Il mercato del beauty e del personal care è oggi uno dei settori più dinamici e, al tempo stesso, competitivi a livello globale. Per emergere, non basta più avere un buon prodotto: è necessario saper costruire un’identità forte e strutturare una strategia di espansione internazionale mirata. Di questo e molto altro ha parlato Francesco De Michele, fondatore di Global Beauty Ventures, in un’intervista ai microfoni di Storytime.

Dopo una lunga carriera come direttore commerciale dipendente, caratterizzata da continui viaggi e dalla creazione di un solido network internazionale, Francesco De Michele ha deciso di mettersi in gioco in prima persona fondando la propria agenzia. La nascita di Global Beauty Ventures è coincisa con il delicato periodo del 2020. Nonostante le evidenti difficoltà globali del momento, la digitalizzazione e le videochiamate sono diventate lo strumento chiave per accorciare le distanze, permettendo di analizzare da vicino le trasformazioni in atto nei diversi mercati.
L’agenzia nasce per colmare un vuoto strategico: affiancare i brand, comprenderne i bisogni reali e plasmare soluzioni su misura (bespoke). Con un core business focalizzato per l’80% sul beauty professionale e sul segmento Hair Care, Global Beauty Ventures supporta le aziende nell’affrontare la complessa transizione verso la multicanalità.
Secondo De Michele, la vera sfida per i brand non consiste nel replicare ciò che già funziona. Il “copia e incolla” non garantisce la scalabilità di un marchio. Oggi, la chiave del successo risiede in tre elementi fondamentali:
Autenticità: Legarsi a una vera e propria identità di marca. Il consumatore moderno è estremamente preparato, conosce gli INCI dei prodotti e sa valutare la reale sostenibilità di ciò che acquista.
Focus sul Sellout: Troppo spesso le aziende si concentrano solo sul sellin (la vendita al distributore), ma il vero obiettivo deve essere il sellout (la vendita al consumatore finale). Supportare i partner locali in questo passaggio è ciò che fa davvero la differenza.

Esportare un brand all’estero è un processo delicato e ricco di insidie. Nell’analizzare le aziende che assiste, il fondatore di Global Beauty Ventures evidenzia tre errori cruciali da evitare:
Mancanza di flessibilità e barriere culturali: Pensare che un prodotto di successo in un paese possa essere replicato identico ovunque è un’illusione. Bisogna saper adattare la comunicazione, le promozioni e persino i dettagli tecnici (come il regolatorio, le normative locali e l’etichettatura) alle esigenze di ogni singolo mercato.
La fretta e la mancanza di pazienza: Costruire un brand all’estero richiede tempo, costanza e una strategia strutturata.
La trappola delle “bandierine”: Molti brand si vantano di essere presenti in decine di paesi, senza però considerare il reale volume di vendita o la penetrazione del marchio in quei territori. È molto più proficuo essere presenti in meno mercati, ma in modo rilevante ed efficace.
Un altro tema centrale affrontato nell’intervista è quello della sostenibilità. Se in passato questo concetto è stato spesso utilizzato come una semplice leva di marketing per giustificare prezzi più alti o rendere il prodotto più accattivante, oggi la situazione è radicalmente cambiata. La sostenibilità è diventata un pre-requisito indispensabile.
Le nuove generazioni pretendono una trasparenza totale che riguarda l’intera filiera; la selezione accurata delle materie prime e degli ingredienti, l’utilizzo di packaging riciclati e riciclabili, ed
il controllo etico e green di tutta la supply chain. Essere sostenibili al 100% e dimostrarlo con veridicità è ormai uno dei principali ingredienti per garantire il successo e la longevità di un brand nel settore beauty.
A cura di Federica Ragnini
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