L’insufficienza venosa cronica rappresenta oggi una sfida quotidiana per moltissime persone, manifestandosi spesso con segnali che tendiamo erroneamente a sottovalutare. Quella sensazione di pesantezza a fine giornata, il gonfiore alle caviglie o la comparsa dei primi capillari non sono semplici inestetismi, ma i sintomi di un sistema circolatorio che fatica a riportare il sangue dalle estremità verso il cuore.
Presso il centro Diagnostica Bergamo di Treviolo, (Bergamo) la Dott.ssa Miriam Fumagalli, medico chirurgo vascolare, affronta questa patologia partendo da un presupposto fondamentale: la prevenzione tempestiva è l’unica vera arma per evitare che un disturbo funzionale si trasformi in una complicanza cronica come varici, ulcere o trombosi.
Il percorso di cura moderno si avvale oggi di metodiche e tecnologie mininvasive che permettono di agire con precisione senza stravolgere la quotidianità del paziente. È fondamentale il percorso diagnostico, con visita ed ecodoppler venoso, per descrivere al meglio la problematica cosi da valutare i più corretti iter preventivi e terapeutici personalizzati.

Accanto all’elastocompressione (la calza elastica) ed alla ben nota la scleroterapia oggi si può associare la carbossiterapia, una metodica che utilizza l’anidride carbonica per riattivare e migliorare il microcircolo. Attraverso micro-iniezioni sottocutanee, il gas induce richiamo di ossigeno, migliorando immediatamente l’elasticità dei vasi e riducendo il ristagno dei liquidi. È un trattamento che dona sollievo dal senso di affaticamento e lavora in profondità sul miglioramento dei tessuti colpiti dall’insufficienza venosa e dalla stasi linfatica.
Accanto alla carbossiterapia, la Dott.ssa Fumagalli integra spesso l’uso della mesoterapia per un approccio ancora più mirato. Questa tecnica consiste nell’iniettare piccole dosi di farmaci vasoprotettori e drenanti direttamente nel derma superficiale della zona interessata. Il grande vantaggio di questa procedura risiede nella sua capacità di agire localmente in modo prolungato, evitando il passaggio dei farmaci nel circolo generale e massimizzando l’efficacia terapeutica proprio dove il vaso sanguigno ne ha più bisogno per recuperare la sua tonicità.

Tuttavia, la tecnologia medica non può prescindere dalla consapevolezza del paziente. La Dott.ssa Fumagalli sottolinea costantemente come il successo di questi trattamenti sia strettamente legato allo stile di vita. Una camminata quotidiana a passo sostenuto per attivare la pompa muscolare del polpaccio, un’alimentazione povera di sale per ridurre la ritenzione e un’idratazione corretta sono i pilastri su cui poggia ogni terapia medica.
La prevenzione inizia dunque con un semplice controllo specialistico, come l’ecocolordoppler, che permette di mappare lo stato di salute delle vene e intervenire prima che il danno diventi irreversibile.
A cura di Federica Ragnini