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«Mangiare non significa solo nutrirsi»: la Dott.ssa Bitti Jessica Jasmine spiega il legame tra alimentazione e comunicazione


«Mangiare non significa solo nutrirsi»: la Dott.ssa Bitti Jessica Jasmine spiega il legame tra alimentazione e comunicazione Immagine

Quando si parla di sviluppo del linguaggio, l’attenzione si concentra spesso sulle prime parole e sulle competenze comunicative del bambino. Tuttavia, esiste un aspetto meno conosciuto ma estremamente importante: il legame tra alimentazione, sviluppo oro-motorio, linguaggio ed emotività.

A sottolinearlo è la Dott.ssa Bitti Jessica Jasmine, logopedista e psicologa, che da anni si occupa di età evolutiva e supporto alle famiglie. Secondo la professionista, comprendere questa connessione significa promuovere una cultura della prevenzione capace di favorire il benessere globale del bambino fin dai primi mesi di vita.

Alimentazione e linguaggio: un legame che nasce fin dalla nascita

«Spesso i genitori non immaginano che le competenze necessarie per mangiare e quelle necessarie per parlare siano strettamente collegate. In realtà, la bocca è il primo strumento attraverso cui il bambino entra in relazione con il mondo, prima ancora di utilizzare il linguaggio verbale», spiega la Dott.ssa Bitti.

Fin dalla nascita, infatti, il neonato sviluppa abilità fondamentali attraverso la suzione.

Questo processo non serve soltanto a garantire il nutrimento, ma contribuisce alla maturazione delle strutture anatomiche coinvolte successivamente nella produzione dei suoni e delle parole.

La coordinazione tra suzione, respirazione e deglutizione rappresenta una vera e propria palestra per lo sviluppo delle funzioni orali.

Un momento particolarmente significativo è rappresentato dall’introduzione dell’alimentazione complementare, generalmente intorno ai sei mesi di vita. In questa fase il bambino inizia a sperimentare nuove consistenze, sapori e modalità di alimentazione che favoriscono importanti acquisizioni motorie e sensoriali.

«Ogni passaggio ha un valore evolutivo», sottolinea la professionista. «Il passaggio da consistenze liquide a consistenze più dense, fino ad arrivare agli alimenti da masticare, permette alla lingua, alle labbra e alla mandibola di acquisire movimenti sempre più raffinati. Sono gli stessi distretti anatomici che verranno utilizzati successivamente per articolare i suoni del linguaggio».

Le tappe dello sviluppo alimentare seguono generalmente una progressione ben definita. Dopo il periodo di alimentazione esclusivamente lattea, il bambino viene gradualmente esposto a consistenze morbide e facilmente gestibili.

Tra gli 8 e i 12 mesi aumenta la capacità di manipolare il cibo all’interno della bocca e di affrontare piccoli pezzi morbidi. Intorno all’anno di età, nella maggior parte dei casi, è in grado di partecipare sempre più attivamente ai pasti familiari e di gestire una varietà crescente di consistenze.

Secondo la Dott.ssa Bitti, osservare queste tappe rappresenta un’importante opportunità di prevenzione.

Eventuali difficoltà nella gestione delle consistenze, nella masticazione o nell’accettazione di nuovi alimenti possono infatti fornire indicazioni utili sullo sviluppo delle competenze oro-motorie e sensoriali del bambino.

Quando il cibo diventa relazione

Ma il cibo non riguarda soltanto gli aspetti fisici e motori. Alimentazione ed emozioni sono profondamente intrecciate sin dai primi giorni di vita.

«Mangiare è una delle prime esperienze relazionali del bambino», spiega la psicologa. «Durante il pasto non riceve esclusivamente nutrimento, ma anche vicinanza, rassicurazione, sguardi e comunicazione. Il modo in cui vengono vissuti questi momenti può influenzare il rapporto con il cibo e, più in generale, il senso di sicurezza del bambino».

Proprio per questo motivo, la professionista invita a considerare il momento del pasto come un’occasione di incontro e non come una prestazione da raggiungere a tutti i costi. Pressioni eccessive, conflitti o aspettative non realistiche rischiano infatti di trasformare un’esperienza di scoperta in una fonte di stress.

Selettività alimentare: comprendere il rifiuto del cibo

Negli ultimi anni è cresciuta l’attenzione verso fenomeni come la selettività alimentare, una condizione in cui il bambino accetta soltanto un numero limitato di alimenti o manifesta forte disagio di fronte a determinate consistenze, colori o odori.

«Dietro un rifiuto alimentare non c’è quasi mai una spiegazione unica».

«Possono essere coinvolti aspetti sensoriali, motori, emotivi e relazionali. Per questo è importante evitare giudizi o interpretazioni superficiali e cercare di comprendere il significato di quel comportamento all’interno della storia del bambino».

L’approccio preventivo rappresenta, secondo la professionista, uno degli strumenti più efficaci a disposizione delle famiglie. Conoscere le tappe dello sviluppo alimentare e comunicativo consente infatti di individuare precocemente eventuali difficoltà e di intervenire quando necessario.

Conclusione

La Dott.ssa Bitti Jessica Jasmine, come logopedista e psicologa, ritiene fondamentale diffondere una cultura della prevenzione che aiuti le famiglie a comprendere quanto il benessere del bambino sia il risultato dell’integrazione di molteplici dimensioni.

Linguaggio, alimentazione, sviluppo motorio ed emotività non possono essere considerati compartimenti separati, ma aspetti profondamente connessi tra loro.

«Ogni bambino ha tempi, caratteristiche e bisogni specifici», conclude la professionista. «Accompagnarlo nel suo percorso di crescita significa osservarlo nella sua globalità, valorizzando non soltanto ciò che mangia o ciò che dice, ma il modo in cui costruisce la relazione con sé stesso, con gli altri e con il mondo che lo circonda».

In quest’ottica, il percorso che conduce dal primo cucchiaino alle prime parole assume un significato molto più ampio: non riguarda soltanto l’acquisizione di abilità, ma la costruzione delle basi su cui si svilupperanno comunicazione, autonomia e benessere nel corso della vita.

A cura di Marzia Lazzerini


Jessica Jasmine Bitti

Logopedista

Napoli

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