L’assistenza sanitaria sul territorio sta vivendo una fase di profonda trasformazione e figure professionali come quella di Salvatore Martino, infermiere libero professionista operante nella provincia di Varese, rappresentano un punto di riferimento essenziale per la comunità.
Ospite ai microfoni della rubrica Storytime, Salvatore ha raccontato il suo percorso, il passaggio dall’ambiente ospedaliero alla libera professione e l’importanza del fattore umano nel lavoro d’assistenza a domicilio.
Con alle spalle ben undici anni di esperienza in ambito ospedaliero – trascorsi prevalentemente nei reparti di chirurgia (con una parentesi fondamentale in psichiatria) – Salvatore Martino ha maturato competenze solide sia sul piano clinico sia su quello umano diventando cosi un punto di riferimento indispensabile per pazienti e caregiver del territorio varesino.
Dopo l’emergenza pandemica e con la nascita della prima figlia, ha deciso di compiere una scelta coraggiosa: lasciare il posto fisso per dedicarsi all’assistenza infermieristica domiciliare, combinando la libera professione con la collaborazione con alcune cooperative locali.

L’infermiere domiciliare interviene per rispondere a diverse esigenze di salute direttamente a casa del paziente, fornendo prestazioni quali:
Prelievi del sangue e somministrazione di terapie (iniezioni intramuscolari, flebo, antibiotici), medicazioni complesse. gestione di presidi medici (cateteri, sondini, e altri dispositivi).
I beneficiari di questi interventi sono vari: dagli anziani con difficoltà di deambulazione, ai pazienti in convalescenza post-operatoria o con disabilità, fino ai lavoratori e pendolari che necessitano di orari flessibili prima di recarsi al lavoro.
Durante l’intervista è stato inoltre ricordato come, attraverso i voucher erogati dalle Agenzie di Tutela della Salute (ATS) tramite le cooperative socio-sanitarie, molte prestazioni domiciliari rientrino nei servizi d’assistenza gratuiti per chi ne possiede i requisiti.

A differenza del lavoro di reparto, dove ci si interfaccia costantemente con un’équipe presente sul posto, l’infermiere domiciliare opera in solitaria sul campo. Ciò richiede un forte spirito di adattamento, capacità organizzative per gestire un’agenda in continuo mutamento e la prontezza nel prendere decisioni cliniche immediate, pur rimanendo in contatto con i medici di medicina generale e i vari specialisti.
Sapere: l’aggiornamento costante e la conoscenza scientifico-farmacologica
Saper fare: la padronanza tecnica e la sicurezza pratica derivante dall’esperienza sul campo
Saper essere: le competenze relazionali, l’ascolto attivo e l’empatia necessarie per instaurare un solido rapporto di fiducia con il paziente e la sua famiglia.

Salvatore Martino opera h24 7/7 privatamente in tutta la provincia di Varese e collabora per l’assistenza domiciliare integrata nel distretto di Azzate. Potete contattarlo anche tramite i canali social.
A cura di Federica Ragnini
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