione più armonica tra questi tre livelli, affinché gli spazi possano essere vissuti in maniera coerente con le esigenze di chi li abita.

Spazi che accolgono e sostengono

Il Feng Shui classico applicato all’architettura può quindi diventare, nella visione di Marcelletti, uno strumento per ripensare il rapporto quotidiano con i propri ambienti.

La disposizione degli spazi e la scelta di materiali, forme e colori possono contribuire a creare una sensazione di accoglienza e armonia. L’attenzione può riguardare tanto la casa quanto gli ambienti di lavoro, con l’intento di favorire condizioni più adatte al riposo, alla concentrazione e alla produttività.

L’analisi degli elementi ambientali e dei campi magnetici rientra inoltre nell’approccio geobiologico, che pone attenzione anche all’esposizione ai fattori ambientali presenti negli spazi in cui si trascorre molto tempo.

Tornare ad ascoltare gli spazi

Per Marcelletti, però, il Feng Shui non è soltanto una disciplina fatta di regole, orientamenti o indicazioni progettuali. Richiede innanzitutto una forma di ascolto e di sensibilità verso gli ambienti che circondano la persona.

La dedizione, lo studio e la pratica sono fondamentali, ma altrettanto importante è la disponibilità al cambiamento: modificare un ambiente significa anche mettersi in discussione e osservare con maggiore attenzione il rapporto tra ciò che si vive interiormente e lo spazio nel quale si vive.

Il Feng Shui diventa così un invito a riscoprire una relazione più consapevole con la propria casa, con la Natura e con quei principi che, secondo Marcelletti, le culture del passato hanno sempre considerato importanti.

Muovere il Qi che circonda la persona significa, in questa prospettiva, lavorare anche sulla propria energia interiore. Un percorso nel quale architettura, ambiente e persona entrano in relazione, con l’obiettivo di trasformare gli spazi in luoghi nei quali sentirsi accolti, sostenuti e maggiormente in sintonia con se stessi.

A cura di Marzia Lazzerini


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