Ha ideato il percorso Vivere il Proprio Essere Infinito, un cammino che conduce alla consapevolezza di sé, alla risoluzione dei conflitti interiori ed esterni e alla padronanza delle risorse personali. È coach, trainer e analista certificato internazionale di intelligenza emotiva e sociale, con certificazione in HRV (coerenza del cuore). Ha inoltre creato il metodo “La Via del Cuore”, per vivere in armonia seguendo la voce del proprio cuore.

In un mondo che corre sempre più veloce, ci spiega Antonio Perrone, l’essere umano si trova immerso in un flusso continuo di informazioni che raramente incoraggia. La comunicazione che lo circonda è spesso aggressiva, spinge verso la paura, l’incertezza, il conflitto. E senza quasi accorgersene, finisce per vivere in uno stato di allerta permanente, con lo sguardo rivolto sempre all’esterno, verso ciò che accade fuori da sé.
Così, mentre si insegue ciò che succede nel mondo, si rischia di perdere il mondo più importante: se stessi. Con buona probabilità, è proprio questo il momento in cui dovrebbe fermarsi. Fermarsi per tornare ad ascoltare quella voce interiore che troppo spesso mette a tacere. Fermarsi per riconoscere che dentro ognuno esiste un patrimonio unico: i propri talenti.
Non si tratta necessariamente di abilità eccezionali o fuori dal comune, ma di capacità naturali che appartengono alla persona da sempre, che la rendono autentica e che, quando vengono coltivate, restituiscono senso pieno e vero alla vita.

Vivere se stessi significa questo: conoscersi, accogliersi e permettersi di manifestare al mondo ciò che si è davvero.
Significa avere il coraggio — “cor-aggio”, cuore in azione, forza che viene dal cuore — di esprimere e vivere il proprio potenziale, di brillare con la propria luce invece di inseguire quella degli altri. È un atto di responsabilità verso la propria vita, ma anche un dono per chi sta intorno: quando si vive in modo autentico, si ispira, si trasforma, si porta valore.
Il rischio più grande non è fallire. Il rischio più grande è arrivare alla fine del viaggio e scoprire di non averlo davvero vissuto. Ritrovarsi pieni di rimpianti per tutto ciò che è stato rimandato, taciuto, sacrificato per paura di non essere all’altezza o per la fretta di adeguarsi al ritmo degli altri. Ancora peggio, arrivare alla fine del viaggio e accorgersi di aver vissuto la vita che qualcun altro ha scelto.
Per questo oggi, più che mai, vale la pena rallentare. Fare spazio. Restare in silenzio. Guardarsi dentro con gentilezza. Ritrovare ciò che fa sentire vivi e permettergli di guidare. Il mondo potrà continuare a correre, ma ogni persona può scegliere di non farsi travolgere. Può scegliere di vivere davvero.
L’autenticità di ciò che si è si manifesta nel momento in cui ci si assume la responsabilità del proprio benessere.
Libro: La vita è nel silenzio
Libro: È solo dando che si riceve
A cura di Marzia Lazzerini